Do­po lo ius so­li, sal­ta­no i vi­sti Il go­ver­no si ri­man­gia tut­to

Gen­ti­lo­ni rin­via a set­tem­bre la cit­ta­di­nan­za fa­ci­le, men­tre Al­fa­no ne­ga di vo­ler spe­di­re gli afri­ca­ni ne­gli al­tri Pae­si. Ma Vien­na av­ver­te: sia­mo pron­ti a blin­da­re il Bren­ne­ro

Libero - - Italia - CA­TE­RI­NA MANIACI

Tut­to bloc­ca­to. Lo ius so­li, i vi­sti tem­po­ra­nei, tut­to slit­ta. Ri­man­da­to, a set­tem­bre, for­se. An­che la Ue al­za la vo­ce. Co­sì, la cer­tez­za di «un cli­ma osti­le» nel Pae­se (gli ita­lia­ni non ne pos­so­no più de­gli ar­ri­vi sen­za fi­ne e le rea­zio­ni dei sin­da­ci non so­no che la pun­ta di un ice­berg), ma an­che i chia­ri av­ver­ti­men­ti da par­te del­la Ue e in pri­mis la rea­zio­ne dell’Au­stria, han­no con­vin­to il go­ver­no che non ci so­no le con­di­zio­ni per ap­pro­va­re la leg­ge sul­lo ius so­li e a de­si­ste­re sull’idea dei vi­sti tem­po­ra­nei ai mi­gran­ti che sbar­ca­no in Ita­lia per­ché pos­sa­no cir­co­la­re in Eu­ro­pa.

La re­tro­mar­cia sul­lo ius so­li è un boc­co­ne ama­ro, per il go­ver­no e per il pre­mier Pao­lo Gen­ti­lo­ni, do­po le polemiche che han­no fat­to te­me­re per la sta­bi­li­tà del go­ver­no. «Si trat­ta co­mun­que di una leg­ge giu­sta. L’im­pe­gno mio per­so­na­le e del go­ver­no per ap­pro­var­la in au­tun­no ri­ma­ne», ci ha te­nu­to a pre­ci­sa­re Gen­ti­lo­ni.

So­ste­ni­to­re del rin­vio an­che il mi­ni­stro de­gli Este­ri, An­ge­li­no Al­fa­no. «E’ sta­ta una de­ci­sio­ne di buon sen­so. Mol­ti di­co­no che è sta­to un no­stro successo: noi ri­te­nia­mo che sia sta­to un successo del­la ra­gio­ne­vo­lez­za e del buon sen­so, per­ché far­lo ades­so, que­sto prov­ve­di­men­to, nel pie­no de­gli sbar­chi, sa­reb­be sta­to con­tro ogni lo­gi­ca», ha in­fat­ti com­men­ta­to Al­fa­no, a mar­gi­ne del Con­si­glio Af­fa­ri Este­ri a Bru­xel­les. «Ab­bia­mo ap­prez­za­to il com­por­ta­men­to del pre­si­den­te Gen­ti­lo­ni, che non ha ri­nun­cia­to all’idea di ap­pro­var­lo, ma in que­sta cir­co­stan­za, in que­sto mo­men­to tem­po­ra­le, ha de­ci­so, con gran­de rea­li­smo e con ra­gio­ne­vo­lez­za, la co­sa giu­sta, pe­ral­tro eser­ci­tan­do una lea­der­ship di go­ver­no che è sta­ta ri­spet­to­sa di chi so­stie­ne il suo go­ver­no», ha sot­to­li­nea­to il mi­ni­stro. Esul­ta an­che il cen­tro­de­stra, in par­ti­co­la­re la Le­ga. Il lea­der Mat­teo Sal­vi­ni gioi­sce su Fa­ce­book e av­ver­te: «Pri­ma vit­to­ria del­la Le­ga (che più di tut­ti si è op­po­sta in Par­la­men­to), ma so­prat­tut­to vo­stra, che in Re­te vi sie­te mo­bi­li­ta­ti a mi­glia­ia! Se ci ri­pro­ve­ran­no, ci ri­tro­ve­ran­no pron­ti. Gra­zie e avan­ti co­sì: stop in­va­sio­ne». Pron­ti per­si­no a bloc­ca­re le Ca­me­re.

In­ter­vie­ne an­che Sil­vio Ber­lu­sco­ni: «I no­stri go­ver­ni ave­va­no bloc­ca­to gli sbar­chi, quel­li di si­ni­stra non sol­tan­to li han­no in­co­rag­gia­ti con una po­li­ti­ca fat­ta di in­cer­tez­ze e falso buo­ni­smo», ma ha an­che aper­to i no­stri por­ti a mi­glia­ia di di­spe­ra­ti.

