Co­me è bel­lo gio­ca­re a car­te

Il Notiziario - - Da Prima Pagina - di Pie­ro Ubol­di

A Bol­la­te si sta ve­ri¿can­do, or­mai da qual­che an­no, un fe­no­me­no cu­rio­so: il mol­ti­pli­car­si dei tor­nei di car­te in cui si gio­ca a cop­pie (sco­pa d’as­si, ma so­prat­tut­to bi­rim­ba e bur­ra­co): gio­ca­no mo­gli e ma­ri­ti, ami­ci o an­che per­so­ne che non si co­no­sco­no e di­ven­ta­no ami­che gio­can­do. Tut­to è na­to da uno sto­ri­co torneo or­ga­niz­za­to a Ca­stel­laz­zo, poi la pas­sio­ne è di­la­ga­ta e ora tor­nei be­ne¿ci ven­go­no or­ga­niz­za­ti an­che da par­roc­chie, on­lus e as­so­cia­zio­ni va­rie. Gio­ca­no per­so­ne di ogni età, dai gio­va­ni agli ot­tan­ten­ni, tut­ti in­sie­me, con grin­ta, cer­vel­lo, a vol­te ar­rab­bian­do­si ma poi di­ven­tan­do tut­ti ami­ci, sen­za bar­rie­re di età.

Il gio­co del­le car­te da mol­ti gio­va­ni è con­si­de­ra­to qual­co­sa di “vec­chio”, per­ché oggi ci so­no i vi­deo­gio­chi. Pec­ca­to che ai vi­deo­gio­chi si gio­ca da so­li o, se si è in due, si guar­da lo scher­mo, non ci si guar­da in fac­cia. L’al­tra se­ra so­no ve­nu­ti a ca­sa mia due ami­ci ben più gio­va­ni di me e, per pas­sa­re la se­ra­ta, mia mo­glie ha lan­cia­to l’idea: “Gio­chia­mo a bi­rim­ba!”. Non sa­pe­va­no co­sa fos­se, non ci hanno mai gio­ca­to. Gli ab­bia­mo spie­ga­to le re­go­le e… al­le due di not­te ho do­vu­to dir lo­ro: “Ades­so ba­sta, an­dia­mo a dor­mi­re!”. Per­chè le car­te non so­no un gio­co vec­chio, siamo noi che, cam­min fa­cen­do, per­dia­mo le co­se bel­le del vi­ve­re, la ca­pa­ci­tà di sta­re in­sie­me, di spe­gne­re i te­le­fo­ni­ni e i te­le­vi­so­ri e di con­cen­trar­ci su al­tro, su qual­co­sa che uni­sce e crea ami­ci­zia.

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