Una tra­ge­dia an­che uma­na

Libero - - Le Lettere -

L’Il­va è una tra­ge­dia oc­cu­pa­zio­na­le ed uma­na. Pos­sia­mo rin­gra­zia­re co­lo­ro che smem­bra­ro­no l’Iri. Ora c’è an­che il ri­bas­so sui con­trat­ti di la­vo­ro non­ché 4000 eso­di. Il tut­to a van­tag­gio de­gli stra­nie­ri che ci por­ta­no via il fior fio­re del­la gran­de in­du­stria na­zio­na­le. Sen­za grandi in­du­strie sia­mo una nul­li­tà. Non ba­sta il tu­ri­smo; oc­cor­ro­no in­ve­sti­men­ti pub­bli­ci, an­che a de­bi­to, ed an­che con ma­ra­meo al­la Ue che ci re­ma con­tro. E ora sia­mo ri­dot­ti in­du­strial­men­te qua­si co­me nel 1861 ri­spet­to agli al­tri Pae­si. Ciò an­che gra­zie all’euro pi­lo­ta­to che ha mes­so fuo­ri mer­ca­to le no­stre espor­ta­zio­ni e i con­su­mi in­ter­ni. Gian Carlo Po­li­ti e.mail

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