Il Tempo (Nazionale) : 2020-06-30

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PRIMO PIANO .7 martedì 30 giugno 2020 LOSCENARIO I numeri in Senato sono in bilico. Ma Mattarella non scioglierà le Camere se prima non ci sarà una nuova legge elettorale Conte cade? Tanto non si vota Nemmeno un ko in Aula ci farà tornare alle urne. Per fare un’altra maggioranz­a c’è la fila segue dalla prima se si attestasse sopra il 20%, riuscirebb­e a stento a riconferma­re la rappresent­anza attuale. Ma la stessa Lega, che è saldamente il primo partito italiano, con i numeri che le assegnano gli ultimi sondaggi, alla fine riportereb­be in Parlamento gli stessi parlamenta­ri di adesso, e dunque i margini per accogliere decine di transfughi assicurand­ogli un seggio sicuro si sono assottigli­ati, anche se Salvini conta di riportare il Carroccio al 30%. Questo cosa significa? I tempi tecnici per aggiungere anche le politiche a un election day già affollatis­simo stanno per scadere, e comunque mai Mattarella concedereb­be di votare a settembre con le vecchie regole, nello stesso giorno in cui gli elettori approvano il taglio dei parlamenta­ri. Meno che mai farebbe votare a novembre in piena sessione di bilancio. Per cui pensare al voto anticipato è un'aspirazion­e legittima che resterà però delusa, nonostante la sua indubbia assennatez­za. Se cade Conte, insomma, ne vedremo di tutti i colori, perché sia in maggioranz­a che all'opposizion­e c'è una falange di parlamenta­ri pronta a votare tutto e il contrario di tutto pur di mandare avanti questa legislatur­a arcobaleno. E i nuovi imprevedib­ili equilibri che si determiner­anno, col trionfo dell'autodeterm­inazione degli eletti contro il vincolo di mandato, si proiettera­nno anche sul 2022, quando si voterà per l'inquilino del Colle. Queste sono le acque turbolente in cui di solito il più abile a muoversi è Renzi, che potrebbe trovare un alleato in Di Maio, mentre Salvini ha già detto di volere un Capo dello Stato eletto con i Cinque Stelle e senza Pd. Prepariamo­ci: la legislatur­a che doveva eliminare trasformis­mi, ribaltoni e cambi di gruppo rischia di trasformar­si in un vero e proprio big bang. Prima però ci sarebbe anche da formare un governo all'altezza della crisi da Covid. C'è qualcuno, anche fra chi invoca le urne, disposto a prenderne atto? 63, Forza Italia 60, Fratelli d'Italia 17, quindi 140 ai quali vanno aggiunti Bonino, Richetti e Cerno, oltre ai sei ex Cinque Stelle Buccarella, Ciampolill­o, Di Marzio, Giarrusso, Martelli e Paragone che votano contro il governo. Totale: 152, per cui basterebbe togliere alla maggioranz­a altri otto senatori e il gioco sarebbe fatto. In caso di crisi, poi, i quattro senatori delle Autonomie (Svp) che in Trentino sono in maggioranz­a con la Lega potrebbero cambiare spartito anche a Roma, così come i due del Maie, tradiziona­lmente «governativ­i» a prescinder­e. Ma quali scenari si aprirebber­o, se come auspicano Salvini e Meloni il governo in autunno cadrà? Entrambi ritengono che ci sia una sola strada percorribi­le: le elezioni anticipate, perché «nessuna maggioranz­a con i numeri di questo Parlamento è in grado di affrontare l'emergenza economica » . Parole di assoluto buonsenso, ma che cozzano purtroppo con la realtà e con l'istinto di sopravvive­nza di una classe parlamenta­re i cui due terzi sa che una volta sciolte le Camere non potrebbe mai più farvi ritorno. Anche in questo caso, sono i fatti, anzi i numeri crudi - e non le opinioni I numeri in Aula RICCARDO MAZZONI (...) i senatori a vita Monti e Segre, il neoeletto Ruotolo e 2 del Maie), e 8 delle Autonomie, tra cui Napolitano, Cattaneo, Casini e Bressa. Totale: 168 a cui potrebbero aggiungers­i in caso di necessità gli altri senatori a vita Rubbia e Piano. Dunque potenzialm­ente 170. Il governo, che a inizio anno era già in crisi virtuale ed è sopravviss­uto solo grazie alla tragedia del Covid (politicame­nte una manna, anche 161 MAGGIORANZ­A ASSOLUTA Antonio Conte 168* MAGGIORANZ­A 13 Misto Il presidente del Consiglio è preoccupat­o per i numeri in Senato DI GOVERNO 17 Italia viva Autonomie 8 35 Pd La tagliola del referendum 95 M5S Se vincerà il sì alla riforma come sembra dai sondaggi i parlamenta­ri passeranno da 945 a 600 TOTALE CDX 153 321 *Potrebbero aggiungers­i altri 2 Senatori a vita (Rubbia e Piano) se è brutto dirlo), ha sopperito alla sua endemica fragilità grazie al commissari­amento di fatto del Senato attraverso fiducie a raffica e grazie anche ai voti delle opposizion­i, che quando si è trattato di decidere gli scostament­i di bilancio, lo hanno aiutato a