EU­RO 0 MAI PIU

Scat­ta lo sprint per Cham­pions ed Eu­ro­pa Lea­gue: dal­la Roma al Torino tut­te pron­te a sgo­mi­ta­re IN A UL­TI­ME 6 GIOR­NA­TE: 8 SQUA­DRE PER 2 VO­LA­TE

La Gazzetta dello Sport - - Da Prima Pagina - Se­ba­stia­no Ver­naz­za @Se­bVer­naz­za

La vo­la­ta per lo scu­det­to è un po’ me­no aper­ta, la Ju­ve ha au­men­ta­to a più sei il suo van­tag­gio sul Na­po­li, ma sol­tan­to do­me­ni­ca, con lo scon­tro di­ret­to al­lo Sta­dium, sa­pre­mo se lo sprint è de­ci­so sul se­rio o me­no. Esclu­se le pri­me due, la cor­sa per en­tra­re in Eu­ro­pa, tra Cham­pions ed Eu­ro­pa Lea­gue, coin­vol­ge ot­to squa­dre. In co­da il so­lo Be­ne­ven­to è spac­cia­to e dall’Udi­ne­se in giù set­te club sgo­mi­ta­no per evi­ta­re gli al­tri due po­sti re­tro­ces­sio­ne. Il cam­pio­na­to è vi­vo e pia­ce, mol­ta gen­te si è al­za­ta dai di­va­ni e com­pli­ce la pri­ma­ve­ra ha ri­pre­so a se­guir­lo dal vi­vo. Nell’ul­ti­mo fi­ne set­ti­ma­na la Serie A 2017-2018 ha sta­bi­li­to il nuo­vo re­cord sta­gio­na­le di pre­sen­ze al­lo sta­dio. Ol­tre 280.000 ti­fo­si han­no af­fol­la­to gli im­pian­ti per le die­ci par­ti­te del­la 32a gior­na­ta, in me­dia 28.043 a in­con­tro, mai co­sì tan­ti nel­le ul­ti­me tre sta­gio­ni. Il mat­ch più se­gui­to è sta­to Mi­lan-Na­po­li, con 65.786 spet­ta­to­ri. Pec­ca­to che tan­to en­tu­sia­smo sia coin­ci­so con il tur­no più ava­ro di gol, ap­pe­na 13 le re­ti nei die­ci mat­ch. Cin­que gli 0-0: un tuf­fo nel pas­sa­to, ne­gli an­ni in cui la Serie A si di­stin­gue­va per l’im­per­mea­bi­li­tà del­le di­fe­se. Ci sta pe­rò che sia an­da­ta co­sì, il mo­men­to è cru­cia­le, non si può più sba­glia­re, vi­ge la pru­den­za. Di se­gui­to il pun­to sul ru­sh per l’Eu­ro­pa.

BO­NUS FI­NI­TO Ze­ro a ze­ro l’In­ter a Bergamo, 0-0 il der­by di Roma. Gior­na­ta in­ter­lo­cu­to­ria, tut­to è ri­ma­sto ugua­le nel «3x2» al­le spal­le di Ju­ve e Na­po­li. Tre squa­dre per due po­sti nel­la pros­si­ma sta­gio­ne in Cham­pions Lea­gue (i pri­mi due pass li pren­de­ran­no Ju­ve e Na­po­li). Tut­to som­ma­to all’In­ter con­vie­ne che lo sta­tus quo sia ri­ma­sto ta­le, col pa­reg­gio Roma e La­zio so­no an­co­ra a ti­ro,

un pun­to so­pra. Se una del­le due aves­se vin­to, sa­reb­be bal­za­ta a più tre sui ne­raz­zur­ri. L’In­ter pe­rò ha esau­ri­to il bo­nus, non può più per­met­ter­si pau­se di ri­fles­sio­ne. Ha da­van­ti a sé due par­ti­te fa­ci­li, col Ca­glia­ri sta­se­ra a San Si­ro e do­me­ni­ca a Verona col Chie­vo, e de­ve vin­cer­le, pe­na la pro­ba­bi­le per­di­ta di con­tat­to col ter­zo-quar­to po­sto. L’In­ter da Na­ta­le a og­gi ha cam­pa­to di ren­di­ta, su­gli in­te­res­si del­la pri­ma par­te di sta­gio­ne. La clas­si­fi­ca del gi­ro­ne di ri­tor­no è lam­pan­te: ne­raz­zur­ri in­trup­pa­ti a me­tà del grup­po, con 19 pun­ti, ad­di­rit­tu­ra die­tro il Ge­noa.

