Di Ma­io con­tro i super vi­ta­li­zi Ma se la pren­de con un mor­to

Il vi­ce­pre­si­den­te del­la Ca­me­ra at­tac­ca: «Bo­ne­schi pren­de 3.108 eu­ro al me­se ed è sta­to un so­lo gior­no in Par­la­men­to...». L’ex ra­di­ca­le è pe­rò de­ce­du­to nel 2016

Libero - - Italia - RI­PRO­DU­ZIO­NE RI­SER­VA­TA

Do­po il vi­ta­li­zio, bi­so­gna abo­li­re an­che il mor­ti­li­zio. Lo chie­de Lui­gi Di Ma­io. Che si pre­sen­ta in con­fe­ren­za stam­pa con l’elen­co di tut­ti quel­li che pren­do­no la pen­sio­ne da ex par­la­men­ta­re. L’espo­nen­te del Movimento Cin­que Stel­le ci­ta i ca­si vip. Sgar­bi, Scal­fa­ri, Ri­ve­ra, Cic­cio­li­na. «E poi c’è un cer­to Bo­ne­schi...».

Ops, c’era. Lu­ca Bo­ne­schi, ex de­pu­ta­to ra­di­ca­le, è mor­to nel 2016, ave­va set­tan­ta­set­te an­ni. Il vi­ce pre­si­den­te del­la Ca­me­ra non ha ve­ri­fi­ca­to lo sta­to di sa­lu­te, co­me di so­li­to si con­vie­ne sti­lan­do elen­chi di per­so­ne di una cer­ta, ol­tre­tut­to in quie­scen­za da an­ni. Ed è fi­ni­to sull’en­ne­si­ma buccia di ba­na­na. «Bo­ne­schi pren­de 3.108 eu­ro al me­se ed è sta­to un so­lo gior­no in Par­la­men­to...». An­che qui il can­di­da­to in pec­to­re dei Cin­que­stel­le po­te­va ve­ri­fi­ca­re me­glio. Bo­ne­schi ave­va pre­sen­ta­to le di­mis­sio­ni il gior­no do­po la sua pro­cla­ma­zio­ne a Mon­te­ci­to­rio. Ma lo fe­ce per­ché era l’av­vo­ca­to di Gior­gia­na Ma­si, era sta­to que­re­la­to dal giu­di­ce e non vo­le­va gio­var­si dell’im­mi­nu­tà par­la­men­ta­re. Per di­re: tra tan­ti esem­pi di ca­sta, Di Ma­io è an­da­to a pe­sca­re pro­prio quel­lo me­no cal­zan­te. Ma Lui­gi è un col­le­zio­ni­sta. Di buc­ce di ba­na­na. Ap­pe­na qual­che gior­no fa si era van­ta­to di aver chia­ma­to al te­le­fo­no l’am­ba­scia­ta fran­ce­se per chie­de­re il sup­por­to ae­reo tran­sal­pi­no con­tro i ro­ghi in Cam­pa­nia. Cir­co­stan­za smen­ti­ta dai di­plo­ma­ti­ci pa­ri­gi­ni.

Al­tra gaf­fe sto­ri­ca: qual­che tem­po fa se la pre­se con la «lob­by dei ma­la­ti di can­cro». Co­sa che fe­ce ar­rab­bia­te tan­ti. Al­lo­ra su Fa­ce­book pro­vò a chiu­der­la co­sì: «Può es­se­re ap­par­so in­fe­li­ce», ma «in Par­la­men­to ci so­no por­ta­to­ri di in­te­res­si ne­ga­ti­vi, co­me quel­li de­gli in­ce­ne­ri­to­ri, e por­ta­to­ri di in­te­res­si po­si­ti­vi, co­me quel­li ap­pun­to del­le as­so­cia­zio­ni dei ma­la­ti di can­cro». La top­pa peg­gio del bu­co.

Più in­no­cua la con­fu­sio­ne su Pi­no­chet. Di do­ve era? Di Ma­io bec­ca il con­ti­nen­te, il Sud Ame­ri­ca, ma sbaglia Sta­to: «Ha oc­cu­pa­to con ar­ro­gan­za la co­sa pub­bli­ca», scri­ve sui social ri­fe­ren­do­si a Mat­teo Ren­zi, «co­me ai tem­pi di Pi­no­chet in Ve­ne­zue­la». Era il Ci­le.

Mar­gi­na­li gli epi­so­di del «de­fun­to psi­co­lo­go Gal­li­ni», ci­ta­to ri­fe­ren­do­si al so­cio­lo­go Lu­cia­no Gal­li­no. Ef­fet­ti­va­men­te pas­sa­to a mi­glior vita (al­me­no que­sto); e di Re­na­to So­ru, ac­cu­sa­to in tv di es­se­re in­da­ga­to per ri­ci­clag­gio. Co­sa non ve­ra che è co­sta­ta al gril­li­no una que­re­la per dif­fa­ma­zio­ne. In­ve­ce la lin­gua ita­lia­na non que­re­la, an­che se su­bi­sce in­sul­ti di con­ti­nuo. Per cui Di Ma­io non fi­ni­rà al­la sbar­ra per le­sio­ni mul­ti­ple al­la con­se­cu­tio. Con l’ag­gra­van­te di es­se­re sta­te rei­te­ra­te in un uni­co tweet. «Se c’è il ri­schio che sog­get­ti spia­no mas­si­me isti­tu­zio­ni del­lo Sta­to qual è li­vel­lo di si­cu­rez­za che si ga­ran­ti­sce alle im­pre­se e cit­ta­di­ni?». Poi can­cel­la e ci ri­pro­va. «Se c’è ri­schio che mas­si­me isti­tu­zio­ni del­lo Sta­to ve­nis­se­ro spia­te qual è li­vel­lo di si­cu­rez­za che si ga­ran­ti­sce alle im­pre­se e cit­ta­di­ni?». Nien­te. Ci ri­pro­va an­co­ra: «Se c’è il ri­schio che due sog­get­ti spias­se­ro le mas­si­me isti­tu­zio­ni del­lo Sta­to qual è il li­vel­lo di si­cu­rez­za…».

SA.DA. [LaP­res­se]

Il gril­li­no Lui­gi Di Ma­io

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