Co­sì i mes­sag­gi di Wi­ki­leaks ispi­ra­va­no i tweet di Trump

Rus­sia­ga­te, Donald jr. am­met­te i con­tat­ti Il mi­ni­stro Ses­sions: «Ho det­to co­se ine­sat­te» La Ca­sa Bian­ca vuo­le un'in­chie­sta spe­cia­le an­che su Hil­la­ry Clin­ton e la sua fon­da­zio­ne

Il Messaggero - - MONDO - L'IN­CON­TRO SE­GRE­TO An­na Guai­ta

2017. Il se­con­do ha te­sti­mo­nia­to da­van­ti a una com­mis­sio­ne del Con­gres­so ne­gan­do di aver men­ti­to cir­ca i rap­por­ti fra la cam­pa­gna di Donald Trump e i rus­si, ma am­met­ten­do di aver det­to nel pas­sa­to co­se ine­sat­te per­ché «non ri­cor­da­va». A ren­de­re que­sto pa­no­ra­ma an­co­ra più equi­vo­co, com­pa­re la pos­si­bi­li­tà che Ses­sions no­mi­ni un pro­cu­ra­to­re spe­cia­le per apri­re un'in­chie­sta su Hil­la­ry Clin­ton e sul­la Fon­da­zio­ne Clin­ton. L'idea di con­ti­nua­re il fi­lo­ne del­le in­chie­ste sull'ex se­gre­ta­rio di Sta­to è mol­to ca­ra all'ala de­stra del par­ti­to re­pub­bli­ca­no, ma in par­ti­co­la­re lo è a Donald Trump, che ri­pe­tu­ta­men­te si è det­to «fru­stra­to» per il fat­to di non po­ter – lui, che «è pre­si­den­te» – or­di­na­re si­mi­li in­da­gi­ni. E pro­prio que­sta in­si­sten­za os­ses­si­va di Trump dif­fon­de un fu­mus per­se­cu­tio­nis sul­la ipo­te­si di un pro­cu­ra­to­re an­ti-Hil­la­ry. I de­mo­cra­ti­ci, ma non so­lo lo­ro, avan­za­no l'ipo­te­si che bat­te­re il chio­do Hil­la­ry sia un di­ver­si­vo, per da­re all'Am­mi­ni­stra­zio­ne un po' di re­spi­ro sul fron­te Rus­sia­ga­te. Ma le cro­na­che in­cal­za­no. E lo scoop del­la ri­vi­sta The Atlan­tic, lu­ne­dì se­ra, ha ri­por­ta­to in pri­mo pia­no Donald Ju­nior, for­se il più espo­sto nel cam­po Trump sul­la que­stio­ne del­le col­lu­sio­ni con i rus­si. Il gio­va­ne Trump è nel mi­ri­no del pro­cu­ra­to­re spe­cia­le Ro­bert Muel­ler in par­ti­co­la­re per un in­con­tro, av­ve­nu­to nel giu­gno del 2016, con un'av­vo­ca­tes­sa rus­sa ed al­tri espo­nen­ti rus­si vi­ci­ni al Crem­li­no. L'in­con­tro av­ven­ne per­ché un co­no­scen­te dei Trump ave­va av­ver­ti­to Ju­nior che que­sta gen­te ave­va informazioni com­pro­met­ten­ti su Hil­la­ry Clin­ton. Ades­so il gio­va­ne Trump è di nuo­vo sot­to i ri­flet­to­ri, per i suoi rap­por­ti via mes­sag­gi pri­va­ti Twit­ter con Wi­ki­leaks. Que­sti suoi rap­por­ti so­no sta­ti ri­ve­la­ti nel­la ri­vi­sta, e ie­ri Donald Ju­nior non li ha rin­ne­ga­ti, ma si è di­fe­so ri­cor­dan­do che lui ra­ra­men­te ave­va ri­spo­sto, evi­den­te­men­te sen­za ren­der­si con­to che nel mo­men­to stes­so in cui era av­ve­nu­to il con­tat­to, avreb­be do­vu­to de­nun­ciar­lo al­le au­to­ri­tà elet­to­ra­li, da­to che al­lo­ra Wi­ki­leaks sta­va già pub­bli­can­do il ma­te­ria­le di Hil­la­ry Clin­ton pi­ra­ta­to dai rus­si. E co­mun­que, dal­lo stu­dio dei mes­sag­gi, pa­ra­go­na­ti ai tweet pub­bli­ca­ti da Trump e dal­le sue di­chia­ra­zio­ni in pub­bli­co ri­sul­ta chia­ro che la cam­pa­gna ac­cet­ta­va sug­ge­ri­men­ti dal­la as­so­cia­zio­ne di Ju­lian As­san­ge. Ad esem­pio, nell'ot­to­bre 2016, quan­do ven­ne a gal­la un vi­deo in cui Trump si van­ta­va di po­ter fa­re di tut­to al­le don­ne per­chè era fa­mo­so, e po­te­va an­che «ac­chiap­par­le» nel­le par­ti in­ti­me, su­bi­to do­po Wi­ki­leaks pub­bli­ca­va on line le mail pi­ra­ta­te dai rus­si di John Po­de­sta, ca­po del­la cam­pa­gna di Hil­la­ry Clin­ton. L'in­ten­to di di­strar­re l'at­ten­zio­ne del pub­bli­co dal­lo scan­da­lo che sta­va col­pen­do Trump ap­pa­re an­co­ra più ov­vio ora che leg­gia­mo i mes­sag­gi che Wi­ki­leaks man­dò a Donald ju­nior, in cui si sug­ge­ri­va che il pa­dre twit­tas­se sul­le let­te­re di Po­de­sta. Nean­che quin­di­ci mi­nu­ti do­po que­sto mes­sag­gio, ec­co Trump che twit­ta pro­prio se­con­do i consigli di Wi­ki­leaks.

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