TAT­TI­CI­SMI

Nell’ul­ti­ma set­ti­ma­na è suc­ces­sa una co­sa tat­ti­ca­men­te in­te­res­san­te. La Roma ha schian­ta­to il Bar­cel­lo­na in Cham­pions e una del­le chia­vi è sta­ta il cam­bio di si­ste­ma: Eu­se­bio Di Fran­ce­sco è pas­sa­to al 3-4-1-2 o 3-4-2-1, di­pen­de da co­me si con­si­de­ra la po­si­zio­ne di Naing­go­lan. Sa­ba­to, a Bergamo, Lu­cia­no Spal­let­ti ha mu­ta­to pel­le al­lo stes­so mo­do: nien­te più di­fe­sa a quat­tro, via li­be­ra al 3-4-2-1. L’In­ter ha co­min­cia­to ma­le la par­ti­ta, l’Ata­lan­ta è sta­ta a lun­go do­mi­nan­te, ma nel­la ri­pre­sa le par­ti si so­no in­ver­ti­te, gli «spal­let­tia­ni» han­no chiu­so in cre­scen­do e so­no ar­ri­va­ti a un pas­so dal suc­ces­so. Che co­sa vo­glia­mo in­si­nua­re? Che Spal­let­ti ab­bia co­pia­to Di Fran­ce­sco? Ca­so­mai il con­tra­rio. Nel­la scor­sa sta­gio­ne la Roma di Spal­let­ti ave­va più vol­te bat­tu­to la pi­sta del 3-4-2-1 e non è esclu­so che l’ana­lo­go si­ste­ma di Di Fran­ce­sco con­tro il Ba­rça ab­bia fun­zio­na­to a mil­le per­ché buo­na par­te del­la squa­dra ce l’ave­va già den­tro. E per dir­la tut­ta, bi­so­gna ri­co­no­sce­re a Gasperini quel che è di Gasperini: da an­ni, non so­lo all’Ata­lan­ta, «Ga­sp» pro­po­ne que­sta idea di calcio ag­gres­si­va, vol­ta all’uno con­tro uno. Mo­ra­le, il 34-3, in­clu­se le va­rian­ti of­fen­si­ve 2-1 e 1-2, è di­ven­ta­ta la nuo­va fron­tie­ra del­la cor­sa al­la Cham­pions. An­che la La­zio di Si­mo­ne In­za­ghi, schie­ra­ta con un si­ste­ma che per con­ven­zio­ne de­fi­nia­mo 3-5-2, di fat­to in pos­ses­so por­ta tre uo­mi­ni sul­la li­nea d’at­tac­co. Die­tro Ciro Im­mo­bi­le cen­tra­van­ti, si muo­vo­no Luis Al­ber­to e Mi­lin­ko­vic. Nel der­by la La­zio ha mo­stra­to un at­tac­co bi­po­sto Im­mo­bi­le-An­der­son, ma la po­si­zio­ne me­dia di Mi­lin­ko­vic è ri­sul­ta­ta «al­ta», qua­si in li­nea con quel­la di An­der­son.

GRAN MI­LAN

Il Mi­lan ha det­to addio al­le vel­lei­tà di Cham­pions e de­ve guar­dar­si dal­la Fio­ren­ti­na che ne in­si­dia il se­sto po­sto, in teo­ria l’ul­ti­mo uti­le per l’Eu­ro­pa Lea­gue. In real­tà il Mi­lan ha in ma­no la car­ta del­la fi­na­le di Cop­pa Ita­lia con­tro la Ju­ve: se vin­ce­rà an­drà drit­to in EL; in ca­so di suc­ces­so dei bian­co­ne­ri que­sto tic­ket pas­se­rà al­la set­ti­ma clas­si­fi­ca­ta. Con Gat­tu­so la squa­dra ha svol­ta­to. La clas­si­fi­ca del gi­ro­ne di ri­tor­no di­ce Mi­lan ter­zo (28 pun­ti) e Fio­ren­ti­na quar­ta (24). La sca­la­ta dei vio­la è im­pres­sio­nan­te e smet­tia­mo di spie­gar­la con l’ef­fet­to Asto­ri, è uno sfre­gio al­la me­mo­ria del ca­pi­ta­no. La Fio­ren­ti­na era già in cre­sci­ta con Asto­ri a gui­dar­la sul cam­po.

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