E nei son­dag­gi Cin­que Stel­le sem­pre più giù

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M5S ca­la nei son­dag­gi e scen­de per la pri­ma vol­ta sot­to la per­cen­tua­le rag­giun­ta al­le ele­zio­ni del 4 mar­zo. Sal­go­no, in­ve­ce, la Le­ga e il cen­tro­de­stra, con la coa­li­zio­ne che toc­ca il 39%. È quan­to emer­ge dal­la Su­per­me­dia set­ti­ma­na­le ela­bo­ra­ta da YouT­rend per Agi. In det­ta­glio, il da­to del­le li­ste di­ce che M5s re­sta il pri­mo par­ti­to, ma in lie­ve ca­lo (-0,3%) ri­spet­to al­la set­ti­ma­na scor­sa e so­prat­tut­to, per la pri­ma vol­ta, ri­spet­to al­le ele­zio­ni po­li­ti­che del 4 mar­zo. Il ca­lo è par­ti­co­lar­men­te evi­den­te se si con­si­de­ra­no al­cu­ni isti­tu­ti sin­go­lar­men­te: ad esem­pio, se­con­do Ixè, M5s è sce­so dal 34% al 31,5% in un me­se; per EMG, il Mo­vi­men­to ha per­so ad­di­rit­tu­ra qua­si 4 pun­ti in 2 set­ti­ma­ne (dal 34,5% al 30,8%). è le­ga­ta ai cen­tri di cul­to, al­la trac­cia­bi­li­tà dei fi­nan­zia­men­ti per la lo­ro co­stru­zio­ne. Nel­la boz­za è poi scom­par­sa la pre­vi­sio­ne sul­lo svol­gi­men­to del­le pre­di­che in ita­lia­no. Per gli asi­li ni­do, è in dub­bio l’in­clu­sio­ne nel­le age­vo­la­zio­ni del­le fa­mi- glie di stra­nie­ri re­si­den­ti da al­me­no 5 an­ni in Ita­lia.

Men­tre tut­to cam­bia e mu­ta, l’uni­ca co­sa che an­co­ra non si ve­de so­no le co­per­tu­re. Nel do­cu­men­to ci si li­mi­ta ad in­di­ca­re un «ap­pro­pria­to ri­cor­so al de­fi­cit», una «ge­stio­ne del de­bi- to» e ta­gli agli spre­chi. L’uni­ca vo­ce che po­te­va por­ta­re qual­che sol­do in cas­sa, in­ve­ce, è sta­ta ri­di­men­sio­na­ta. Per evi­ta­re «finalità con­do­ni­sti­ca» si pre­ve­de che la pa­ce fi­sca­le ver­rà so­sti­tui­ta con una pro­po­sta ri­vol­ta esclu­si­va­men­te ai sog­get­ti in com­pro­va­ta ed ec­ce­zio­na­le dif­fi­col­tà eco­no­mi­ca.

Un po’ po­co per fi­nan­zia­re un pia­no di in­ter­ven­ti che che, a det­ta di tut­ti gli esper­ti che in que­sti gior­ni si so­no eser­ci­ta­ti nel cal­co­lo, non po­trà co­sta­re me­no di 100 mi­liar­di di eu­ro. Al­la stes­sa con­clu­sio­ne è giun­to ieri Re­na­to Brunetta.

«Da una pri­ma ri­co­gni­zio­ne», ha spie­ga­to l’eco­no­mi­sta di For­za Ita­lia, «sco­pria­mo che il pro­gram­ma dei so­gni ver­reb­be a co­sta­re ol­tre 100 mi­liar­di di eu­ro, una ci­fra pa­ri a 6,5/7 pun­ti di Pil». Nel det­ta­glio, ser­vi­reb­be­ro 52 mi­liar­di per l’Ir­pef; 16 mi­liar­di di ad­di­zio­na­li re­gio­na­li e co­mu­na­li per at­tua­re la tas­sa­zio­ne a dop­pia ali­quo­ta del 15-20%; 13 mi­liar­di per ab­bas­sa­re l’ali­quo­ta Ires dal 24% al 15%; 5 mi­liar­di per fi­nan­zia­re la modifica del­la ri­for­ma For­ne­ro; 17 mi­liar­di per fi­nan­zia­re il red­di­to di cit­ta­di­nan­za, «ol­tre al­le al­tre ge­ne­ri­che pro­mes­se di mag­gio­ri fon­di non quan­ti­fi­ca­te in nu­me­ro­se vo­ci del con­trat­to, co­me, ad esem­pio, quel­li per le for­ze dell’or­di­ne». Op­pu­re i 6 mi­liar­di che sa­reb­be­ro ne­ces­sa­ri per di­mi­nui­re le ac­ci­se sul­la ben­zi­na. Al con­to fi­na­le, ov­via­men­te, bisogna poi ag­giun­ge­re il sa­las­so già sul ta­vo­lo, che scat­te­rà an­che sen­za muo­ve­re un di­to: 5 mi­liar­di di ma­no­vra cor­ret­ti­va sul 2018, 12,5 mi­liar­di di ste­ri­liz­za­zio­ne del­le clau­so­le Iva, al­tri 10 mi­liar­di di cor­re­zio­ne sul 2019 e 5 mi­liar­di tra spe­se in­dif­fe­ri­bi­li e rinnovi con­trat­tua­li degli sta­ta­li. Vi­sta l’ab­bon­dan­za di ri­sor­se, Di Ma­io ha det­to che la pri­ma co­sa da fa­re è pa­ga­re i de­bi­ti del­la Pa al­le im­pre­se: al­tri 30 mi­liar­di.

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