Lot­ta du­ra con­tro il tu­ri­smo

Raf­fi­ca di scio­pe­ri nei tra­spor­ti: ad­dio va­can­ze

Libero - - Da Prima Pagina - Di FAU­STO CARIOTI

I co­sid­det­ti la­vo­ra­to­ri sca­te­na­ti per dan­neg­gia­re l’eco­no­mia esti­va. Poi pian­go­no sul­la di­soc­cu­pa­zio­ne e i bas­si sa­la­ri. La re­go­la­men­ta­zio­ne del­le asten­sio­ni pro­gram­ma­te dai sin­da­ca­ti è una pia il­lu­sio­ne

Pro­tet­ti dal Par­ti­to de­mo­cra­ti­co, che do­ma­ni in par­la­men­to da­rà di nuo­vo il me­glio di sé per im­pe­di­re il va­ro di una leg­ge che re­go­li gli scio­pe­ri nei servizi pub­bli­ci, i sin­da­ca­ti dei tra­spor­ti si pre­pa­ra­no a ro­vi­na­re la vita agli ita­lia­ni e agli stra­nie­ri in va­can­za, at­te­si da al­me­no due set­ti­ma­ne ad al­ta den­si­tà di scio­pe­ri. Chi pro­vie­ne dai pae­si ci­vi­li pren­de que­sta abi­tu­di­ne no­stra­na co­me una ca­la­mi­tà ine­vi­ta­bi­le: l’Afri­ca au­stra­le ha la sta­gio­ne del­le gran­di piog­ge e l’Ita­lia ha quel­la dei bloc­chi dei tra­spor­ti, che da noi (...)

Con il so­ste­gno del Pd, nuo­va raf­fi­ca di agi­ta­zio­ni: il mo­do mi­glio­re per far fug­gi­re chi ar­ri­va per le va­can­ze

(...) du­ra tut­to l’an­no, ma si con­cen­tra so­prat­tut­to nei gior­ni più im­por­tan­ti per il tu­ri­smo. Nel si­to di viag­gi Ita­ly Ex­plai­ned si leg­ge (in inglese) che «gli scio­pe­ri dei tre­ni in Ita­lia so­no di­ven­ta­ti ar­go­men­to da leg­gen­da. I viag­gia­to­ri pos­so­no ri­tro­var­si nel mez­zo di uno scio­pe­ro sen­za sa­pe­re co­sa stia suc­ce­den­do». La gui­da del­la ri­vi­sta For­bes si sfor­za di tro­va­re il la­to po­si­ti­vo: «As­sai no­ti in Ita­lia so­no gli scio­pe­ri dei tra­spor­ti pub­bli­ci, che pos­so­no bloc­ca­re qua­lun­que cit­tà. Può es­se­re fru­stran­te, ma non sco­rag­gia­te­vi: quan­do uno scio­pe­ro fer­ma i tra­spor­ti, Roma è aper­ta ai pe­do­ni e alle bi­ci­clet­te».

Nei pros­si­mi gior­ni le oc­ca­sio­ni per una sgam­ba­ta non man­che­ran­no, né all’om­bra del Co­los­seo né nel re­sto d’Ita­lia. È sta­to dif­fe­ri­to lo scio­pe­ro na­zio­na­le di 24 ore pro­cla­ma­to per gio­ve­dì 20 lu­glio da al­cu­ne si­gle del tra­spor­to lo­ca­le, ma nel­la stes­sa da­ta re­sta con­fer­ma­ta la pro­te­sta pre­vi­sta per l’in­te­ra gior­na­ta a Roma. I sin­da­ca­ti del­la ca­pi­ta­le in­se­ri­sco­no tra le ra­gio­ni del­la mo­bi­li­ta­zio­ne «l’in­ci­den­te successo la scor­sa settimana in me­tro B e per cui è sta­to sot­to­po­sto a go­gna me­dia­ti­ca in­giu­sta­men­te un mac­chi­ni­sta». Si trat­ta del­la per­so­na sor­pre­sa dal­le te­le­ca­me­re a man­gia­re un pa­ni­no nel­la ca­bi­na di gui­da e che da ie­ri, ol­tre che per le­sio­ni per­so­na­li, è in­da­ga­ta per aver vio­la­to la leg­ge sul­la si­cu­rez­za nei luo­ghi di la­vo­ro: a Roma pu­re que­sto è un buon mo­ti­vo per bloc­ca­re la cit­tà per la ter­za vol­ta in un me­se. La settimana suc­ces­si­va toc­che­rà pri­ma al per­so­na­le dei tra­ghet­ti Li­ber­ty Li­nes, che pro­ve­rà a im­pe­di­re i tra­spor­ti ma­rit­ti­mi in Si­ci­lia dal­le 14 di mar­te­dì per le suc­ces­si­ve 24 ore, e quin­di ai pi­lo­ti e as­si­sten­ti di Ali­ta­lia, a quel­li di Ea­sy Jet, agli ad­det­ti agli ae­ro­por­ti e ai di­pen­den­ti dell’Enav, chia­ma­ti a in­cro­cia­re le brac­cia per 4 ore.

