Uno Sta­to che dal 1941 pri­vi­le­gia la vo­lon­tà del sog­get­to

La Lettura - - Il Dibattito Delle Idee - di CHIARA LALLI

In Sviz­ze­ra il sui­ci­dio as­si­sti­to è sta­to de­pe­na­liz­za­to nel 1941. Pos­so­no far­vi ri­cor­so an­che i cit­ta­di­ni non sviz­ze­ri e non è ne­ces­sa­ria la pre­sen­za di un me­di­co. Ciò sol­le­va una do­man­da: per­ché l’am­mis­si­bi­li­tà del­la mor­te vo­lon­ta­ria do­vreb­be es­se­re so­lo una que­stio­ne me­di­ca? È dall’ini­zio del XX se­co­lo che la Sviz­ze­ra non con­si­de­ra il sui­ci­dio un rea­to. E nem­me­no aiu­ta­re qual­cu­no a uc­ci­der­si. Le ra­gio­ni ave­va­no in ori­gi­ne a che fa­re con l’ono­re o con le pe­ne d’amo­re. I pro­ble­mi di sa­lu­te non era­no in­ve­ce pre­vi­sti e non era dun­que ne­ces­sa­ria la pre­sen­za di un me­di­co. L’ar­ti­co­lo che poi ha re­go­la­to il sui­ci­dio as­si­sti­to ha man­te­nu­to la stes­sa im­po­sta­zio­ne: è le­ci­to aiu­ta­re qual­cu­no a mo­ri­re per mo­ti­vi al­trui­sti­ci e non bi­so­gna es­se­re me­di­ci. Il do­ve­re di sal­va­re una vi­ta non può pre­va­le­re sul­la vo­lon­tà del di­ret­to in­te­res­sa­to. Per la leg­ge sviz­ze­ra, dun­que, la no­stra vo­lon­tà è più im­por­tan­te del­la so­prav­vi­ven­za (que­sto ov­via­men­te va­le se e so­lo se io de­ci­do per me e non per al­tri). Pos­so­no es­ser­ci mo­ti­vi ra­zio­na­li per chiu­de­re la pro­pria vi­ta: nes­su­no può con­te­star­li. Il fat­to che non deb­ba es­se­re un me­di­co ad aiu­ta­re chi vuo­le mo­ri­re po­treb­be am­mor­bi­di­re o ag­gi­ra­re un con­flit­to co­mu­ne quan­do si di­scu­te di que­sti te­mi. Spes­so emer­ge il ri­fiu­to di con­si­de­ra­re l’aiu­to al­la mor­te tra i do­ve­ri pro­fes­sio­na­li me­di­ci. Mol­ti in­vo­ca­no in­ge­nua­men­te il co­sid­det­to giu­ra­men­to di Ip­po­cra­te, scor­dan­do che quel te­sto ha su­bi­to cam­bia­men­ti (non è una ve­ri­tà in­di­scu­ti­bi­le) e che il suo con­te­nu­to è ra­di­ca­to in una me­di­ci­na as­sai di­ver­sa da quel­la odier­na. Se un tem­po il me­di­co de­ci­de­va il de­sti­no del pa­zien­te sen­za chie­der­gli un pa­re­re, og­gi nes­sun in­ter­ven­to sa­ni­ta­rio può es­se­re ese­gui­to sen­za il suo con­sen­so. La Sviz­ze­ra ha for­se la le­gi­sla­zio­ne più li­be­ra­le, per­met­te an­che ai non re­si­den­ti di far­vi ri­cor­so. Il li­mi­te ri­guar­da i co­sti (cir­ca 10 mi­la eu­ro) e le dif­fi­col­tà del viag­gio.

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