Moody’s pre­mia Dra­ghi: Ita­lia, Fran­cia e Ger­ma­nia cre­sce­ran­no ol­tre le at­te­se

Libero - - Attualità - UGO BERTONE RIPRODUZIONE RISERVATA

An­che le agen­zie di ra­ting, da sem­pre le più scet­ti­che a ri­co­no­sce­re i pro­gres­si dell’eco­no­mia ita­lia­na, af­flit­ta dall’en­de­mi­co pro­ble­ma del de­bi­to, stan­no pren­den­do at­to che, sta­vol­ta, il Bel Pae­se par­te­ci­pa a pie­no ti­to­lo al re­cu­pe­ro dell’Eu­ro­zo­na, spin­to dal­la «po­li­ti­ca mo­ne­ta­ria e di bi­lan­cio». Moody’s ha in­fat­ti ri­vi­sto ie­ri al rial­zo le sti­me di cre­sci­ta di Ita­lia, Ger­ma­nia e Fran­cia. Per quan­to ri­guar­da la Pe­ni­so­la, per il bien­nio 2017-2018 si sti­ma una cre­sci­ta dell’1,3% da +0,8% e +1% pre­ce­den­te. Cer­to, il da­to è co­mun­que in­fe­rio­re a quel­lo fran­ce­se (+1,6%) e a quel­lo te­de­sco (+2,2%). Ma, al di là dei nu­me­ri, il rap­por­to sot­to­li­nea l’esi­sten­za di «ro­bu­sti in­di­ca­to­ri», che con ri­fe­ri­men­to all’in­te­ra Eu­ro­zo­na, «sug­ge­ri­sco­no che la cre­sci­ta su­bi­rà un’ac­ce­le­ra­zio­ne per il re­sto dell’an­no, men­tre l’in­di­ce di fi­du­cia dei con­su­ma­to­ri si at­te­sta al top da 16 an­ni e fa ben sperare per una ri­pre­sa so­ste­nu­ta dai con­su­mi», fi­nal­men­te sta­bi­le e ro­bu­sta.

In­som­ma, no­no­stan­te le ten­sio­ni geo­po­li­ti­che nel mar del Giap­po­ne e i dan­ni in­flit­ti al Texas dall’ura­ga­no Har­vey, la con­giun­tu­ra sem­bra tin­ger­si di ro­sa. An­che la scia­gu­ra che ha col­pi­to Hou­ston, la quar­ta cit­tà Usa, può rap­pre­sen­ta­re un’oc­ca­sio­ne per le no­stre azien­de. È il ca­so di Buz­zi, il grup­po del ce­men­to as­sai pre­sen­te ol­tre Ocea­no (ove rea­liz­za un quar­to cir­ca del suo fat­tu­ra­to) che in que­sti me­si ha pa­ti­to in Bor­sa lo stop del Con­gres­so ai pia­ni di in­ve­sti­men­to del­la Ca­sa Bian­ca. Ie­ri, in­ve­ce, l’azien­da di Ca­sa­le è schiz­za­ta su del 4,5% in at­te­sa dei gran­di la­vo­ri in Texas. Lo stes­so va­le per Sa­li­ni Im­pre­gi­lo +1,8%, so­cie­tà im­pe­gna­ta in più pro­get­ti ol­tre Ocea­no.

Ma la ri­scos­sa del ma­de in Ita­ly, fi­no­ra usci­to in­den­ne dal­la co­stan­te ri­va­lu­ta­zio­ne del dol­la­ro (ie­ri, fi­nal­men­te in ri­ti­ra­ta) può trar­re ali­men­to so­prat­tut­to dal mi­glio­ra­men­to del cli­ma di fi­du­cia, con­fer­ma­to ie­ri dai da­ti del­la Com­mis­sio­ne Eu­ro­pea. An­zi, Bruxelles non na­scon­de la sua sor­pre­sa di fron­te al­la reat­ti­vi­tà del­le no­stre im­pre­se: l’Ita­lia, in­fat­ti, è il Pae­se che ha re­gi­stra­to il mag­gior in­cre­men­to dell’in­di­ce del­la fi­du­cia ad ago­sto con +3,6 pun­ti. Ad of­fri­re una con­fer­ma em­pi­ri­ca del­lo sta­to di gra­zia del­le no­stre im­pre­se so­no ar­ri­va­ti ie­ri i da­ti di una mul­ti­na­zio­na­le ta­sca­bi­le di pre­gio: i con­ti di Bru­nel­lo Cu­ci­nel­li, il re del ca­che­mi­re, so­no sta­ti ac­col­ti in Piaz­za Af­fa­ri da un for­te rial­zo del ti­to­lo in scia ad una straor­di­na­ria cre­sci­ta del­le ven­di­te e dell’ebit­da con una pun­ta su­pe­rio­re al 34% in Ci­na ma buo­na, po­co sot­to il 10%, an­che ne­gli Sta­ti Uni­ti. Non è una per­fo­man­ce iso­la­ta per­ché, an­che gra­zie al­la mi­ni­fre­na­ta dell’eu­ro (trat­ta­to fi­no a 1,190 sul­la va­lu­ta Usa) han­no rea­gi­to al rial­zo Yoox, Mon­cler e Cam­pa­ri, al­tra so­cie­tà con una for­te pro­pen­sio­ne all’ex­port.

Quan­to du­re­rà il ri­sve­glio dell’eco­no­mia? Mol­to di­pen­de­rà dal­le scel­te del­la Bce, che tra gio­ve­dì pros­si­mo e la fi­ne di ot­to­bre, do­vrà de­ci­de­re quan­do chiu­de­re il pro­gram­ma di ac­qui­sti vo­lu­to da Dra­ghi. Ma non me­no im­por­tan­ti so­no le no­ti­zie in ar­ri­vo da­gli Usa: l’oc­cu­pa­zio­ne con­ti­nua a sa­li­re (237 mi­la po­sti ad ago­sto) as­sie­me ai con­su­mi (+23,3%). No­no­stan­te gli ef­fet­ti di Har­vey su Hou­ston è pro­ba­bi­le che l’inat­te­sa ri­pre­sa spin­ga la Fed ad al­za­re i tas­si. Per que­sto a so­ste­ne­re la ri­pre­sa sa­rà de­ci­si­vo l’ap­por­to dei con­su­mi in­ter­ni.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.