Mes­so ac­can­to alle no­ti­zie sul nuo­vo record ne­ga­ti­vo ita­lia­no - il 20% dei gio­va­ni tra i 15 e i 24 an­ni non ha un la­vo­ro e non lo cer­ca ne­gli uf­fi­ci di col­lo­ca­men­to - il ca­len­da­rio de­gli scio­pe­ri è la con­fer­ma di un pae­se di­vi­so in due: da una par­te chi il po­sto ce l’ha, se lo sen­te si­cu­ro e non si fa pro­ble­mi a scio­pe­ra­re nei gior­ni in cui sa di po­ter fa­re più dan­ni al pros­si­mo; dall’al­tra chi è di­soc­cu­pa­to ed è con­vin­to che il po­sto non riu­sci­rà a tro­var­lo, quan­to­me­no non con quel­le che ne­gli al­tri pae­si eu­ro­pei so­no le stra­de nor­ma­li.

Que­sto, e la fre­quen­za con cui si scio­pe­ra in Ita­lia, sa­reb­be­ro ot­ti­mi mo­ti­vi per va­ra­re una leg­ge che re­go­la­men­ti l’asten­sio­ne dal la­vo­ro nei servizi pub­bli­ci. Po­chi gior­ni fa, do­po l’en­ne­si­mo gran­de caos del tra­spor­to a Roma, era sta­to lo stes­so Mat­teo Ren­zi a in­vo­car­la, scu­san­do­si «se non sia­mo riu­sci­ti ad in­ter­ve­ni­re pri­ma». Il mi­ni­stro dei Tra­spor­ti, Gra­zia­no Del­rio, an­che lui del Pd, pa­re­va pron­to e de­ter­mi­na­to: «Bi­so­gna in­ter­ve­ni­re per evi­ta­re che una mi­no­ran­za di la­vo­ra­to­ri ten­ga in ostag­gio una mag­gio­ran­za di cit­ta­di­ni».

A pa­ro­le, in­som­ma, la vo­lon­tà po­li­ti­ca c’è. E l’oc­ca­sio­ne è a por­ta­ta di ma­no: le com­mis­sio­ni Af­fa­ri Co­sti­tu­zio­na­li e La­vo­ro del Se­na­to stan­no esa­mi­nan­do due di­se­gni di leg­ge il cui obiet­ti­vo è pro­prio im­pe­di­re il far we­st de­gli scio­pe­ri. So­no sta­ti presentati dall’ex mi­ni­stro Maurizio Sac­co­ni, che fa par­te del­la squadra di Ste­fa­no Pa­ri­si, e dal giu­sla­vo­ri­sta Pie­tro Ichi­no, iscrit­to al grup­po del Pd. Ci so­no tre prin­ci­pi sui cui è pos­si­bi­le tro­va­re una sin­te­si tra le due pro­po­ste. Il pri­mo è l’ob­bli­go di di­stan­zia­re gli scio­pe­ri l’uno dall’al­tro in mi­su­ra in­ver­sa­men­te pro­por­zio­na­le al­la rap­pre­sen­ta­ti­vi­tà del sin­da­ca­to; in al­tre pa­ro­le, i sin­da­ca­ti pic­co­li do­vreb­be­ro at­ten­de­re più tem­po di quel­li gros­si. Il se­con­do è il do­ve­re del la­vo­ra­to­re di co­mu­ni­ca­re 24 ore pri­ma l’in­ten­zio­ne di ade­ri­re, in mo­do che sia no­ta in an­ti­ci­po la per­cen­tua­le di par­te­ci­pa­zio­ne e quin­di la por­ta­ta del­lo scio­pe­ro. Il ter­zo è l’ob­bli­go del sin­da­ca­to di di­sdi­re la pro­te­sta con un con­gruo pre­av­vi­so e non all’ul­ti­mo minuto, co­me fan­no cer­te pic­co­le si­gle in­te­res­sa­te a crea­re dan­ni sen­za in­tac­ca­re le bu­ste pa­ga dei la­vo­ra­to­ri.

Da qui al­la fi­ne del­la le­gi­sla­tu­ra il tem­po di va­ra­re la leg­ge ci sa­reb­be. Il pro­ble­ma è che le pa­ro­le di Ren­zi e Del­rio non val­go­no mol­to: il lo­ro par­ti­to, di­vi­so pu­re su que­sto, si­no­ra ha bloc­ca­to le pro­po­ste e in­ten­de far­lo an­che do­ma­ni, quan­do sa­ran­no di nuo­vo esa­mi­na­te in com­mis­sio­ne.

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