È ONE­STO

La Cucina Italiana - - Speciale -

IL PREZ­ZO È GIU­STO Es­se­re ca­pa­ci di ri­co­no­sce­re un buon pro­dot­to è una que­stio­ne di fi­du­cia, vi­ci­nan­za, sta­gio­ne, trac­cia­bi­li­tà. Ciò che gli ani­ma­li man­gia­no, il mo­do in cui è col­ti­va­to il ter­re­no in­fluen­za­no il sa­po­re e la sa­lu­bri­tà del ci­bo. La qua­li­tà co­sta di più, ma il co­sto ag­giun­ti­vo per­met­te a chi for­ni­sce quei pro­dot­ti di vi­ve­re sul­la pro­pria ter­ra e a chi li ac­qui­sta di ac­ce­de­re a sa­po­ri straor­di­na­ri.

Bio­lo­gi­co, or­ga­ni­co & Co.

So­no ag­get­ti­vi che sod­di­sfa­no la giu­sta aspi­ra­zio­ne ver­so la ga­ran­zia che quel­lo che man­gia­mo è sa­no. Per­ciò non di­men­ti­chia­mo tut­te le no­stre azien­de eti­che e re­spon­sa­bi­li ver­so la sa­lu­te e l’am­bien­te e il la­vo­ro di al­le­va­to­ri e con­ta­di­ni pic­co­li ed ec­cel­len­ti. ELOGIO DEL­LA LEN­TEZ­ZA Ci so­no tan­ti mo­di per non com­met­te­re il pec­ca­to mor­ta­le di man­gia­re in fret­ta. Le tren­ta­tré ma­sti­ca­zio­ni in­dia­ne, po­sa­re la for­chet­ta a ogni boc­co­ne, con­cen­trar­si sui sa­po­ri, be­re un sor­so di ac­qua tra un mor­so e l’al­tro, con­ver­sa­re.

Cu­ci­na cir­co­la­re

Per­ché di un in­gre­dien­te non si but­ta nien­te. Si fa­ce­va per ne­ces­si­tà, si fa per con­vin­zio­ne eti­ca e cer­tez­ze scien­ti­fi­che. L’ener­gia so­la­re è nel­le fo­glie ester­ne dei ve­ge­ta­li; il fer­ro nell’ac­qua di bol­li­tu­ra de­gli spi­na­ci e nel­le in­te­rio­ra; le vi­ta­mi­ne nel­le buc­ce… Cu­ci­na­re co­sì è un ge­sto d’amo­re ver­so di sé e ver­so la na­tu­ra.

C’è un me­to­do an­ti­co che me­ri­ta di tor­na­re in au­ge: pri­ma di co­min­cia­re a man­gia­re, rin­gra­zia­re per il ci­bo che ci è sta­to da­to e con­su­mar­lo con ri­spet­to

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