Più com­pe­ti­ti­vi­tà con il wel­fa­re azien­da­le

Ba­ban (Pic­co­la In­du­stria): «Gli sgra­vi fi­sca­li han­no aper­to la stra­da, ma le im­pre­se sono pre­pa­ra­te»

Il Sole 24 Ore - - LE VIE DELLA RIPRESA - Cri­sti­na Ca­sa­dei

pSo­no con­ti che ar­ri­va­no giù giù, pre­ci­si pre­ci­si, fi­no al sin­go­lo eu­ro quel­li che ogni me­se fa Mar­co Pa­ga­no. Adesso, pe­rò, c’è qual­che li­nea in più che si può ag­giun­ge­re, gra­zie al pac­chet­to wel­fa­re dell’azien­da do­ve la­vo­ra, la Art co­sme­tics di Moz­za­ni­ca, in pro­vin­cia di Ber­ga­mo, do­ve Pa­ga­no, 37 an­ni, è un ad­det­to del re­par­to de­gli im­pa­sti dei ros­set­ti. «La mia è una fa­mi­glia mo­no­red­di­to, ho una mo­glie e due bim­bi di 6 an­ni per cui de­vo cer­ca­re di ot­ti­miz­za­re il pac­chet­to re­tri­bu­ti­vo», rac­con­ta.

Con il wel­fa­re pri­va­to che si sta espan­den­do a mac­chia d’olio, quell’an­gli­ci­smo usa­to so­prat­tut­to per i ma­na­ger, la co­sid­det­ta com­pen­sa­tion, si può esten­de­re a tut­ti i la­vo­ra­to­ri, tan­to a quel­li delle gran­di im­pre­se, sto­ri­ca­men­te più im­pe­gna­te su questo fron­te, quan­to a quel­li che la­vo­ra­no nel­le più pic­co­le. Tan­to a quel­li che han­no sca­la­to le al­te ge­rar­chie, quan­to a quel­li che sono nel­la lar­ga ba­se del­la pi­ra­mi­de pro­dut­ti­va.

Le pro­por­zio­ni sono mol­to di­ver­se, ma se il ma­na­ger si ri­tro­ve­rà pa­ga­te le ret­te stel­la­ri del­la scuo­la dei fi­gli, Pa­ga­no po­trà co­mun­que cal­co­la­re che con la prima tran­che di feb­bra­io di 450 eu­ro del suo pre­mio per cui ha scel­to l’op­zio­ne wel­fa­re, può pa­ga­re una parte dell’iscri­zio­ne e del­la men­sa del­la scuo­la dei suoi due fi­gli. Ai 450 eu­ro, poi, «va ag­giun­to un ul­te­rio­re 10% che l’azien­da at­tri­bui­sce co­me pac­chet­to ag­giun­ti­vo», spie­ga, per via del “ri­spar­mio” con­sen­ti­to dal­la ri­du­zio­ne delle tas­se. Il re­sto delle spe­se viene mes­so in di­chia­ra­zio­ne dei red­di­ti in mo­do da po­ter usu­frui­re delle de­tra­zio­ni. In giu­gno do­vreb­be poi ar­ri­va­re una se­con­da tran­che del pre­mio le­ga­ta ai ri­sul­ta­ti. Nel per­so­na­le bi­lan­cio di Pa­ga­no si tra­sfor­me­rà in buo­ni spe­sa per il su­per­mer­ca­to e buo­ni car­bu­ran­te con cui «co­pri­rò al­cu­ne spe­se vi­ve». Nel­la vi­sio­ne di Mar­co Se­sa­na, coun­try ma­na­ger e ceo di Ge­ne­ra­li Ita­lia che ha idea­to un ve­ro e pro­prio mi­su­ra­to­re, il Wel­fa­re in­dex, «il wel­fa­re su­pe­ra la so­la lo­gi­ca eco­no­mi­ca per com­pren­de­re e da­re ri­spo­ste in chia­ve “so­cio-eco­no­mi­ca”. Con il wel­fa­re azien­da­le, al­la pa­ga al di­pen­den­te si so­sti­tui­sce un rapporto con la per­so­na che as­se­con­da ne­ces­si­tà e de­si­de­ri in va­rie fa­si del­la vi­ta». L’ot­ti­miz­za­zio­ne di tut­te le vo­ci e l’op­zio­ne wel­fa­re aiu­ta­no. Aiu­ta­no in ca­sa, ma an­che nel­le im­pre­se.