Al­tra “re­tro­mar­cia”, quel­la del­la con­ces­sio­ne di vi­sti tem­po­ra­nei ai mi­gran­ti. «Non è un te­ma all’or­di­ne del gior­no» del go­ver­no ita­lia­no, ha pro­va­to a ras­si­cu­ra­re lo stes­so Al­fa­no da Bru­xel­les, sot­to­li­nean­do che «noi ab­bia­mo una stra­te­gia glo­ba­le, che vuo­le es­se­re ef­fi­ca­ce e che ha la ne­ces­si­tà di una coo­pe­ra­zio­ne eu­ro­pea». Il quo­ti­dia­no bri­tan­ni­co Ti­mes ha scrit­to, in­ve­ce, che il go­ver­no ita­lia­no po­treb­be de­ci­de­re di con­ce­de­re 200mi­la vi­sti tem­po­ra­nei.

Il so­spet­to è for­te, co­sì la Ue av­ver­te: la Com­mis­sio­ne ave­va già chie­sto all’Ita­lia di im­por­re «restrizioni» al­la li­ber­tà di movimento di mi­gran­ti e «evi­ta­re di for­ni­re do­cu­men­ti di viag­gio ai ri­chie­den­ti asi­lo per pre­ve­ni­re mo­vi­men­ti se­con­da­ri», han­no fat­to sa­pe­re fon­ti eu­ro­pee. Ri­cor­dan­do che se­con­do la le­gi­sla­zio­ne eu­ro­pea non è pos­si­bi­le con­ce­de­re per­mes­si di sog­gior­no che per­met­ta­no ai ri­chie­den­ti asi­lo di viag­gia­re in al­tri pae­si mem­bri dell’area Schen­gen.

In ogni ca­so, l’Au­stria ha su­bi­to mes­so le ma­ni avan­ti. Il mi­ni­stro de­gli Este­ri Se­ba­stian Kurz ha co­mun­que fat­to sa­pe­re che se l'Ita­lia do­ves­se con­ce­de­re vi­sti uma­ni­ta­ri ai mi­gran­ti che sbar­ca­no, l’Au­stria sa­reb­be co­stret­ta a «pro­teg­ge­re la fron­tie­ra del Bren­ne­ro» per non per­met­te­re che «la gen­te pos­sa li­be­ra­men­te pas­sa­re a nord». Del re­sto al Bren­ne­ro l’in­ten­si­fi­ca­zio­ne dei con­trol­li sem­bra es­se­re già par­ti­ta. I po­li­ziot­ti au­stria­ci so­no cir­ca un cen­ti­na­io ma non è esclu­so l'ar­ri­vo di ul­te­rio­ri agen­ti . Ie­ri il mi­ni­stro de­gli In­ter­ni au­stria­co Wol­fgang So­bo­t­ka, con per­fet­to tem­pi­smo, ha fat­to un so­pral­luo­go sul po­sto ed è sta­to chia­ro: «In ca­so di attacco im­prov­vi­so sia­mo pre­pa­ra­ti». Al Con­si­glio Este­ri a Bru­xel­les la prin­ci­pa­le que­stio­ne è ri­ma­sta la si­tua­zio­ne in Li­bia, e i prin­ci­pa­li Pae­si non si so­no pro­nun­cia­ti sul­la ri­par­ti­zio­ne de­gli ar­ri­vi di pro­fu­ghi chie­sta dall’Ita­lia.

Al­tra que­stio­ne cri­ti­ca: il co­di­ce di con­dot­ta pro­po­sto per le Ong che ese­guo­no mis­sio­ni di ri­cer­ca e sal­va­tag­gio. L’Uni­cef in­sor­ge: «Po­treb­be met­te­re a ri­schio mol­te vi­te, so­prat­tut­to quel­le dei bam­bi­ni» an­che se da un la­to «pre­ve­de un qua­dro le­gi­sla­ti­vo più chia­ro». In­tan­to og­gi a Ca­ta­nia è pre­vi­sto l’ar­ri­vo dell’or­mai fa­mo­sa «na­ve ne­ra», che vuo­le im­pe­di­re gli sbar­chi dei mi­gran­ti. Le Ong si pre­pa­ra­no a da­re bat­ta­glia, chie­den­do di im­pe­di­re al­la na­ve di at­trac­ca­re al por­to.

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