Pro­fu­go me­na i bimbi e la ma­dre Il quar­tie­re esa­spe­ra­to si ri­bel­la

Scon­tri in pe­ri­fe­ria a Roma: un afri­ca­no ti­ra pie­tre con­tro dei ra­gaz­zi­ni e un bam­bi­no La mam­ma ac­cor­re, la pic­chia­no ed è salvata dai cit­ta­di­ni del­la zo­na. Fe­ri­to l’im­mi­gra­to

Libero - - Primo Piano - BRUNELLA BOLLOLI

La pa­zien­za dei ro­ma­ni sta per fi­ni­re. Le periferie ri­bol­lo­no, i mi­gran­ti so­no di­ven­ta­ti un pro­ble­ma che può sfo­cia­re in vio­len­za so­cia­le. Non c’è più spa­zio per il buo­ni­smo. L’al­tra not­te al Ti­bur­ti­no III, quar­tie­re sto­ri­ca­men­te an­ti­fa­sci­sta e mul­tiet­ni­co, c’è sta­ta una ris­sa. A ter­ra è ri­ma­sto un 40en­ne eri­treo, la po­li­zia in­da­ga per ten­ta­to omi­ci­dio, ma è la ri­vol­ta del­la bor­ga­ta ros­sa che pre­oc­cu­pa. «Man­da­te­li via, o fac­cio un ma­cel­lo. Non li vo­glio più ve­de­re. Non li reg­go più», gri­da un re­si­den­te, uno dei po­chi ita­lia­ni ri­ma­sti in quei pa­laz­zo­ni con l’in­to­na­co in­cro­sta­to e il sim­bo­lo del­la fal­ce e mar­tel­lo di­se­gna­to con lo spray. «Non sia­mo raz­zi­sti, ma ades­so ba­sta: la tol­le­ran­za è fi­ni­ta. Par­lo per tut­to il po­po­lo ita­lia­no. Que­sti stan­no a fà i ba­ro­ni a ca­sa no­stra. Si de­vo­no com­por­ta­re be­ne, o se no se ne de­vo­no an­da­re».

La mi­su­ra è col­ma per­ché in un’area de­so­la­ta co­me il Ti­bur­ti­no III, do­ve c’è so­lo un asi­lo con due gio­stre e qual­che bar per pas­sa­re il tem­po, nel cor­so de­gli an­ni so­no sta­ti par­cheg­gia­ti cen­ti­na­ia di im­mi­gra­ti in at­te­sa di si­ste­ma­zio­ne. Ci so­no i pro­fu­ghi «tran­si­tan­ti» e i ri­chie­den­ti asi­lo, quel­li in at­te­sa di re­lo­ca­tion (co­me l’eri­treo fe­ri­to) e i mi­no­ri non ac­com­pa­gna­ti. C’è an­che qual­che di­spe­ra­to no­stra­no che ha per­so ca­sa e la­vo­ro e di­vi­de gli spa­zi con gli afri­ca­ni sbar­ca­ti sul­le no­stre co­ste. Una coe­si­sten­za sul fi­lo e ie­ri quel fi­lo si è spez­za­to.

In via del Fran­to­io fi­no a po­chi me­si fa c’era un cen­tro Sprar (si­ste­ma di pro­te­zio­ne In­ter­na­zio­na­le per ri­chie­den­di Asi­lo e Ri­fu­gia­ti) ge­sti­to dal­la so­li­ta coo­pe­ra­ti­va e su­bi­to ac­can­to, nei lo­ca­li in pas­sa­to oc­cu­pa­ti da una scuo­la, un Cas, (Cen­tro di ac­co­glien­za straor­di­na­ria), tut­to­ra ope­ra­ti­vo e ge­sti­to dal­la Cro­ce Ros­sa ita­lia­na.

