Everton, un bo­dy­guard a di­fe­sa del so­gno Spal

●Il bra­si­lia­no co­lon­na tat­ti­ca: è la di­ga con­tro i tre­quar­ti­sti av­ver­sa­ri Do­po aver gi­ra­to il mon­do, ora ha la mis­sio­ne di sal­va­re i bian­caz­zur­ri

La Gazzetta dello Sport - - Magic +3 Campionato > Il personaggio - Mar­co Gui­di

Everton Luiz 6: «Fa le­gna in mez­zo al cam­po». La pa­gel­la del 29en­ne bra­si­lia­no del­la Spal con­tro la Fio­ren­ti­na è l’em­ble­ma di una car­rie­ra. Vi­ta da me­dia­no, co­me can­ta­va Ligabue. Fat­ta di rin­cor­se, bot­te pre­se (po­che) e da­te (mol­te), più qual­che gol qua e là. Ti­ra­re in por­ta non è il suo me­stie­re. In Bra­si­le lo chia­ma­no «ca­ne da guar­dia», per­ché già da gio­va­ne, al Pon­te Pre­ta, az­zan­na­va le ca­vi­glie del tre­quar­ti­sta av­ver­sa­rio sen­za mol­la­re la pre­sa si­no al tri­pli­ce fi­schio dell’ar­bi­tro. Un po’ co­me ha fat­to con Sa­po­na­ra ed Eys­se­ric a Fi­ren­ze. Pal­la o gam­be, ma ol­tre i suoi 173 cen­ti­me­tri di cat­ti­ve­ria non si pas­sa e se ne so­no ac­cor­ti pu­re in Ita­lia.

GIRAMONDO La Spal lo ha strap­pa­to al Par­ti­zan, con cui ave­va ac­ca­rez­za­to la Cham­pions (eli­mi­na­to al playoff dall’Olym­pia­cos), pri­ma di esor­di­re in Eu­ro­pa Lea­gue. La vet­ta del­la sua car­rie­ra, cui a gen­na­io è se­gui­ta la Serie A. L’Ita­lia è il quin­to pae­se in cui si tra­sfe­ri­sce per la­vo­ra­re. Iniziò a 20 an­ni, la­scian­do il Bra­si­le per la Serie B ro­me­na. Scel­ta inu­sua­le, ma in Su­da­me­ri­ca mol­ti pro­cu­ra­to­ri spin­go­no i cal­cia­to­ri a rag­giun­ge­re pre­sto l’Eu­ro­pa, ac­con­ten­tan­do­si pu­re di cam­pio­na­ti mi­no­ri. Non che Everton Luiz fos­se par­ti­co­lar­men­te do­ta­to. Era e ri­ma­ne un «ca­ne da guar­dia», seb­be­ne di quel­li af­fi­da­bi­li. I ti­fo­si gli han­no vo­lu­to be­ne un po’ dap­per­tut­to. Dal Bra­si­le al Mes­si­co, si­no al­la Sviz­ze­ra e al­la Ser­bia. Pia­ce per­ché dà tut­to in cam­po e la per­so­na­li­tà non gli man­ca. A Bel­gra­do era sta­to pre­so di mi­ra dal­la cur­va del Rad per il co­lo­re del­la sua pel­le. Co­ri be­ce­ri per 90’, Everton fece finta di non sen­ti­re. È un pro­fes­sio­ni­sta, lui. Fi­ni­ta la par­ti­ta, pe­rò, an­dò sot­to gli spal­ti a li­ti­ga­re, mo­stran­do il di­to me­dio. Con i raz­zi­sti è du­ra ri­ma­ne­re sor­di.

MIS­SIO­NE An­che al­la Spal lo han­no ac­col­to be­ne. Con­trat­to si­no al 2020, con op­zio­ne per la sta­gio­ne suc­ces­si­va. Si è am­bien­ta­to in fret­ta e do­po qual­che pan­chi­na ha con­qui­sta­to Sem­pli­ci. Per Everton si­no­ra 7 pre­sen­ze con so­lo due in­suf­fi­cien­ze. Af­fi­da­bi­le, gli toc­ca sal­va­guar­da­re la sal­vez­za del­la Spal. Una ve­ra mis­sio­ne da «ca­ne da guar­dia».

IPP

Everton Luiz, 29 an­ni

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