A sor­pre­sa l’ine­di­to de­gli U2 sbar­ca su Fa­ce­book

Libero - - Spettacoli - FABRIZIA MIRABELLA

The Blac­kout è il ti­to­lo dell’ine­di­to che gli U2 han­no pub­bli­ca­to ie­ri po­me­rig­gio in di­ret­ta strea­ming su Fa­ce­book. Ti­to­lo che fa il ver­so al que­si­to di fan (ed ha­ters) del­la band di Du­bli­no, che da una man­cia­ta di an­ni - e for­se più - a que­sta par­te, si chie­do­no se mai la car­rie­ra dei can­to­ri di Wi­th or wi­thout you si in­ter­rom­pe­rà una vol­ta per tut­te.

Non frain­ten­dia­mo­ci, Bo­no in­sie­mea The Ed­ge, in­se­pa­ra­bi­le com­pa­gno di me­ren­de dal ’76, ha con­tri­bui­to a ren­de­re l’Olim­po del­la mu­si­ca rock un po’ più splen­den­te. Par­la­no chia­ro i 170 mi­lio­ni di dischi ven­du­ti in tut­to il glo­bo e la no­mea di uni­co grup­po ad aver ri­ce­vu­to il mag­gior nu­me­ro di Gram­my Award di sem­pre. Ma, do­po 30 an­ni di Beau­ti­ful Day(s), gli U2 han­no an­co­ra qual­co­sa da di­re? Vi­deo­clip da gi­ra­re in oc­chia­le da so­le d’or­di­nan­za? Sold out da di­chia­ra­re per di­mo­stra­re al mu­sic biz che co­me ten­go­no il pal­co lo­ro…

A di­mo­stra­re che i tem­pi d’oro sia­no fi­ni­ti col fi­ni­re dei No­van­ta, ci ave­va già pen­sa­to il re­cen­te Songs of In­no­cen­ce. Al­bum da­ta­to 2014, in­suc­ces­so di cri­ti­ca e pub­bli­co, che ave­va inol­tre di­mo­stra­to quan­to il main­stream aves­se ine­so­ra­bil­men­te in­ghiot­ti­to tut­ti e quat­tro gli ir­lan­de­si.

Co­pian­do se stes­si o chis­sà chi, gli U2 que­st’an­no ci ri­pro­va­no. E il 6 set­tem­bre pros­si­mo lan­ce­ran­no un nuo­vo di­sco, Songs of Ex­pe­rien­ce. Che, in com­bo col pre­ce­den­te, ri­man­da al­le «can­zo­ni» del vi­sio­na­rio poe­ta in­gle­se ot­to­cen­te­sco Wil­liam Bla­ke. Pec­ca­to che di vi­sio­na­rio, in ca­sa Vox, non sia ri­ma­sto nul­la. E lo san­no be­ne gli afi­cio­na­dos del­la band che riem­pie i pa­laz­zet­ti (uni­ca mo­zio­ne a fa­vo­re del quar­tet­to e a sfa­vo­re di chi scri­ve). De­si­de­ro­si di ascol­ta­re so­lo i ca­ri e vec­chi suc­ces­si ri­pro­po­sti du­ran­te il The Jo­shua Tree Tour, ma de­lu­si dal­le new en­try. «So­li­to bra­no ruf­fia­no e in­con­si­sten­te», scri­ve un uten­te sul pro­fi­lo so­cial del­la band. «Sem­bra­no i Ma­roon 5… imi­ta­ti ma­le», con­tro­bat­te un al­tro.

Il bra­no si con­clu­de poi con la fra­se When the lights go out ,cheèun po’ la stes­sa do­man­da che vor­rem­mo far noi al buon Bo­no e com­pa­gnia can­tan­te: quan­do spe­gne­re­te per sem­pre i ri­flet­to­ri?

Bo­no, lea­der e can­tan­te de­gli U2. La roc­k­band irlandese que­st’an­no ha fe­steg­gia­to il tren­ten­na­le di «The Jo­shua Tree»

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