«Vo­glio mo­ri­re per Al­lah» E ac­col­tel­la un agen­te

Im­mi­gra­to del­la Gui­nea ar­re­sta­to per ten­ta­to omi­ci­dio: ave­va pre­ce­den­ti ed era sta­to espul­so lo scor­so 4 lu­glio

Libero - - Da Prima Pagina - Di SAL­VA­TO­RE GARZILLO

Men­tre lo ac­com­pa­gna­va­no in que­stu­ra ha ur­la­to: «Vo­glio mo­ri­re per Al­lah!». Ed è su que­sta fra­se ri­pe­tu­ta agli agen­ti che ave­va ag­gre­di­to po­co pri­ma (...)

(...) che si stan­no con­cen­tran­do le indagini sul 29en­ne ori­gi­na­rio del­la Gui­nea Bis­sau che ie­ri po­me­rig­gio ha ac­col­tel­la­to un po­li­ziot­to all’esterno del­la sta­zio­ne Cen­tra­le di Mi­la­no. Sem­bra un dé­jà vu. Lo scor­so 18 mag­gio è av­ve­nu­to un epi­so­dio si­mi­le nel mez­za­ni­no: il 20en­ne ita­lo-tu­ni­si­no Ismail Tom­ma­so Ben You­sef Ho­sni ha fe­ri­to a col­tel­la­te un agen­te e due mi­li­ta­ri du­ran­te un con­trol­lo in sta­zio­ne. Ma se in quell’oc­ca­sio­ne è sta­ta di­mo­stra­ta una ra­di­ca­liz­za­zio­ne del gio­va­ne, sta­vol­ta sem­bra che la fra­se su Al­lah sia so­lo l’usci­ta di un esa­gi­ta­to in uno sta­to di al­te­ra­zio­ne psi­chi­ca e non la di­chia­ra­zio­ne d’in­ten­ti di un terrorista. L’al­tra dif­fe­ren­za po­si­ti­va è che sta­vol­ta la la­ma non è riu­sci­ta a fe­ri­re l’agen­te per­ché è sta­ta fer­ma­ta dal ke­vlar del giub­bot­to an­ti­pro­iet­ti­le.

L’uo­mo ar­re­sta­to si chia­ma Sai­dou Ma­moud Dial­lo, o al­me­no que­sta è una del­le tan­te iden­ti­tà for­ni­te in que­sti an­ni alle for­ze dell’or­di­ne. Dial­lo non era un fan­ta­sma co­me Ho­sni, ha pre­ce­den­ti per mi­nac­ce, le­sio­ni per­so­na­li e re­si­sten­za a pub­bli­co uf­fi­cia­le. Lo co­no­sco­no be­ne a Son­drio, do­ve lo scor­so 4 lu­glio il que­sto­re ha emes­so un or­di­ne di espul­sio­ne che è sca­du­to set­te gior­ni do­po. In quel­la settimana il 31en­ne avreb­be do­vu­to la­scia­re il Pae­se, in­ve­ce era at­tor­no al­la sta­zio­ne Cen­tra­le con col­tel­lo nel­lo zai­no.

