STA­LIN CON MO­ZART E LE LI­STE NE­RE

La Lettura - - Percorsi Ritratti - Di MAU­RI­ZIO POR­RO

Nel­le pri­me sce­ne di Mor­to Sta­lin se ne fa un al­tro si ve­de la scri­va­nia del dit­ta­to­re, un quar­to d’ora pri­ma che nel film un in­far­to lo fac­cia crol­la­re per sem­pre. È una scri­va­nia che og­gi si di­reb­be vin­ta­ge, scre­po­la­ta agli an­go­li, ma an­che di so­li­da fat­tu­ra li­gnea, non agi­le da spo­sta­re. Un de­sk con mol­ti ele­men­ti più che una so­la scri­va­nia. Tur­ba su­bi­to un fal­do­ne con i no­mi di chi do­vrà es­se­re de­por­ta­to e in­tor­no c’è un grot­te­sco bal­let­to (mol­to bre­ch­tia­no) dei pros­si­mi ser­vi al po­te­re, tre­men­di buf­fo­ni, da Kru­sciov a Mo­lo­tov, da Be­ria a Ma­len­kov. Sul ri­pia­no del­la scri­va­nia c’è una va­schet­ta per cor­ri­spon­den­za, la ma­ti­ta, un por­ta­ce­ne­re con la si­ga­ret­ta la­scia­ta pen­du­la a me­tà. Vi­ci­no, una lam­pa­da su un ta­vo­lo a fian­co, due te­le­fo­ni, uno ros­so e uno ne­ro su un al­tro ta­vo­li­no. Ma cam­peg­gia la ra­dio che tra­smet­te un con­cer­to di Mo­zart (dà il via al racconto). Ac­can­to al­la ra­dio an­ti­ca, col qua­dro dei ca­na­li, c’è an­che un gran­de gi­ra­di­schi e, nel­la stan­za vi­ci­na, una sa­la di pro­ie­zio­ne do­ve in­sie­me ai suoi ti­ra­pie­di Sta­lin si di­ver­te con i film we­stern dei due John, Ford e Way­ne.

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