La lau­rea? Un re­ne? Tan­te sfu­ma­tu­re di ( mer­ca­to) ne­ro

Nien­te di nuo­vo, nel­la so­stan­za: c’è l’il­le­ga­le e c’è il tol­le­ra­to. Cam­bia­no la va­rie­tà di mer­ci e la va­sti­tà del­la re­te

La Lettura - - Orizzonti Visual Data - Di NI­CO­LA SALDUTTI

Ta­rif­fa­rio Un ka­la­sh­ni­kov co­sta gros­so mo­do quan­to una cor­nea. E le tran­sa­zio­ni si fan­no in crip­to­mo­ne­te co­me bit­coin

Un re­ne può co­sta­re 150 mi­la dol­la­ri e a chi lo ven­de, in Ci­na, ne dan­no ap­pe­na 15 mi­la. Die­ci vol­te me­no. Ben­ve­nu­ti nel la­to oscu­ro, ben­ve­nu­ti in quel­la ter­ra di mez­zo do­ve re­go­le, eti­ca, con­trol­li, non rie­sco­no a fer­ma­re una co­sa che è dif­fi­ci­le per­si­no da pen­sa­re: com­pra­re un or­ga­no clan­de­sti­no. La vi­ta di un uo­mo o di una don­na ri­dot­ta a un pez­zo di con­trab­ban­do, co­me una stec­ca di si­ga­ret­te. Ben­ve­nu­ti nel la­to oscu­ro di un ta­rif­fa­rio do­ve si può com­pra­re un Ak47 (un ka­la­sh­ni­kov) o una cor­nea (cin­que­mi­la euro), do­ve gli abi­ti con­traf­fat­ti o le ban­co­no­te da 500 euro fal­se so­no tal­men­te dif­fu­si da far de­ci­de­re al­la Ban­ca cen­tra­le eu­ro­pea di Fran­co­for­te di non stam­par­ne più. Il la­to oscu­ro che cir­co­la tran­quil­la­men­te nell’eco­no­mia di tut­ti i gior­ni.

Si par­la del­le crip­to-mo­ne­te, l’uso che si fa dei bit­coin per rea­liz­za­re tran­sa­zio­ni al­tri­men­ti im­pos­si­bi­li e sen­za la­scia­re trac­ce sul cir­cui­to dei pa­ga­men­ti tra­di­zio­na­li, le­ga­li. Per­ché un re­ne non si può com­pra­re. Guar­dan­do le sta­ti­sti­che di Ha­voc­sco­pe ven­go­no in men­te i mo­to­sca­fi blu, quel­li che si spin­ge­va­no fi­no a rag­giun­ge­re il li­to­ra­le di Na­po­li, in mo­do per­si­no sfac­cia­to, per sca­ri­ca­re si­ga­ret­te di con­trab­ban­do. Il con­trab­ban­do, ap­pun­to. La for­ma di scam­bio che ave­va (e ha) co­me sco­po, tra gli al­tri, quel­lo di ag­gi­ra­re il mo­no­po­lio de­gli Sta­ti sul ta­bac­co. Og­gi in tut­to il mon­do il mer­ca­to dei ta­bac­chi va­le 50 mi­liar­di di dol­la­ri. Ma leg­gen­do le sta­ti­sti­che, vie­ne qua­si un sen­so di stu­po­re per la quan­ti­tà di co­se che nel mon­do buio del­la non-eco­no­mia (per­ché

oi­ko­no­mia in gre­co si­gni­fi­ca re­go­le del­la fa­mi­glia) si com­pra­no e si ven­do­no. E qui di re­go­le non ce ne so­no. A un cer­to pun­to l’al­lo­ra mi­ni­stro del­le Fi­nan­ze, il so­cia­li­sta Ri­no For­mi­ca, pen­sò ad­di­rit­tu­ra di as­su­mer­li, i con­trab­ban­die­ri. Un mo­do per di­sin­ne­sca­re quel traf­fi­co, la leg­ge che vin­ce. Co­me ac­ca­de da un po’ di tem­po per gli hac­ker, i pi­ra­ti in­for­ma­ti­ci.

Un Ak47, un im­mi­gra­to, una lau­rea. Tut­to nel ta­rif­fa­rio ha un prez­zo. Ma do­ve c’è un prez­zo, c’è una do­man­da e un’of­fer­ta. Il­le­ga­li en­tram­be, co­me la per­so­na che chie­de quel re­ne per un suo ami­co o per un fi­glio a cui vuo­le sal­va­re la vi­ta o per sé. Quel­lo è il prez-

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