FRA­SI MINACCIOSE

La pri­ma chia­ma­ta in que­stu­ra è ar­ri­va­ta po­co do­po le 12.30 di ie­ri. Al­cu­ni di­pen­den­ti del­le so­cie­tà di tra­spor­to che fan­no servizio na­vet­ta ver­so gli ae­ro­por­ti han­no no­ta­to l’ex­tra­co­mu­ni­ta­rio che si ag­gi­ra­va in piaz­za Lui­gi di Sa­vo­ia. In­dos­sa­va un ber­mu­da bei­ge, una po­lo bian­ca a ri­ghe ros­se e blu, ave­va con sé un sac­co a pe­lo gial­lo e uno zai­net­to. Quan­do si è av­vi­ci­na­to agli au­to­bus si è im­me­dia­ta­men­te sca­glia­to con­tro i di­pen­den­ti ur­lan­do fra­si minacciose. Al­la po­li­zia han­no con­fes­sa­to di non aver ca­pi­to co­sa stes­se di­cen­do ma, nel dub­bio, si so­no bar­ri­ca­ti nel­le na­vet­te. È sta­to in quel mo­men­to che Dial­lo ha af­fer­ra­to un col­tel­lo multiuso dal­lo zai­no, una la­ma di cir­ca 10 cen­ti­me­tri con cui ha ten­ta­to di for­za­re la por­tie­ra. Ha ri­nun­cia­to so­lo quan­do si è ac­cor­to che all’in­ter­no sta­va­no chie­den­do aiu­to al cel­lu­la­re. Ha va­ga­to qual­che minuto lì at­tor­no, fer­man­do­si in un’area tran­sen­na­ta all’al­tez­za del­la gal­le­ria del­le car­roz­ze, do­ve è sta­to rag­giun­to da tre vo­lan­ti con a bor­do sei po­li­ziot­ti. Me­mo­ri dei col­le­ghi fe­ri­ti du­ran­te l’ag­gres­sio­ne di Ho­sni, gli agen­ti si so­no presentati con il giub­bot­to an­ti­pro­iet­ti­le che pro­teg­ge an­che da una la­ma. Han­no ten­ta­to di far­lo ra­gio­na­re ma la ri­spo­sta è sta­to un col­tel­lo pun­ta­to con­tro. Ac­cer­ta­to che con le pa­ro­le non avreb­be­ro ot­te­nu­to nul­la, i sei lo han­no cir­con­da­to e bloc­ca­to sen­za trop­pi pro­ble­mi. Una vol­ta a ter­ra, pe­rò, il clan­de­sti­no è riu­sci­to a sfer­ra­re una col­tel­la­ta al­la spal­la del po­li­ziot­to con una mos­sa ful­mi­nea che si può no­ta­re dal video del­le te­le­ca­me­re di sor­ve­glian­za. Ha ten­ta­to di col­pi­re una se­con­da vol­ta pri­ma di es­se­re bloc­ca­to de­fi­ni­ti­va­men­te. Il giub­bot­to ha evi­ta­to gra­vi dan­ni, il col­tel­lo non ha ta­glia­to il ke­vlar ma ha pro­vo­ca­to so­lo un graf­fio all’agen­te di 31 an­ni che è sta­to poi tra­spor­ta­to all’ospe­da­le Fa­te­be­ne­fra­tel­li a ti­to­lo pre­cau­zio­na­le. Qui so­pra, le im­ma­gi­ni dell’ag­gres­sio­ne, lo scor­so 29 apri­le, da par­te di un fol­to grup­po di immigrati, ad al­cu­ni agen­ti di po­li­zia e ca­ra­bi­nie­ri di pat­tu­glia al­la Sta­zio­ne Cen­tra­le di Mi­la­no. L’area è al cen­tro di mol­te polemiche: i cit­ta­di­ni re­cla­ma­no più si­cu­rez­za. A si­ni­stra, Ma­ma­dou Sai­dou Dial­lo, na­to in Gui­nea il 6 lu­glio 1989, l'uo­mo che ha ag­gre­di­to un agen­te di po­li­zia

Du­ran­te il tra­git­to ver­so la que­stu­ra, co­me det­to, Dial­lo ha det­to chia­ra­men­te: «Vo­glio mo­ri­re per Al­lah». La fra­se non è sot­to­va­lu­ta­ta, la Di­gos sta la­vo­ran­do per esclu­de­re de­fi­ni­ti­va­men­te che pos­sa trat­tar­si di un’azio­ne di­ver­sa dal sem­pli­ce rap­tus di un vio­len­to. L’ac­cu­sa è ten­ta­to omi­ci­dio e re­si­sten­za a pub­bli­co uf­fi­cia­le, do­po la con­va­li­da dell’ar­re­sto sa­rà emes­so un nuo­vo prov­ve­di­men­to di espul­sio­ne d’ur­gen­za e sa­rà ac­com­pa­gna­to da­gli agen­ti a de­sti­na­zio­ne.

LE PA­RO­LE DEL SIN­DA­CO

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