A qual­cu­no pia­ce cru­do

La Cucina Italiana - - Cosa Si Mangia A San Pietroburgo -

Tren­tu­nen­ne, na­to a San Pie­tro­bur­go, Dmi­try Bli­nov ha ini­zia­to la sua car­rie­ra da Pe­tro­pa­vlo­v­ski, ri­sto­ran­te nel­la sta­zio­ne del­la cit­tà. Do­po 5 an­ni si è ri­tro­va­to a ge­sti­re i for­nel­li e poi a la­vo­ra­re con il ce­le­bre Fe­liks Ma­min, cuo­co che con­si­de­ra suo pun­to di ri­fe­ri­men­to. Nel 2014, con l’ami­co Re­nant Ma­li­kov, ha inau­gu­ra­to Duo Ga­stro­bar, con so­li 24 po­sti. Poi è sta­ta la vol­ta di Tar­tar Bar e, lo scor­so an­no, di Duo Asia, in­se­gna di cu­ci­na pa­na­sia­ti­ca. Come è na­to il progetto Tar­tar Bar? «Amo il ci­bo cru­do, le tar­ta­re e le in­te­rio­ra, ma con so­li 24 po­sti era dif­fi­ci­le pro­por­ne trop­pe in me­nu, così alla fi­ne del 2015 ho de­ci­so di apri­re un nuo­vo ri­sto­ran­te. All’ini­zio mi da­va­no del paz­zo, per­ché in Rus­sia fi­no a po­co tem­po fa nes­su­no or­di­na­va cer­vel­lo, mi­dol­lo o lin­gua. Oggi com­pro tut­te le cer­vel­la che tro­vo in cit­tà e spes­so non so­no co­mun­que suf­fi­cien­ti ri­spet­to al­le tan­te ri­chie­ste». Qua­li so­no i suoi piat­ti‑fir­ma? «Il ce­vi­che di po­mo­do­ro, ve­lo­ce, sem­pli­ce, at­ten­to alla ma­te­ria pri­ma; il ca­vo­lo con sal­sa shii­ta­ke, esem­pio di un in­gre­dien­te po­ve­ro ma dal sa­po­re me­mo­ra­bi­le, e poi na­tu­ral­men­te il cer­vel­lo con gra­no sa­ra­ce­no e sal­sa al mal­to». Come de­fi­ni­reb­be la sce­na cu­li­na­ria di San Pie­tro­bur­go oggi? «C’è più co­rag­gio, tan­ti cuo­chi ini­zia­no a in­fran­ge­re le re­go­le e a tro­va­re una lo­ro identità in mo­do na­tu­ra­le. Ri­spet­to a Mo­sca c’è me­no os­ses­sio­ne per il bu­si­ness e me­no com­pe­ti­zio­ne, ma an­che me­no clien­ti. È una cit­tà con uno sti­le di vi­ta più slow».

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