La fe­de, af­fa­ri di fa­mi­glia. Qua­si

La Lettura - - Il Dibattito Delle Idee - Di MARCO VEN­TU­RA

Il gat­to del rab­bi­no ha man­gia­to un pap­pa­gal­lo e sa par­la­re. Do­po an­ni tra le car­te del pa­dro­ne, il fe­li­no si ri­ve­la col­to d’ebrai­smo e chie­de: «So­no un gat­to ebreo?». Cer­to che lo sei, ri­spon­de il rab­bi­no, giac­ché lo è il tuo pa­dro­ne. «Ma non so­no cir­con­ci­so», re­pli­ca il gat­to. Non si cir­con­ci­do­no i gat­ti, ri­spon­de il rab­bi­no. «Non ho fat­to il mio Bar-Mi­tz­vah», os­ser­va al­lo­ra l’ani­ma­le par­lan­te. Hai set­te an­ni, e il Bar-Mi­tz­vah si fa a tre­di­ci an­ni, ri­bat­te il rab­bi­no. I miei set­te an­ni val­go­no set­te vol­te set­te, in­si­ste il gat­to. La ri­chie­sta pe­ren­to­ria chiu­de lo scam­bio: «Se so­no un gat­to ebreo vo­glio il mio Bar-Mi­tz­vah».

Co­min­cia co­sì nel pri­mo al­bum del 2002 la for­tu­na­ta se­rie a fu­met­ti fran­ce­se Le chat du rab­bin, sei al­bum fi­no­ra, al­cu­ni tra­dot­ti in ita­lia­no, un film d’animazione di suc­ces­so nel 2011. L’au­to­re Joann Sfar ri­spon­de al­le in­quie­tu­di­ni re­li­gio­se del pub­bli­co oc­ci­den­ta­le at­tra­ver­so una pa­ra­bo­la sul­la ten­ta­zio­ne fon­da­men­ta­li­sta e le vir­tù del­la tol­le­ran­za. Al cen­tro sta l’ini­zia­zio­ne al­la fe­de, il per­cor­so ver­so la ma­tu­ri­tà, l’in­clu­sio­ne co­mu­ni­ta­ria, la po­ten­za ri­tua­le, la tra­di­zio­ne per­pe­tua­ta.

I ra­gaz­zi ebrei at­ten­do­no il Bar-Mi­tz­vah, la ce­le­bra­zio­ne del rag­giun­gi­men- to del­la mag­gio­re età. Il tre­di­cen­ne ri­ce­ve e in­dos­sa per la prima vol­ta gli astuc­ci ne­ri con i pas­sag­gi del­la To­rah. In si­na­go­ga re­ci­ta la be­ne­di­zio­ne, leg­ge il te­sto sa­cro, can­ta l’Haf­ta­rah, la let­tu­ra ag­giun­ti­va dal Li­bro dei Pro­fe­ti; poi ascol­ta il di­scor­so del rab­bi­no del­la co­mu­ni­tà, e pro­po­ne egli stes­so una ri­fles­sio­ne. So­no cen­tra­li la pre­pa­ra­zio­ne e la pa­ro­la. Co­me per il gat­to par­lan­te del rab­bi­no di Sfar, la cui pre­te­sa di ce­le­bra­re il Bar-Mi­tz­vah rias­su­me la re­li­gio­ne se­co­la­riz­za­ta oc­ci­den­ta­le.

L’ini­zia­zio­ne al­la re­li­gio­ne è af­fa­re di scel­ta, di con­vin­zio­ne per­so­na­le. Di de­si­de­rio in­com­pri­mi­bi­le. È un per­cor­so di mes­sa in di­scus­sio­ne del­la fe­de bam­bi­na: per­ché an­che i mi­no­ri, or­mai, han­no di­rit­ti; e per­ché la fe­de è es­sa stes­sa di­ve­nu­ta un di­rit­to. Sic­ché chi en­tra nel su­per­mer­ca­to del­le re­li­gio­ni è un con­su­ma­to­re pre­pa­ra­to. Un con­su­ma­to­re ini­zia­to.

Na­tu­ral­men­te que­sta è so­lo una par­te del­la real­tà. Il pro­dot­to por­ta­to al­la cas­sa sod­di­sfa l’in­di­vi­duo ma è su­per so­cia­le; è pie­no di da­ti in­for­ma­ti­vi nell’im­bal­lag­gio, ma lo com­pro per il brand. L’ini­zia­zio­ne re­li­gio­sa se­co­la­riz­za­ta di­ge­ri­sce di tut­to. È tan­to teo­lo­gi­ca, ma an­che ric­ca di ri­to; in­vi­ta sui so­cial e ri­sco­pre la tra­di- zio­ne; si ab­buf­fa al ri­sto­ran­te e do­na agli af­fa­ma­ti del mon­do; si dif­fe­ren­zia dai con­cor­ren­ti sul mer­ca­to, è un po’ mas­so­ni­ca tra i mor­mo­ni, per gra­di nel­la Scien­to­lo­gia.

Da­gli im­mi­gra­ti, invece, vie­ne un’ini­zia­zio­ne per nul­la in­tel­let­tua­le e au­to­cri­ti­ca; tut­ta fa­mi­glia e po­co in­di­vi­duo; in­ci­si­va sul cor­po in for­ma pri­va­ta, con la cir­con­ci­sio­ne, e in for­ma pub­bli­ca, con il ve­lo per le gio­va­ni dell’islam o il tur­ban­te per i ra­gaz­zi si­kh.

L’ini­zia­zio­ne à la car­te e l’ini­zia­zio­ne tra­di­zio­na­le si con­trap­pon­go­no tan­to più quan­to più coa­bi­ta­no le re­li­gio­ni del nord e del sud; ep­pu­re, coa­bi­tan­do, es­se si in­fluen­za­no, tal­vol­ta si ibri­da­no. Le ra­gaz­ze mu­sul­ma­ne non por­ta­no il ve­lo so­lo per pau­ra de­gli schiaf­fi di pa­pà. Dal can­to lo­ro, i so­ste­ni­to­ri del­la cre­si­ma a 11 an­ni han­no vin­to in mol­te dio­ce­si cat­to­li­che d’Ita­lia: per­ché l’ul­ti­mo sa­cra­men­to «del­la ini­zia­zio­ne cri­stia­na» è me­no scel­ta d’adul­to e più do­ci­li­tà al­lo Spi­ri­to San­to. Ci si pre­pa­ra di con­se­guen­za: te­sta­te se sie­te pron­ti al­la cre­si­ma cat­to­li­ca at­tra­ver­so un quiz on­li­ne ame­ri­ca­no. Il gat­to del rab­bi­no, cer­ta­men­te no. Lui esi­ge il Bar-Mi­tz­vah per­ché ha scel­to la fe­de nel dub­bio.

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