Eco­no­mi­sti ge­nia­li: si­ga­ret­te più ca­re per qua­dra­re i con­ti

Libero - - Da Prima Pagina - Di PIE­TRO SENALDI

Che no­vi­tà, in Com­mis­sio­ne Bi­lan­cio è spun­ta­to un emen­da­men­to per au­men­ta­re il prez­zo del pac­chet­to di si­ga­ret­te di 20 cen­te­si­mi. Na­tu­ral­men­te, il bal­zel­lo non vie­ne at­tri­bui­to all'in­ten­to del­lo Sta­to avi­do di bat­te­re cas­sa ma è giu­sti­fi­ca­to con una no­bi­le mo­ti­va­zio­ne: crea­re get­ti­to ag­giun­ti­vo da de­sti­na­re al­le cu­re on­co­lo­gi­che del­le ma­lat­tie pro­vo­ca­te dal fu­mo. Che ge­ni dell'eco­no­mia ab­bia­mo in Par­la­men­to, han­no esco­gi­ta­to una so­lu­zio­ne mai ve­nu­ta in men­te ad al­tri pri­ma, già si par­la di pre­miar­li con il No­bel. Per­do­na­te l'iro­nia, ma dav­ve­ro non se ne può più. In que­sto Pae­se, quan­do si vuol rac­cat­ta­re qual­che sol­do, da ses­sant'an­ni si au­men­ta­no le tas­se sul­le si­ga­ret­te o quel­le sul­la ben­zi­na. (...)

(...) Ter­za op­zio­ne, l'Iva, un tem­po Ige, la qua­le pe­rò or­mai ha rag­giun­to un li­vel­lo ta­le da non po­ter es­se­re più toc­ca­ta al rial­zo, pe­na il col­las­so dell'eco­no­mia. In­fat­ti so­no an­ni che ci in­ven­tia­mo sot­to­bal­zel­li per scon­giu­ra­re l'au­men­to, già pro­gram­ma­to al 25% nel 2021, di que­sta su­per im­po­sta.

Dal ri­toc­co del co­sto del pac­chet­to il go­ver­no si aspet­ta 600 mi­lio­ni ma, e qui sì che c'è da ri­de­re, pa­re che il cal­co­lo sia sba­glia­to. Sul­le si­ga­ret­te gra­va­no tal­men­te tan­te im­po­ste, che un rin­ca­ro di 20 cen­te­si­mi pro­vo­che­reb­be a ca­te­na un au­men­to per­cen­tua­le di tut­te le al­tre ga­bel­le che in­si­sto­no sul pro­dot­to, con il ri­sul­ta­to che il prez­zo in ta­bac­che­ria cre­sce­reb­be in real­tà di un eu­ro. Ma, in ba­se a una leg­ge ele­men­ta­re dell'eco­no­mia che so­lo i no­stri par­la­men­ta­ri igno­ra­no, que­sto non si­gni­fi­ca che do­vrem­mo aspet­tar­ci un'im­pen­na­ta del get­ti­to di cin­que vol­te su­pe­rio­re ai 600 mi­lio­ni pro­gram­ma­ti. L'au­men­to ec­ces­si­vo del prez­zo e del­le im­po­ste in­fat­ti por­ta da sem­pre a una con­tra­zio­ne del mer­ca­to. I pro­fes­so­ri del­le Uni­ver­si­tà di Roma e Ba­ri, lo­ro sì ve­ri eco­no­mi­sti, pre­ve­do­no che il mag­gior esbor­so di un eu­ro ri­chie­sto ai ta­ba­gi­sti pro­vo­che­reb­be in lo­ro una rea­zio­ne di ri­fiu­to mol­to pro­nun­cia­ta. In­som­ma, fu­me­reb­be­ro me­no, com­pre­reb­be­ro me­no e, in­ve­ce di gon­fia­re le cas­se dell'era­rio, ge­ne­re­reb­be­ro un ca­lo del­le en­tra­te di 200 mi­lio­ni. Ri­sul­ta­to: lo Sta­to si tro­ve­reb­be a do­ver re­pe­ri­re 800 eu­ro per le te­ra­pia an­ti-can­cro al po­sto dei 600 pre­vi­sti.

Nes­su­no di noi si il­lu­de di es­se­re gui­da­to da in­tel­li­gen­ze par­ti­co­lar­men­te acu­te o che in Par­la­men­to e al go­ver­no sie­da­no eco­no­mi­sti pre­pa­ra­ti e in­no­va­ti­vi. Pe­rò l'aspet­ta­ti­va che per tap­pa­re i bu­chi non si ri­cor­ra a soluzioni già spe­ri­men­ta­te e ri­ve­la­te­si fal­li­men­ta­ri ci sa­reb­be. Po­chi an­ni fa, in pie­na crisi, fe­ce­ro schiz­za­re il co­sto del­la ben­zi­na, ren­den­do dram­ma­ti­ca la si­tua­zio­ne fin­ché la crisi del pe­tro­lio non ci con­sen­tì di rial­za­re la te­sta. Og­gi, for­se han­no im­pa­ra­to la le­zio­ne del greg­gio e quin­di si but­ta­no sul fu­mo. L'im­pat­to sa­rà me­no dram­ma­ti­co, ma lo stes­so la mos­sa è un boo­me­rang.

A que­sto pun­to ci chie­dia­mo per­ché i no­stri po­li­ti­ci non fac­cia­no del­le lo­ro de­bo­lez­ze un pun­to di for­za. Non han­no un'idea che sia una e non san­no go­ver­na­re? An­zi­ché da go­ver­na­to­ri si com­por­ti­no da go­ver­nan­ti, nel sen­so let­te­ra­le di mas­sa­ie, e fac­cia­no quel­lo che si fa in tut­te le ca­se ita­lia­ne quan­do scar­seg­gia­no i sol­di: ta­gli­no le spe­se, a par­ti­re da quel­le inu­ti­li.

In Ita­lia gli spre­chi non so­no po­chi. La po­li­ti­ca si osti­na a non toc­car­li con­vin­ta di per­de­re con­sen­so, ma vi­sto che or­mai va a vo­ta­re me­no di un ita­lia­no su due, for­se sba­glia i con­ti an­che qui. As­si­sti­ti e man­te­nu­ti or­mai ri­ten­go­no i pro­pri pri­vi­le­gi un di­rit­to e non si sco­mo­da­no nep­pu­re più ad an­da­re al seg­gio per rin­gra­zia­re dei fa­vo­ri. Chi ta­glia, non avrà il lo­ro vo­to, ma avrà quel­lo, gra­to, di tut­ti gli al­tri, fu­ma­to­ri com­pre­si.

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