Uni­tà e ali di sa­cri­fi­cio Il Mi­lan è «so­lo» di­fe­sa?

● Gat­tu­so ha su­bì­to so­lo 4 gol con­tro le 5 gran­di Ma per ri­tro­va­re l’at­tac­co ser­ve un po’ più co­rag­gio

La Gazzetta dello Sport - - Serie A > L’analisi - Lu­ca Bian­chin

Il vec­chio pro­ver­bio ame­ri­ca­no – «L’at­tac­co ven­de i bi­gliet­ti, la di­fe­sa vin­ce le par­ti­te» – al Mi­lan non va­le. Il Mi­lan è al­ter­na­ti­vo: è una squa­dra mi­glio­re in di­fe­sa che in at­tac­co, ep­pu­re pia­ce al­la gen­te e non vin­ce da qua­si un me­se. Mi­lan-Na­po­li di do­me­ni­ca ha con­fer­ma­to quel­lo che si è vi­sto nel pas­sa­to re­cen­te: Gat­tu­so ci sa fa­re, ca­pi­sce le esi­gen­ze del­la squa­dra e rea­gi­sce di con­se­guen­za. Il Mi­lan su­bi­sce po­co e in cam­po le ma­glie ros­so­ne­re si muo­vo­no in­sie­me: so­no tut­te vi­ci­ne e spes­so or­di­na­te. Nel gi­ro­ne di ri­tor­no ha con­ces­so un gol al­la La­zio, ze­ro a Samp e Roma, tre al­la Ju­ve (in­ci­den­te di per­cor­so), ze­ro a In­ter e Na­po­li. In più, non ha pre­so gol in tre par­ti­te di Cop­pa con­tro In­ter e La­zio, sup­ple­men­ta­ri com­pre­si. Ri­spet­to all’an­da­ta, c’è una dif­fe­ren­za enor­me: il Mi­lan ave­va per­so 4-1 con la La­zio, 2-0 con la Roma, 3-2 con l’In­ter, 2-0 con la Ju­ve e 2-1 con il Na­po­li. Ze­ro pun­ti e 13 gol su­bi­ti con­tro le pri­me cin­que.

LA DI­FE­SA Gat­tu­so, an­che se a Milano co­min­cia a fa­re cal­do, al­la fi­ne del­la par­ti­ta ha usa­to la metafora del­la coperta. «Sto chie­den­do al­la squa­dra di ri­ma­ne­re cor­ta, poi ar­ri­via­mo sca­ri­chi in at­tac­co. La coperta è cor­ta. In que­sto mo­men­to non ci pos­sia­mo per­met­te­re di la­vo­ra­re me­no in fa­se di­fen­si­va con qual­che gio­ca­to­re ester­no e con­sen­tir­gli di fa­re la dif­fe­ren­za ne­gli ul­ti­mi me­tri». La par­ti­ta di do­me­ni­ca è una buo­na spie­ga­zio­ne del con­cet­to. Gat­tu­so te­me­va gli scam­bi nel­lo stret­to del Na­po­li e i po­ten­zia­li as­si­st di In­si­gne per Mer­tens e Cal­le­jon. Pe­ri­co­li che po­te­va­no ar­ri­va­re in zo­na cen­tra­le, più che sul­le fa­sce. Il Mi­lan co­sì si è di­fe­so in mo­do mol­to com­pat­to, con due li­nee mol­to vi­ci­ne: una da quat­tro gio­ca­to­ri (Ca­la­bria, Za­pa­ta, Mu­sac­chio, Ro­dri­guez) e una da cin­que (Su­so, Kes­sie, Bi­glia, Bo­na­ven­tu­ra, Ca­lha­no­glu). No­ve gio­ca­to­ri vi­ci­ni sia in oriz­zon­ta­le sia in ver­ti­ca­le. Gat­tu­so co­sì ha af­fol­la­to il cen­tro del cam­po e cer­ca­to di evi­ta­re le «im­bu­ca­te». Il gol di Dy­ba­la con­to la Ju­ve in fon­do è un ri­cor­do re­cen­te. Il 10 bian­co­ne­ro ave­va ri­ce­vu­to un pas­sag­gio in ver­ti­ca­le di Pja­nic, li­be­ro di con­trol­la­re e cal­cia­re al­le spal­le di Bi­glia e Bo­na­ven­tu­ra. Non è un ca­so se, con­tro il Na­po­li, Don­na­rum­ma non ha mai ri­schia­to in si­tua­zio­ni si­mi­li.

L’AT­TAC­CO Gat­tu­so ha spie­ga­to che le sue ri­chie­ste di­fen­si­ve ri­guar­da­no an­che Su­so e Ca­lha­no­glu. Je­sus e Ca­lha, sul­la car­ta i gio­ca­to­ri con più ta­len­to, quan­do il Mi­lan di­fen­de si gi­ra­no e di­ven­ta­no cen­tro­cam­pi­sti ester­ni. Non so­lo, a vol­te so­no qua­si di­fen­so­ri ag­giun­ti. Lo­gi­co che sia­no me­no lu­ci­di, quan­do il Mi­lan può at­tac­ca­re. Lo­gi­co che il Mi­lan, com­pat­to in di­fe­sa, fa­ti­chi ad ar­ri­va­re nell’al­tra area con tan­ti gio­ca­to­ri. Quei gol se­gna­ti con­tro le pri­me cin­que del­la clas­si­fi­ca, in­fat­ti, con­ti­nua­no a es­se­re po­chi­ni: quat­tro all’an­da­ta, cin­que al ri­tor­no.

E ADES­SO? Il fu­tu­ro del Mi­lan e di Gat­tu­so pas­sa an­che da qui, dal­la ca­pa­ci­tà di tro­va­re un nuo­vo equi­li­brio, ri­schia­re un po’ di più sen­za per­de­re so­li­di­tà. Ri­no do­me­ni­ca ha am­mes­so di aver pen­sa­to al­la pos­si­bi­li­tà di gio­ca­re con le due pun­te. Uno dei tan­ti pensieri che gli al­le­na­to­ri fan­no nel se­con­do tem­po. È pas­sa­to ol­tre e non si è lan­cia­to, per­ché ave­va pau­ra di per­de­re un gio­ca­to­re in mez­zo e tra­sfor­ma­re la tre­quar­ti in un par­co gio­chi per In­si­gne e Mer­tens. In fon­do ci è riu­sci­to e, an­che gra­zie al­la pa­ra­ta di Don­na­rum­ma, può an­da­re a Torino con un cer­to ot­ti­mi­smo. Il Mi­lan fa­ti­che­rà in at­tac­co pe­rò, di que­sti tem­pi, non è un av­ver­sa­rio sim­pa­ti­co per nes­su­no.

D’ANNIBALE

Ha­kan Ca­lha­no­glu, 24 an­ni, e Su­so, coe­ta­neo. So­no i due ester­ni del tri­den­te ros­so­ne­ro

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.