È qui che mar­te­dì not­te è scop­pia­ta la ten­sio­ne. Ita­lia­ni con­tro stra­nie­ri, una «guer­ra tra po­ve­ri» per dir­la con la sin­da­ca Virginia Rag­gi, una lot­ta per la so­prav­vi­ven­za in cui la pa­ro­la in­te­gra­zio­ne non sfon­da più. Nep­pu­re nel­la cit­tà più ac­co­glien­te di tut­te. «Per­ché quel­li de­vo­no ave­re tut­to pa­ga­to e noi no?». «Per­ché lo­ro man­gia­no e han­no un tet­to gratis?», im­pre­ca­no gli abi­tan­ti del Ti­bur­ti­no III. Gen­te che di cer­to non vo­ta la Le­ga di Sal­vi­ni, ma è più vi­ci­na all’An­pi e a Ri­fon­da­zio­ne co­mu­ni­sta. Com­pa­gni che il 30 giu­gno scor­so han­no or­ga­niz­za­to una se­ra­ta in piaz­za con­tro Ca­saPound in pre­si­dio per chie­de­re la chiu­su­ra del cen­tro del­la Cri, ep­pu­re, di fron­te al rac­con­to di Pa­me­la, nes­su­no ha fia­ta­to, nep­pu­re a si­ni­stra.

Pa­me­la è la mam­ma di 37 an­ni che non ci ha più vi­sto quan­do l’eri­treo ha co­min­cia­to i ti­ra­re i sas­si ai suoi pic­co­li. Una mic­cia che pri­ma o poi sa­reb­be esplo­sa. Co­me una fu­ria ha cer­ca­to lo stra­nie­ro che da­va fa­sti­dio ai suoi fi­gli, per­ché ok l’ac­co­glien­za ma nes­su­no toc­chi i bimbi, fi­no a che si è de­ci­sa a var­ca­re i can­cel­li del cen­tro di via del Fran­to­io, por­tan­do­si die­tro il ni­po­te di 12 an­ni. Poi so­no ar­ri­va­ti al­tri ita­lia­ni, so­no vo­la­te bot­te e pa­ro­lac­ce. Al­la mi­schia si so­no ag­giun­ti al­cu­ni mi­gran­ti, ci so­no sta­ti scon­tri, non è chia­ro se il 40en­ne eri­treo, già no­to per i suoi com­por­ta­men­ti biz­zar­ri, sia sta­to fe­ri­to fuo­ri dai can­cel­li del cen­tro, e da chi. L’uo­mo, che non par­la una pa­ro­la di ita­lia­no, è sta­to ri­co­ve­ra­to in co­di­ce ver­de e la sua ver­sio­ne sa­rà uti­le al­le in­da­gi­ni dei ca­ra­bi­nie­ri.

Ca­saPound ri­ba­di­sce l’ur­gen­za di chiu­de­re il pre­si­dio uma­ni­ta­rio, per giun­ta at­tac­ca­to all’asi­lo, e tut­to il cen­tro­de­stra è com­pat­to. La si­ni­stra at­tac­ca la de­stra che «stru­men­ta­liz­za», il Pd lo­ca­le vuo­le co­sti­tui­re una ca­bi­na di re­gia, ma non sa da che par­te pren­de­re, le po­li­ti­che buo­ni­ste han­no fal­li­to. Del­la giun­ta gril­li­na non si è fat­to ve­de­re nes­su­no e, del re­sto, la Rag­gi, do­po lo sgom­be­ro dei ri­fu­gia­ti dal pa­laz­zo di via Cur­ta­to­ne, è al­le pre­se con l’emer­gen­za abi­ta­ti­va e con le con­te­sta­zio­ni dei mo­vi­men­ti per il di­rit­to al­la Ca­sa che l’han­no du­ra­men­te fi­schia­ta fuo­ri dal Cam­pi­do­glio.

Il Ti­bur­ti­no III è una bol­gia a cui la po­li­ti­ca non sa da­re so­lu­zio­ni, quin­di i cit­ta­di­ni, esa­spe­ra­ti, pen­sa­no di fa­re da so­li. «Ba­sta. Qui la se­ra non si può più sta­re, gli stra­nie­ri gi­ra­no ubria­chi e dan­no fa­sti­dio al­le ra­gaz­ze», rac­con­ta An­ge­lo. «La gen­te qui è po­ve­ra, quel­lo che è ac­ca­du­to è sta­ta la goc­cia che ha fat­to tra­boc­ca­re il va­so».

Insofferenza, rab­bia, degrado. La pri­ma ri­vol­ta ro­ma­na con­tro gli im­mi­gra­ti, nel 2014, è sta­ta a Tor Sa­pien­za, an­che lì con­tro un cen­tro di ac­co­glien­za per ri­fu­gia­ti po­li­ti­ci. E an­che quel­la vol­ta la protesta è na­ta dal bas­so.

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