«ERO SCET­TI­CO SUL­LA VAR, ORA RIN­GRA­ZIO» Bu­sac­ca

IL DESIGNATORE FI­FA A COVERCIANO CON GLI AR­BI­TRI DEL MON­DIA­LE: «TOR­NA­RE IN­DIE­TRO DAL­LA TEC­NO­LO­GIA? IM­POS­SI­BI­LE»

La Gazzetta dello Sport - - Serie A > Il Caso - L’IN­TER­VI­STA di FRAN­CE­SCO CENITI

Mas­si­mo Bu­sac­ca, designatore Fi­fa: me­no di 2 me­si al Mon­dia­le con la Var in aiu­to de­gli ar­bi­tri.

L’avreb­be det­to due an­ni fa?

«No. Quan­do ab­bia­mo ini­zia­to la spe­ri­men­ta­zio­ne, mar­zo 2016, ero mol­to scet­ti­co. Ma co­me tut­te le co­se del­la vi­ta era giu­sto pro­va­re. Beh, di­re che ho cam­bia­to idea è po­co...».

Al­lo­ra co­sa?

«Di­co gra­zie al­la Var: mi so­no com­mos­so quan­do l’Ifab a mar­zo ha da­to l’ok de­fi­ni­ti­vo al­la Var. E’ sta­to il ri­co­no­sci­men­to al la­vo­ro svol­to. Ora gli ar­bi­tri han­no un pre­zio­so al­lea­to: una svi­sta im­por­tan­te può di­strug­ge­re la car­rie­ra. E poi non è giu­sto che una ga­ra sia de­ci­sa da un er­ro­re mo­stra­to in tv do­po po­chi se­con­di».

Fac­cia un pa­ra­go­ne per spie­ga­re la Var agli scet­ti­ci?

«E’ co­me la re­te per un fu­nam­bo­lo: se ca­di, ti sal­va. Ma chi va in cam­po non de­ve ave­re pau­ra di fi­schia­re o, peg­gio, de­man­da­re al­la tec­no­lo­gia. Noi ci al­le­nia­mo più di pri­ma, vo­glia­mo for­ma­re e ave­re ar­bi­tri di gran­de per­so­na­li­tà».

Ma non c’è il ri­schio che le nuo­ve ge­ne­ra­zio­ni aspet­ti­no no­ti­zie da chi è al mo­ni­tor?

«Chi la pen­sa co­sì cam­bi me­stie­re. Se un fu­nam­bo­lo ha pau­ra, cade. Se un ar­bi­tro aspet­ta la Var, non può di­ri­ge­re nep­pu­re una ga­ra tra ra­gaz­zi».

E al­lo­ra?

«Ci si pre­pa­ra an­che men­tal­men­te co­me se la tec­no­lo­gia non esi­stes­se. Bi­so­gna met­ter­ci la fac­cia, fa­re scel­te im­por­tan­ti. Le cri­ti­che di Buf­fon a Oli­ver che non avreb­be ca­pi­to il mo­men­to clou di Real Ma­drid-Ju­ve? L’ar­bi­tro fischia in me­no di un se­con­do: non si ha tem­po per pen­sa­re ad al­tre co­se. Il no­stro è un la­vo­ro com­pli­ca­to e ci si ba­sa pu­re sull’istin­to, co­me per i por­tie­ri. A vol­te si de­ci­de sen­za ve­de­re. Cer­to, la Var aiu­ta ed evi­ta i gra­vi er­ro­ri».

Ma bi­so­gna fi­dar­si del col­le­ga Var.

«Cer­to, fac­cia­mo gio­co di squa­dra ma l’ul­ti­ma pa­ro­la spet­ta sem­pre a chi è in cam­po».

Per due set­ti­ma­ne Coverciano di­ven­ta la ca­sa de­gli ar­bi­tri scel­ti per la Rus­sia, co­me mai?

«Per­ché Coverciano è all’avan­guar­dia: c’è pu­re il si­mu­la­to­re Var, per­fet­to per i no­stri te­st».

Al Mon­dia­le ci sa­ran­no ar­bi­tri so­lo con il ruo­lo Var: non è un ri­schio?

«No, so­no spe­cia­li­sti e svol­ge­ran­no un com­pi­to de­li­ca­to. Aver­li sa­rà una sor­ta di te­st, in fu­tu­ro può es­se­re un mo­do per al­lun­ga­re la car­rie­ra».

Nel­la pros­si­ma sta­gio­ne qua­si tut­ti i tor­nei sa­ran­no la tec­no­lo­gia, ma l’Ue­fa re­sta in­die­tro...

«Dia­mo­gli tem­po, han­no ini­zia­to ora un per­cor­so che ri­chie­de pas­si gra­dua­li. Noi ci sia­mo mos­si pri­ma: è sta­to bra­vo il pre­si­den­te In­fan­ti­no, con Bo­ban, a im­boc­ca­re la stra­da. Tor­na­re in­die­tro è im­pos­si­bi­le».

Che Var avre­mo al Mon­dia­le: in­ter­ver­rà su tut­to?

«As­so­lu­ta­men­te no. Il protocollo Ifab è la bus­so­la: so­lo in pre­sen­za di chia­ro er­ro­re su ri­go­re, gol, espul­sio­ni e scam­bio di iden­ti­tà».

LE CRI­TI­CHE DI BUF­FON A OLI­VER? UN AR­BI­TRO DE­CI­DE IN UN AT­TI­MO

LA VAR È CO­ME LA RE­TE PER I FUNAMBOLI: PUÒ SALVARTI LA CAR­RIE­RA

Mas­si­mo Bu­sac­ca, 49 an­ni, è il designatore Fi­fa dall’ago­sto 2011

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