Qual­che numero aiu­ta a ca­pi­re meglio. Se­con­do il Wel­fa­re in­dex di Ge­ne­ra­li che per l’edi­zio­ne del 2017 ha sen­ti­to un cam­pio­ne di 3.422 Pmi, in que­sta fa­se di svi­lup­po del nuo­vo wel­fa­re azien­da­le, in un con­te­sto nor­ma­ti­vo che si è con­so­li­da­to da po­chi me­si, i pri­mi se­gna­li dell’im­pat­to sul la­vo­ro di­co­no che tra le azien­de che han­no at­tua­to ini­zia­ti­ve in al­me­no 6 aree, il 71% re­gi­stra ri­sul­ta­ti po­si­ti­vi nel­la sod­di­sfa­zio­ne dei la­vo­ra­to­ri e nel cli­ma azien­da­le, il 69% nel­la fi­de­liz­za­zio­ne, la stes­sa quo­ta nell’im­ma­gi­ne dell’azien­da e il 56% nel­la pro­dut­ti­vi­tà del la­vo­ro. Il vi­ce­pre­si­den­te e pre­si­den­te pic­co­la in­du­stria di Con­fin­du­stria, Al­ber­to Ba­ban, spie­ga che «la com­pe­ti­zio­ne è cam­bia­ta e cam­bie­rà in mo­do dra­sti­co in fu­tu­ro. Pro­prio per questo la te­nu­ta del­la pro­dut­ti­vi­tà è fon­da­men­ta­le e per­ché vi sia bi­so­gna es­se­re tut­ti com­pli­ci. Il nostro è un pae­se mol­to par­ti­co­la­re do­ve sem­bra che vi sia­no mol­te co­se la­ten­ti. Co­me apri una por­ti­ci­na si sco­pro­no po­ten­zia­li­tà ine­spres­se». Ad apri­re la por­ti­ci­na, nel ca­so del wel­fa­re, sono sta­ti sen­za dub­bio gli sgra­vi fi­sca­li. «C’è si­cu­ra­men­te un te­ma di con­ve­nien­za che ha fatto emer­ge­re questo in­gle­si­smo, wel­fa­re. Ma va no­ta­to che tut­ti gli at­to­ri stan­no spin­gen­do nel­la stes­sa di­re­zio­ne e le im­pre­se non sono sta­te col­te im­pre­pa­ra­te. Sono con­ten­te per­ché pos­so­no of­fri­re al la­vo­ra­to­re qual­co­sa di più a pa­ri­tà di co­sti», con­ti­nua Ba­ban. Che gli at­to­ri re­mi­no tut­ti nel­la stes­sa di­re­zio­ne lo con­fer­ma an­che il se­gre­ta­rio na­zio­na­le del­la Ci­sl, Gi­gi Pet­te­ni: «È un te­ma che ab­bia­mo po­sto da tem­po e og­gi, al di là delle ban­die­ri­ne del­la con­trat­ta­zio­ne di pri­mo e se­con­do li­vel­lo, emer­ge quan­to ri­spon­da al­le esi­gen­ze di chi la­vo­ra. Le stes­se azien­de, poi, ne han­no col­to le pos­si­bi­li­tà. Dai luo­ghi di la­vo­ro sta ve­nen­do avan­ti una nuo­va con­ci­lia­zio­ne: non più so­lo tra tem­pi di vi­ta e di la­vo­ro ma an­che tra la com­pe­ti­ti­vi­tà delle im­pre­se e il be­nes­se­re delle per­so­ne».

