Mo­del­lo 730: ri­du­cia­mo l'ac­con­to di no­vem­bre

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rà be­ne a far­si due con­ti, quin­di, chi pre­su­me un red­di­to im­po­ni­bi­le Ir­pef 2017 in­fe­rio­re a quel­lo del 2016 per­ché, ad esem­pio, ha in­ter­rot­to que­st'an­no una col­la­bo­ra­zio­ne oc­ca­sio­na­le o a pro­get­to; op­pu­re ha ven­du­to una ca­sa, un ga­ra­ge o una can­ti­na o, an­co­ra, non de­ve più di­chia­ra­re l'af­fit­to di un im­mo­bi­le o, ma­ga­ri, è pas­sa­to in cor­so d'an­no al­la ce­do­la­re sec­ca su­gli af­fit­ti. Può ri­dur­re l'ac­con­to an­che chi ha so­ste­nu­to nel 2017 - o ha in pre­ven­ti­vo - im­por­tan­ti spe­se de­trai­bi­li o de­du­ci­bi­li: vi­si­te spe­cia­li­sti­che, spe­se per ba­dan­ti, ver­sa­men­ti in be­ne­fi­cen­za al­le On­lus, nuo­ve co­per­tu­re pre­vi­den­zia­li o as­si­cu­ra­ti­ve, in­te­res­si del mu­tuo pri­ma ca­sa, spe­se di ri­strut­tu­ra­zio­ne e co­sì via. Con un po' di pa­zien­za si do­vrà si­mu­la­re una ve­ra e pro­pria di­chia­ra­zio­ne dei red­di­ti per il 2017 (co­me se l'an­no fos­se già ter­mi­na­to) te­nen­do con­to di tut­te le re­go­le fi­sca­li in vi­go­re (ali­quo­te, de­tra­zio­ni per one­ri di fa­mi­glia, ecc.), di quel­le in via di de­fi­ni­zio­ne con le nuo­ve ma­no­vre (ope­ra­zio­ne, que­sta, ben più com­ples­sa), dei red­di­ti e del­le spe­se che si pre­ve­do­no per l'an­no in que­stio­ne. Ar­ri­va­ti all'im­po­sta do­vu­ta cal­co­la­te su que­sto im­por­to il 100% (è que­sta la nuo­va mi­su­ra dell'ac­con­to sal­vo ul­te­rio­ri mo­di­fi­che dell'ul­ti­ma ora), che rap­pre­sen­ta l'ac­con­to com­ples­si­va­men­te do­vu­to per il 2017 e ri­de­ter­mi­na­te la se­con­da ra­ta dell'ac­con­to Ir­pef, sot­traen­do quan­to ver­sa­to co­me pri­ma ra­ta di ac­con­to. A que­sto pun­to, se “l'au­to­ri­du­zio­ne” è dav­ve­ro con­ve­nien­te, la vo­stra scel­ta va co­mu­ni­ca­ta al so­sti­tu­to d'im­po­sta en­tro il pros­si­mo 2 ot­to­bre, com­pi­lan­do e con­se­gnan­do un ap­po­si­to mo­del­lo. So­no un di­pen­den­te e so­no cer­to che nel 2017 gua­da­gne­rò me­no del­lo scor­so an­no an­che per­ché, nel cor­so di que­st'an­no, non ho più il red­di­to de­ri­van­te dal­la lo­ca­zio­ne di un im­mo­bi­le. In ag­giun­ta, sem­pre que­st'an­no a feb­bra­io, ho so­ste­nu­te del­le for­ti spe­se den­ti­sti­che per mia fi­glia a ca­ri­co. Vor­rei sa­pe­re co­sa ri­schio se, nel fa­re l'au­to­ri­du­zio­ne del­la se­con­da ra­ta Ir­pef di no­vem­bre, i cal­co­li non do­ves­se­ro es­se­re cor­ret­ti.

B.S. Ro­ma Chi a fi­ne an­no sco­pri­rà di aver sba­glia­to le pre­vi­sio­ni (e cioè di aver ver­sa­to un ac­con­to in­fe­rio­re al do­vu­to) po­trà sem­pre sfrut­ta­re il rav­ve­di­men­to ope­ro­so: do­vrà pa­ga­re, ol­tre al­la dif­fe­ren­za dell'ac­con­to do­vu­to, una san­zio­ne ri­dot­ta che va­ria in ba­se al mo­men­to in cui ci si ac­cor­ge dell'er­ro­re e può ar­ri­va­re al mas­si­mo fi­no al 3,75% più gli in­te­res­si del­lo 0,10% an­nuo per ogni gior­no di ri­tar­do dal 1° di­cem­bre 2017.

Il tut­to, na­tu­ral­men­te, va for­ma­liz­za­to en­tro il ter­mi­ne di pre­sen­ta­zio­ne del­la pros­si­ma de­nun­cia dei red­di­ti.

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