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La Cucina Italiana - - Sommario -

In­di­riz­zi, aper­tu­re, og­get­ti e no­vi­tà per aman­ti del­la buo­na ta­vo­la

La ter­ra dei ca­chi

Pri­ma di tut­to eco­lo­gi­co: il ca­chi (ca­co o lo­to) è una del­le po­che pian­te in na­tu­ra che ve­ge­ta e pro­du­ce sen­za bi­so­gno di trat­ta­men­ti an­ti­pa­ras­si­ta­ri. Bra­vo. Ed è an­che una del­le più an­ti­che. Ar­ri­va­to in Eu­ro­pa dall’Asia a me­tà dell’Ot­to­cen­to, og­gi in Ita­lia lo pro­du­cia­mo dal nord del­la Pia­nu­ra Pa­da­na fi­no a sud, a Sor­ren­to e in Si­ci­lia, non a ca­so il ti­to­lo del­la can­zo­ne La ter­ra dei ca­chi di Elio e le Sto­rie Te­se (la ri­cor­da­te?) era un mo­do per ri­fe­rir­si al­la pe­ni­so­la in­te­ra. E ne col­ti­via­mo sei ti­po­lo­gie tra cui il Cioc­co­la­ti­no, pic­co­lo e dal­la buc­cia spes­sa, il Lo­to di Ro­ma­gna e il più dif­fu­so Va­ni­glia del­la Cam­pa­nia. Per gu­star­lo al me­glio l’idea­le è co­glier­lo (o com­prar­lo) un po’ acer­bo e far­lo ri­po­sa­re per qual­che gior­no. So­lo quan­do il co­lo­re è bel­lo aran­cio e la buc­cia sot­ti­le ten­de a sfal­dar­si al­lo­ra è pron­to. Se in­ve­ce si trat­ta di ca­co me­la det­to an­che Per­si­mon che ha la pol­pa più croc­can­te, al­lo­ra si può con­su­ma­re su­bi­to.

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