I di­fet­ti del­la Na­zio­na­le

Libero - - Le Lettere - CAL­CIO/2

L’eli­mi­na­zio­ne dal Cam­pio­na­to del mondo era pre­ve­di­bi­le, no­no­stan­te la de­bo­lez­za del­la mag­gior par­te de­gli av­ver­sa­ri, Sve­zia com­pre­sa, del no­stro gi­ro­ne. Le cau­se so­no di va­ria na­tu­ra e gli esper­ti ce le spie­ghe­ran­no con do­vi­zia di par­ti­co­la­ri. In me so­no sca­tu­ri­te sol­tan­to due con­si­de­ra­zio­ni. La pri­ma: la no­stra Na­zio­na­le non gio­ca la pal­la in ve­lo­ci­tà, non sa at­tac­ca­re, non sa ti­ra­re da fuori area, non sa fra­seg­gia­re con pre­ci­sio­ne nel­lo spa­zio ri­stret­to dell’area, non dà l’im­pres­sio­ne di gio­ca­re per per vin­ce­re. Nel­le due par­ti­te es­sen­zia­li per la qua­li­fi­ca­zio­ne, non è sta­ta ca­pa­ce di se­gna­re un so­lo goal! La se­con­da con­si­de­ra­zio­ne: se le no­stre squa­dre so­no pie­ne di stra­nie­ri, non c’è spa­zio per il no­stro vi­va­io. Se quin­di la Fe­de­ra­zio­ne non tro­va il co­rag­gio di im­por­re che nel cam­pio­na­to ita­lia­no, in ogni par­ti­ta, non pos­so­no scen­de­re in cam­po, più di due o tre gio­ca­to­ri stra­nie­ri, sa­re­mo Trop­pi stra­nie­ri Il fat­to che l’Ita­lia non par­te­ci­pi ai Mon­dia­li di cal­cio in Rus­sia, e che le sue vit­to­rie so­no so­lo un ri­cor­do di al­tri tem­pi, non mi stu­pi­sce, e il mo­ti­vo è mol­to sem­pli­ce! Nel­le squa­dre ita­lia­ne i gio­ca­to­ri che con­ta­no, e fan­no goal, so­no qua­si tut­ti stra­nie­ri su­per­pa­ga­ti, e quan­do ci so­no gli stra­nie­ri che fan­no il la­vo­ro dei gio­ca­to­ri italiani di­ven­ta dif­fi­ci­le met­te­re in­sie­me una Na­zio­na­le in gra­do di vin­ce­re! Si pos­so­no so­sti­tui­re gli al­le­na­to­ri, ma il ri­sul­ta­to non cam­bia! E que­sta ve­ri­tà è fa­ci­le da ca­pi­re e da ve­de­re, fi­no a di­ven­ta­re una ve­ra apo­ca­lis­se azzurra dif­fi­ci­le da sa­na­re! Do­me­ni­co Ma­ri­no e.mail

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