I frut­ti ama­ri dell'iner­zia sul­la giu­sti­zia

Il Messaggero - - Da Prima Pagina - Car­lo Nor­dio

Non sap­pia­mo se le in­da­gi­ni sul­la Con­sip con­dot­te da al­cu­ni Ca­ra­bi­nie­ri del Noe ten­des­se­ro al sov­ver­ti­men­to del­le isti­tu­zio­ni o espri­mes­se­ro so­lo un ec­ces­so di esal­ta­to pro­ta­go­ni­smo. Né sap­pia­mo qua­li fos­se­ro le di­ret­ti­ve del Pm di Na­po­li al ca­pi­ta­no Sca­far­to, vi­sto che i due si sca­ri­ca­no re­ci­pro­ca­men­te le re­spon­sa­bi­li­tà, con il ri­sul­ta­to di es­se­re en­tram­bi in­da­ga­ti di fal­so. Ma sap­pia­mo che que­sta ver­go­gno­sa vi­cen­da ha fat­to emer­ge­re, an­co­ra una vol­ta, sia le ano­ma­lie del no­stro si­ste­ma giu­di­zia­rio sia le sue fu­ne­ste in­fluen­ze sul­la po­li­ti­ca, e quin­di sul­la de­mo­cra­zia. E que­sto ci in­du­ce a tre con­si­de­ra­zio­ni.

Pri­mo. Que­sto ma­le­det­to im­bro­glio è sta­to re­so pos­si­bi­le dall'uso spre­giu­di­ca­to del­le in­ter­cet­ta­zio­ni, dall'ar­bi­trio con il qua­le si ini­zia­no le in­da­gi­ni e dall'esi­sten­za di rea­ti eva­ne­scen­ti - co­me l'abu­so di uf­fi­cio e il traf­fi­co di in­fluen­ze - che pos­so­no fa­cil­men­te es­ser at­tri­bui­ti a chiun­que si ab­bia in­te­res­se a de­le­git­ti­ma­re. Se ve­ra­men­te si vo­le­va col­pi­re Ti­zia­no Ren­zi – e con lui il più il­lu­stre fi­glio – è sta­to un gio­co da ra­gaz­zi ascol­tar­ne mi­glia­ia di con­ver­sa­zio­ni, estra­po­lar­ne fra­si di si­gni­fi­ca­to in­cer­to, co­struir­vi so­pra un'ipo­te­si di rea­to, e al­la fi­ne pas­sa­re tut­to ai giornali.

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