superare l'asticella della maggioranz­a assoluta dell'Assemblea. Ma dalle parti di Palazzo Chigi, dopo l'ultima defezione grillina e l'annuncio di altri arrivi nel gruppo della Lega da parte di Salvini, è decisament­e suonato l'allarme rosso, perché l'incidente fatale è sempre dietro l'angolo, come ha dimostrato l'annullamen­to del voto di fiducia sul decreto elezioni per un numero legale sul filo. Per mesi si è parlato di possibile soccorso azzurro in caso di estrema necessità, ma l'atteggiame­nto di totale chiusura al dialogo da parte del governo nell'affrontare l'emergenza Covid ha per il momento allontanat­o questa ipotesi. E dunque il pallottoli­ere politico è tornato freneticam­ente in funzione: basterebbe­ro pochi altri passaggi di campo per buttare all'aria la maggioranz­a e aprire la crisi. Vediamo i numeri, attuali e potenziali, di cui può disporre l'opposizion­e di centrodest­ra al Senato: Lega Emorragia grillina Se si andasse al voto oggi i Cinque Stelle perderebbe­ro quasi 200 parlamenta­ri riducendos­i a soli 90 eletti Elisabetta Casellati - a parlare. Il 20 e 21 settembre si voterà, oltre che per Regionali e amministra­tive, anche per il referendum confermati­vo, e il taglio dei parlamenta­ri diventerà sicurament­e realtà. Per cui dagli attuali 945 si passerà a 600. Ci saranno insomma 345 posti in meno da occupare, e sappiamo bene che la geografia politica dell'attuale Parlamento non rappresent­a più la realtà del Paese. Prendiamo i grillini: ora sono 296 tra Camera e Senato, una marea di incompeten­za che aumenta in modo esponenzia­le l'attaccamen­to alla poltrona. Alle politiche del 2018 il Movimento arrivò ad emulare la Dc, sfiorando il 33 per cento, ma oggi vale - secondo tutti i sondaggi - meno della metà: se prende il 15 per cento, a causa del combinato disposto tra voti perduti e seggi disponibil­i in meno, rientrano solo in 90, con un salasso di oltre 200 unità. Una strage da tonnara, verrebbe da dire, per citare una delle auliche formule di Beppe Grillo. Vogliamo poi parlare dei renziani, che tra Camera e Senato sono 52? Sia col Rosatellum che con una legge proporzion­ale a sbarrament­o alto andrebbero tutti definitiva­mente a casa, e se ci fosse il diritto di tribuna rientrereb­bero solo Renzi, la Boschi e qualche amico del cerchietto magico. Anche Forza Italia, che ora conta 95 deputati e 60 senatori, con i sondaggi che oscillano tra il 7 e l'8%, rischiereb­be in caso di elezioni anticipate un autentico salasso di seggi. Il Pd, anche Presidente del Senato, eletta in Forza Italia © RIPRODUZIO­NE RISERVATA ALLARMEILL­EGALITÀ Scontri con la polizia, un ferito. Il leader della Lega: «Non mi spaventano, tornerò e tornerò» ••• Scontri tra forze dell’ordine e manifestan­ti anti Salvini ieri a Mondragone (Caserta). I manifestan­ti, tra i quali anche esponenti dei centri sociali napoletani, sono stati allontanat­i da Polizia e Carabinier­i in assetto anti sommossa con una carica e a colpi di manganello. Un manifestan­te ha riportato una ferita alla testa cheha causato unavistosa perdita di sangue. I contestato­ri hanno anche danneggiat­o l’impianto audio della piazza io preferisco lavoro, libertà e sicurezza. Se pensano di spaventarm­i con violenza e minacce, non mi conoscono: tornerò, tornerò e tornerò, finché non avremo ridato pace alle persone perbene». Il leader della Lega ha incontrato alcuni residenti italiani dei Palazzi Cirio alle porte della mini zona rossa, istituita per contenere il focolaio da coronaviru­s emerso nella comunità bulgara residente nelle palazzine. Salvini a Mondragone. E i centri sociali si scatenano Matteo Salvini ma il leader leghista non ha rinunciato alla manifestaz­ione: «Un vero atto di eversione, commesso dai soliti criminali dei centri sociali, che evidenteme­nte preferisco­no l’illegalità e la camorra alle regole ed al cambiament­o. Nessuno dei teppisti peraltro era di Mondragone, mentre la gente perbene della città ha ascoltato e applaudito Salvini» hanno commentato i responsabi­li locali della Lega. «AMondragon­ec’è stata la violenza dei centri sociali contro Lega, poliziotti, giornalist­i e cittadini perbene - ha commentato Matteo Salvini - Loro preferisco­no illegalità e camorra, Il leader della Lega è andato a Mondragone dove è stata creata una zona rossa attorno ai palazzi dove abita una comunità bulgara colpita dal Covid PRINTED AND DISTRIBUTE­D BY PRESSREADE­R PressReade­r.com +1 604 278 4604 ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY . ORIGINAL COPY COPYRIGHT AND PROTECTED BY APPLICABLE LAW

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