VIN SAN­TO

Quel­lo che bi­so­gna sa­pe­re del vi­no da des­sert più ti­pi­co d’Ita­lia. Da ab­bi­na­re con i dol­ci di Pa­squa. Cioc­co­la­to com­pre­so

La Cucina Italiana - - Pause Pranzo -

Co­me na­sce Do­po la ven­dem­mia le uve so­no mes­se ad ap­pas­si­re per qual­che me­se su gra­tic­ci o ap­pe­se ai sof­fit­ti, in mo­do che gli zuc­che­ri si con­cen­tri­no. Se­gue una len­ta fer­men­ta­zio­ne, poi il vi­no af­fi­na per mol­ti an­ni (an­che più di die­ci) in bot­ti­cel­le di le­gno, pri­ma di es­se­re im­bot­ti­glia­to e mes­so in com­mer­cio. Il no­me Non si sa con esat­tez­za per­ché si chia­mi «san­to», ma una del­le ipo­te­si più ac­cre­di­ta­te ne col­le­ga il ci­clo pro­dut­ti­vo al­le fe­ste re­li­gio­se: in al­cu­ne zo­ne si im­bot­ti­glia­va a Ognis­san­ti, in al­tre si pi­gia­va­no le uve a Na­ta­le e in al­tre an­co­ra a Pa­squa. Da do­ve vie­ne È pro­dot­to in va­rie re­gio­ni del Nord e Cen­tro Ita­lia con le uve lo­ca­li, pre­va­len­te­men­te a bac­ca bian­ca: in Tren­ti­no no­sio­la, in Ve­ne­to gar­ga­ne­ga, in Emi­lia-Ro­ma­gna treb­bia­no, or­tru­go, me­la­ra e San­ta Ma­ria, in To­sca­na e Um­bria treb­bia­no e mal­va­sia, ma an­che il ros­so san­gio­ve­se per il vi­no Oc­chio di Per­ni­ce. Il sa­po­re Di­ver­so se­con­do la zo­na di pro­du­zio­ne, ha dei trat­ti co­mu­ni, co­me i sen­to­ri di frut­ta sec­ca, mie­le, con­fet­tu­ra di al­bi­coc­ca e spe­zie. Si ac­com­pa­gna al­la pa­stic­ce­ria sec­ca, ai dol­ci lie­vi­ta­ti, ai for­mag­gi er­bo­ri­na­ti. Le ver­sio­ni più cor­po­se e in­vec­chia­te so­no ot­ti­me con il cioc­co­la­to. Te­sti VA­LEN­TI­NA VER­CEL­LI

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