Il Pil all'1,8 % ma l'Eu­ro­pa ci ri­man­da

Nuo­va let­te­ra in ar­ri­vo da Bru­xel­les Ka­tai­nen: «La si­tua­zio­ne non mi­glio­ra» Gen­ti­lo­ni: «La cre­sci­ta si raf­for­za» Pa­doan: «Ma­no­vra in li­nea con la Ue»

Il Messaggero - - DA PRIMA PAGINA - IL PER­COR­SO An­to­nio Pol­lio Sa­lim­be­ni

L'Istat ha pub­bli­ca­to il da­to sul­la cre­sci­ta del Pil: nel ter­zo tri­me­stre +0,5% e dell'1,8% sull'an­no. Ma l'Eu­ro­pa ci ri­man­da. La Com­mis­sio­ne Ue ri­man­de­rà a mag­gio 2018 il giu­di­zio fi­na­le sul­la fi­nan­zia­ria e sul­la si­tua­zio­ne del de­bi­to. È la li­nea scel­ta dall ' ese­cu­ti­vo co­mu­ni­ta­rio che ie­ri ha di­scus­so «mol­to ap­pro­fon­di­ta­men­te» la si­tua­zio­ne dei bi­lan­ci, «spe­cial­men­te quel­lo dell'Ita­lia», ha det­to Ka­tai­nen.

