Bonucci: «Cham­pions al­la Ju­ve? Un du­ro col­po...»

●«Per me ve­der­li vin­ce­re sa­reb­be sta­to com­pli­ca­to, ma l’ave­vo pre­ven­ti­va­to: so­no for­ti. Un vo­to al Mi­lan? Sei e mez­zo»

La Gazzetta dello Sport - - Serie A > L’analisi - Ales­san­dra Goz­zi­ni MILANO

Do­me­ni­ca po­me­rig­gio Bonucci gio­ca­va con un chio­do di pel­le ne­ro e mol­to lar­go sul­la fa­scia, in li­nea con la mo­glie Mar­ti­na e i fi­gli Lo­ren­zo e Mat­teo. Leo era squa­li­fi­ca­to e le te­le­ca­me­re lo han­no in­qua­dra­to spes­so, qua­si co­me fos­se in cam­po: il ca­pi­ta­no era se­du­to in uno dei pal­chet­ti, as­sie­me al­la fa­mi­glia, ap­pe­na die­tro la pan­chi­na di Gat­tu­so. Co­sì Leo si è fat­to un’idea più chia­ra del suo Mi­lan: «Stia­mo cre­scen­do, se all’ini­zio ave­vo par­la­to del Mi­lan co­me di un bim­bo ap­pe­na na­to, og­gi pos­so di­re che ini­zia­mo a gat­to­na­re». Il nuo­vo Mi­lan ha in ef­fet­ti die­ci me­si, co­me chi è na­to in esta­te, e il pa­ra­go­ne reg­ge: cre­scen­do ha col­ti­va­to me­mo­ria ed espe­rien­za, aspet­ti che in cam­po si so­no tra­dot­ti per pri­ma co­sa nel­la so­li­di­tà di­fen­si­va. Il Mi­lan og­gi man­da a me­mo­ria mec­ca­ni­smi di­fen­si­vi e ha l’espe­rien­za per ge­sti­re le sfi­de an­che con chi lo pre­ce­de in clas­si­fi­ca, co­me il Na­po­li. «Mon­tel­la ha ri­por­ta­to il Mi­lan in Eu­ro­pa e que­sto de­ve ba­sta­re a dir­gli gra­zie. All’ini­zio del­la nuo­va sta­gio­ne pe­rò qual­co­sa si è in­cep­pa­to e sia­mo sta­ti dav­ve­ro brut­ti da ve­de­re, la con­di­zio­ne era quel­la che era. Gio­can­do ogni tre gior­ni sem­bra­va uno sport di­ver­so, non calcio». Se og­gi il Mi­lan gat­to­na è dif­fi­ci­le che fra un pa­io di me­si si met­ta a cor­re­re: «Il vo­to al­la sta­gio­ne ora è sei e mez­zo, le aspet­ta­ti­ve all’ini­zio era­no al­tre ed era an­che per que­sto che ho ac­cet­ta­to que­sta sfi­da, ho il so­gno di po­ter gio­ca­re la Cham­pions qui. L’obiet­ti­vo og­gi è dif­fi­ci­le ma non è uto­pia. Dob­bia­mo vin­cer­le tut­te e spe­ra­re, nel ca­so po­trei far­mi la bar­ba bion­da». Che non è esattamente adat­ta a un neo­na­to.

ISTIN­TI Bonucci ie­ri era ospi­te a Pre­mium e Ti­ki Taka. Si è rac­con­ta­to, ha par­la­to di Mi­lan e di Ju­ven­tus fin­ché pas­sa­to e pre­sen­te non si so­no in­cro­cia­ti: «Fos­si sta­to in cam­po in Real-Ju­ve? Sì, il pen­sie­ro l’ho fat­to... e me­no­ma­le che non c’ero, non so se avrei te­nu­to a fre­no i miei istin­ti. Mi è di­spia­ciu­to per la Ju­ve, per un epi­so­dio un po’ dub­bio... Pe­rò han­no di­mo­stra­to di es­se­re all’al­tez­za del Real e que­sto de­ve es­se­re suf­fi­cien­te: Gi­gi è per­fet­to ma le di­chia­ra­zio­ni dell’al­tra se­ra so­no frut­to del­la rab­bia. Ve­der­li vin­ce­re la Cham­pions sa­reb­be sta­to per­so­nal­men­te un du­ro col­po ma l’ave­vo mes­so in pre­ven­ti­vo per­ché la Ju­ve re­sta for­te». Nel­la vi­ta pre­ce­den­te Leo era un fie­ro bian­co­ne­ro, nel­la nuo­va è un mi­la­ni­sta in­na­mo­ra­to e fe­li­ce: «Stia­mo met­ten­do mat­ton­ci­ni per di­ven­ta­re più squa­dra e alzare l’asti­cel­la. Gat­tu­so è sta­to bra­vo a tra­smet­ter­ci il suo spi­ri­to, la sua vo­glia di di­fen­der­ci da squa­dra e le sue tra­me di gio­co». Il Torino mi­su­re­rà an­co­ra di più la cre­sci­ta del Mi­lan: «Ab­bia­mo l’ob­bli­go di vin­ce­re», di­ce Leo. Che poi con­si­glia Don­na­rum­ma e Cu­tro­ne: «Gigio ha tan­tis­si­mi mar­gi­ni di mi­glio­ra­men­to, per que­sto lo sti­mo­lo e lo insulto scher­zo­sa­men­te. Il ma­te­ria­le c’è, bi­so­gna la­vo­rar­ci per ren­der­lo uni­co. Rei­na? Se dav­ve­ro ar­ri­ve­rà, non ve­do per­ché non pos­sa­no coe­si­ste­re. Cu­tro­ne mi pia­ce, mi ri­ve­do in lui per­ché non mol­la mai. Va in­di­riz­za­to ma è un ta­len­to e fa­rà stra­da». Al­tro che gat­to­na­re.

SE ANDASSIMO IN CHAM­PIONS, PO­TREI FAR­MI LA BAR­BA BION­DA LEO BONUCCI SULL’OBIET­TI­VO 4o PO­STO

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Bonucci a San Si­ro con la mo­glie Mar­ti­na e il fi­glio Lo­ren­zo

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