Sen­za pre­ten­de­re di ri­sol­ve­re il que­si­to se sia na­to prima l’uo­vo o la gal­li­na, «le con­ve­nien­ze han­no si­cu­ra­men­te da­to im­pul­so al wel­fa­re - in­ter­pre­ta Ba­ban -, ma questo è ac­ca­du­to per­ché vi è sem­pre sta­ta una cul­tu­ra ba­sa­ta su una for­te in­te­ra­zio­ne tra co­mu­ni­tà dei la­vo­ra­to­ri e im­pre­se. Lo di­co­no i con­trat­ti azien­da­li ma lo di­ce an­che la con­trat­ta­zio­ne na­zio­na­le e l’emer­sio­ne, og­gi, di un mo­del­lo con­trat­tua­le ba­sa­to sul wel­fa­re è pos­si­bi­le pro­prio per questo. Del re­sto il si­ste­ma del wel­fa­re pri­va­to ha pre­so una di­men­sio­ne con­si­de­re­vo­le in un con­te­sto di mer­ca­ti sta­bi­li».

Le di­men­sio­ni le la­scia­mo spie­ga­re an­co­ra una vol­ta ai nu­me­ri. A par­ti­re da quel­li del mi­ni­ste­ro del La­vo­ro che questo me­se ha ri­le­va­to che sono ol­tre 20mi­la (20.908) i con­trat­ti azien­da­li e ter­ri­to­ria­li de­po­si­ta­ti per usu­frui­re del­la de­tas­sa­zio­ne dei pre­mi di pro­dut­ti­vi­tà (con un’im­po­sta al 10%)a par­ti­re dal 2015 e per quan­to ri­guar­da le mi­su­re pre­vi­ste da­gli ac­cor­di de­po­si­ta­ti, 4.641 pre­ve­do­no delle mi­su­re di wel­fa­re azien­da­le, esen­ti da im­po­si­zio­ne. Il rapporto è di uno a cin­que e l’im­pres­sio­ne di Bru­no Bu­sac­ca, ca­po del­la se­gre­te­ria tec­ni­ca del mi­ni­ste­ro del La­vo­ro, è che «il wel­fa­re azien­da­le stia pren­den­do pie­de gra­zie an­che all’in­cen­ti­va­zio­ne fi­sca­le, ul­te­rio­re dri­ver di un pro­ces­so che sta an­dan­do avan­ti. Sto­ri­ca­men­te le gran­di im­pre­se han­no in­trec­cia­to la lo­ro sto­ria con pia­ni di wel­fa­re im­po­nen­ti, ma og­gi la ve­ra fron­tie­ra sono le pic­co­le e me­die im­pre­se». Dal­la con­trat­ta­zio­ne di se­con­do li­vel­lo ar­ri­va poi la ga­ran­zia di sa­per leg­ge­re i bi­so­gni spe­ci­fi­ci di quei la­vo­ra­to­ri, di quell’azien­da o di quel ter­ri­to­rio. «Sul­le ri­le­va­zio­ni dei da­ti - os­ser­va Bu­sac­ca -sia­mo an­co­ra nel­la fa­se ini­zia­le ma il pre­ci­pi­ta­to è po­si­ti­vo e dai pri­mi da­ti sem­bra qua­si che vi sia una con­ta­mi­na­zio­ne di buo­ne pra­ti­che sul ter­ri­to­rio». I con­trat­ti di se­con­do li­vel­lo che non si li­mi­ta­no all’ero­ga­zio­ne mo­ne­ta­ria ma che in­cro­cia­no esi­gen­ze e ser­vi­zi «van­no so­ste­nu­ti e in­co­rag­gia­ti dal­la nor­ma fi­sca­le - di­ce Bu­sac­ca - ma han­no an­che bi­so­gno di un con­sen­so so­cia­le dif­fu­so per­ché stia­mo par­lan­do di un mec­ca­ni­smo win win con van­tag­gi per i la­vo­ra­to­ri e per le im­pre­se». An­che per questo for­se var­reb­be la pe­na la­vo­ra­re per au­men­ta­re la con­ve­nien­za per im­pre­se e la­vo­ra­to­ri.

L’IN­DA­GI­NE Su un cam­pio­ne di 3.422 Pmi 7 su 10 ri­scon­tra­no ri­sul­ta­ti po­si­ti­vi nel­la sod­di­sfa­zio­ne dei la­vo­ra­to­ri e nel cli­ma azien­da­le

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