Don­ne che si tuf­fa­no Gial­li che af­fon­da­no

La Lettura - - Libri Le Classifiche -

Per scri­ve­re que­sto pez­zo ci vor­reb­be­ro del­le in­fo­gra­fi­che o, al­me­no, dei di­se­gni. Mi aiu­te­rò fa­cen­do de­gli sche­mi­ni. Sche­ma del­la pri­ma fa­mi­glia: ma­ri­to Alec, mo­glie Loui­se, fi­glia Ka­te (mor­ta an­ne­ga­ta), fi­glio più pic­co­lo Jo­sh (il pre­di­let­to dai genitori). Sche­ma del­la se­con­da fa­mi­glia: Jules (che sa­reb­be Ju­lia, ma de­te­sta far­si chia­ma­re così) è la so­rel­la di Nel (che è an­ne­ga­ta); Nel ha una fi­glia, Le­na (ca­rat­te­re or­ri­bi­le), la qua­le de­te­sta, ri­cam­bia­ta, la zia Jules. Da gio­va­ne Jules era brut­ta e cic­cio­na men­tre Nel era bel­lis­si­ma (e ri­mar­rà ta­le an­che quan­do Jules pro­ce­de­rà al ri­co­no­sci­men­to del ca­da­ve­re). Sche­ma del­la ter­za fa­mi­glia: Pa­trick (po­li­ziot­to in con­ge­do) ave­va una mo­glie (mor­ta an­ne­ga­ta pu­re lei); il fi­glio Sean (po­li­ziot­to an­che lui) è spo­sa­to con He­len. Vi chie­de­re­te: per­ché tut­te que­ste an­ne­ga­te? In real­tà, la li­sta è più lun­ga di quel­la che ho ri­por­ta­to. Da se­co­li nel fiu­me di Beck­ford, dal­le par­ti di New­ca­stle, per­do­no la vi­ta don­ne di ogni età e con­di­zio­ne. Al prin­ci­pio pa­re si trat­tas­se di un’or­da­lia, di un giu­di­zio di Dio (ma an­che di una ve­ri­fi­ca del prin­ci­pio di Ar­chi­me­de): le don­ne so­spet­ta­te di pra­ti­ca­re la stre­go­ne­ria ve­ni­va­no le­ga­te e im­mer­se nell’ac­qua, se tor­na­va­no a gal­la non era­no stre­ghe, se re­sta­va­no sul fon­do era­no stre­ghe. An­ti­che leg­gen­de a par­te, co­sa sta suc­ce­den­do a Beck­ford? Si tratta di sui­ci­di o di omi­ci­di ca­muf­fa­ti? Le don­ne si tuf­fa­no di lo­ro spon­ta­nea vo­lon­tà o qual­cu­no le but­ta giù? Per ri­spon­de­re a que­ste do­man­de, l’au­tri­ce adot­ta la sua for­mu­la pre­fe­ri­ta a più vo­ci: ogni ca­pi­to­lo è rac­con­ta­to se­con­do il pun­to di vi­sta di un per­so­nag­gio di­ver­so. E così il li­bro fi­ni­sce per so­mi­glia­re al ver­ba­le di una se­du­ta di al­co­li­sti ano­ni­mi. Il gial­lo pre­ce­den­te di Pau­la Ha­w­kins (l’in­fe­stan­te La ra­gaz­za del tre­no) è il più brut­to che ho let­to in vi­ta mia. Let­to il se­con­do, ca­pi­sco che il pri­mo non era un epi­so­dio iso­la­to, ma una tra­di­zio­ne co­me le an­ne­ga­te. Nien­te vo­to. Per in­su­pe­ra­bi­le con­flit­to di di­sin­te­res­se.

Pau­la Ha­w­kins (1972)

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