La Com­mis­sio­ne Ue ri­man­de­rà a mag­gio 2018 il giu­di­zio fi­na­le sul­la fi­nan­zia­ria e sul­la si­tua­zio­ne del de­bi­to. È que­sta la li­nea scel­ta dall'ese­cu­ti­vo co­mu­ni­ta­rio che ie­ri ha di­scus­so «mol­to ap­pro­fon­di­ta­men­te» la si­tua­zio­ne dei bi­lan­ci eu­ro­pei e «spe­cial­men­te quel­lo dell'Ita­lia», ha det­to il vi­ce­pre­si­den­te Ka­tai­nen. Il mi­ni­stro dell'Eco­no­mia Pier Car­lo Pa­doan ri­ce­ve­rà un'en­ne­si­ma let­te­ra da Bru­xel­les nel­la qua­le la Com­mis­sio­ne pre­sen­te­rà l'opi­nio­ne sul pro­get­to di leg­ge di bi­lan­cio 2018. In via pre­li­mi­na­re Bru­xel­les ha già in­di­ca­to che l'Ita­lia ri­schia di de­via­re in mi­su­ra si­gni­fi­ca­ti­va da­gli obiet­ti­vi di ri­du­zio­ne del de­fi­cit in ter­mi­ni strut­tu­ra­li. Qual­che ora pri­ma che si riu­nis­se l'ese­cu­ti­vo Ue a Stra­sbur­go, do­ve è in cor­so la ses­sio­ne ple­na­ria del Par­la­men­to eu­ro­peo, in Ita­lia l'Istat ha pub­bli­ca­to il da­to sul­la cre­sci­ta del Pil nel ter­zo tri­me­stre, +0,5% e dell'1,8% sull'an­no. «La cre­sci­ta in Ita­lia sta ac­ce­le­ran­do e ciò av­vie­ne per gli in­ter­ven­ti del Go­ver­no ma an­che per me­ri­to del­le fa­mi­glie e del­le azien­de», ha com­men­ta­to il pre­mier Gen­ti­lo­ni. Ag­giun­gen­do che so­lo 5 me­si fa le sti­me in­di­ca­va­no una cre­sci­ta ten­den­zia­le del­lo 0,8%: «Il si­ste­ma ita­lia­no si è mes­so in mo­to, ora non pos­sia­mo di­sper- de­re e di­la­pi­da­re, dob­bia­mo an­da­re avan­ti e se pos­si­bi­le ac­ce­le­ra­re an­co­ra». La let­te­ra Ue all'Ita­lia ac­com­pa­gne­rà l'opi­nio­ne sul bi­lan­cio 2018 che sa­rà pub­bli­ca­ta il 22 no­vem­bre. La scel­ta di una mis­si­va, l'en­ne­si­ma tra Bru­xel­les e Ro­ma, si in­qua­dra nel­la li­nea soft del­la Com­mis­sio­ne: non è con­vin­ta del ri­spet­to del­le re­go­le sui bi­lan­ci da par­te dell'Ita­lia, ma da un la­to vuo­le aspet­ta­re da­ti con­so­li­da­ti su de­fi­cit e de­bi­to 2017 pri­ma di ar­ri­va­re a con­clu­sio­ni de­fi­ni­ti­ve, dall'al­tro non vuo­le che peg­gio­ri il con­te­sto eco­no­mi­co in via di raf­for­za­men­to in un Pae­se che, per di più, vi­vrà una lun­ga cam­pa­gna elet­to­ra­le. Con il ri­schio di un ri­sul­ta­to che non por­te­rà al­la sta­bi­li­tà po­li­ti­ca. Il pun­to cen­tra­le del­le ri­ser­ve di Bru­xel­les ri­guar­da la di­men­sio­ne dell'ag­giu­sta­men­to del bi­lan­cio in ter­mi­ni strut­tu­ra­li (al net­to di mi­su­re una tan­tum e de­pu­ra­to da­gli ef­fet­ti del ci­clo eco­no­mi­co): per il go­ver­no è pa­ri al­lo 0,3% del Pil, per un va­lo­re di 5,1 mi­liar­di, a fron­te di una ri­du­zio­ne teo­ri­ca del de­fi­cit pa­ri al­lo 0,6% men­tre per la Com­mis­sio­ne si li­mi­ta al­lo 0,1%. Lo scar­to è di 3,5 mi­liar­di. La di­fe­saa ita­lia­na si fon­da sul­la cri­ti­ca al­la me­to­do­lo­gia di cal­co­lo dell'ag­giu­sta­men­to strut­tu­ra­le del bi­lan­cio, cri­ti­ca che è al­quan­to dif­fu­sa tra gli Sta­ti an­che se non dal­la mag­gio­ran­za. Bru­xel­les non chie­de nuo­ve mi­su­re ades­so, si li­mi­ta a rin­via­re la par­ti­ta al­la pri­ma­ve­ra quan­do in sel­la do­vreb­be es­ser­ci un nuo­vo go­ver­no. Non so­lo per la Com­mis­sio­ne l'Ita­lia ri­schia una «de­via­zio­ne si­gni­fi­ca­ti­va» dall'obiet­ti­vo di me­dio ter­mi­ne (pa­reg­gio o se­mi­pa­reg­gio) nel 2017 (an­no in cui si pre­ve­de un peg­gio­ra­men­to del bi­lan­cio strut­tu­ra­le) e nel 2017 e 2018 con­si­de­ra­ti insieme, ma ri­schia an­che di non ri­spet­ta­re la re­go­la di ri­du­zio­ne del de­bi­to. Ie­ri il vi­ce­pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne Ka­tai­nen ha espres­so una vi­sio­ne cri­ti­ca nei con­fron­ti dell'Ita­lia: ha ri­ba­di­to che la si­tua­zio­ne dei con­ti pub­bli­ci «non sta mi­glio­ran­do per­chè è chia­ro il ri­schio di de­via­zio­ne del bi­lan­cio strut­tu­ra­le ri­spet­to agli obiet­ti­vi di me­dio ter­mi­ne». E poi ha ag­giun­to: «Dob­bia­mo far sì che i cit­ta­di­ni co­no­sca­no qual è la si­tua­zio­ne at­tua­le, dob­bia­mo es­se­re one­sti spe­cial­men­te in si­tua­zio­ni di Pae­si che van­no al­le ele­zio­ni per­ché i cit­ta­di­ni me­ri­ta­no di co­no­sce­re la si­tua­zio­ne per poi de­ci­de­re li­be­ra­men­te». Nel mi­ri­no wel­fa­re e spe­sa pre­vi­den­zia­le. Sec­ca la re­pli­ca del mi­ni­stro Pa­doan: la leg­ge di bi­lan­cio è so­li­da, uti­le al Pae­se e con­for­me al­la Ue.

LA COM­MIS­SIO­NE EU­RO­PEA DECIDERÀ IN PRI­MA­VE­RA SUL­LA FI­NAN­ZIA­RIA MA NON C'È IL RI­SCHIO BOCCIATURA

Jyr­ki Ka­tai­nen nu­me­ro due del­la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea

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