EUROSCHIAFFO Ma­cron ac­cen­de la mic­cia «Le­ga e M5S pa­ra­dos­sa­li»

Dal­la Ue al Wall Street Jour­nal: fuo­co ver­so l’Ita­lia. Lo spread tie­ne co­sì co­me la Bor­sa. Una fra­se del Car­roc­cio fa per­de­re il 9% a Mps

Libero - - Primo Piano - UGO BER­TO­NE ITA­LIA-SPA­GNA LA SPE­CU­LA­ZIO­NE RIPRODUZIONE RISERVATA

Tie­ne la di­ga di Piaz­za Affari. E pu­re i Btp, pur con qual­che cre­pa, non pre­ci­pi­ta­no all’in­giù. An­zi, qual­che ge­sto­re co­rag­gio­so (o te­me­ra­rio) co­me Paul Brain di Bank of New York Mel­lon non esclu­de che i ti­to­li ita­lia­ni pos­sa­no ri­ve­lar­si l’af­fa­re dell’an­no. Le buo­ne no­ti­zie, si fa per di­re, fi­ni­sco­no qui. Ma non le sor­pre­se. A pro­po­si­to del Mon­te Pa­schi, la ban­ca con­trol­la­ta dal Te­so­ro do­po una ro­bu­sta inie­zio­ne di ca­pi­ta­li, nel pro­gram­ma del go­ver­no M5s - Le­ga, per esem­pio si leg­ge: «Lo Stato azio­ni­sta de­ve prov­ve­de­re al­la ri­fo­ca­liz­za­zio­ne del­la mis­sion e degli obiet­ti­vi dell’isti­tu­to di cre­di­to in un’ot­ti­ca di ser­vi­zio». A de­co­di­fi­ca­re il messaggio ci ha pen­sa­to lo stes­so Clau­dio Bor­ghi, il re­spon­sa­bi­le eco­no­mi­co del­la Le­ga: «L’obiet­ti­vo è ab­ban­do­na­re l’idea di far­ci i pro­fit­ti ven­den­do­la a chis­sac­chì», ma man­te­ner­la «co­me patrimonio del Pae­se». La ri­spo­sta del mer­ca­to non si è fat­ta at­ten­de­re: -8,86% per l’isti­tu­to di Sie­na, chiu­su­ra in ri­bas­so per l’in­te­ro com­par­to ban­ca­rio. «Ho il do­ve­re di ri­cor­da­re - ha det­to il mi­ni­stro uscen­te Pier Car­lo Pa­doan - che la fi­du­cia si co­strui­sce po­co per vol­ta, pro­gres­si­va­men­te, ma ba­sta po­co per di­strug­ger­la, ti­ran­do­si die­tro i ri­spar­mi degli ita­lia­ni che a pa­ro­le si vor­reb­be­ro tu­te­la­re».

In­som­ma, die­tro l’ap­pa­ren­te cal­ma dei nu­me­ri, la si­tua­zio­ne re­sta as­sai com­pli­ca­ta. Per più ra­gio­ni.

1) Il rim­bal­zi­no di Piaz­za Affari (+0,29% in chiu­su­ra) non so­lo non com­pen­sa le per­di­te del­la vi­gi­lia all’ap­pa­ri­re dal­la pri­ma boz­za sul pro­gram­ma ma è an­che mol­to più mo­de­sto del rial­zo di Fran­co­for­te o Pa­ri­gi (po­co me­no dell’1%). A so­ste­ne­re i mer­ca­ti, poi, è stato l’au­men­to dei prezzi del pe­tro­lio, ol­tre quo­ta 80 dol­la­ri, che ha ali­men­ta­to il rial­zo di Eni, Sai­pem e Te­na­ris.

2) La ve­ra par­ti­ta, al so­li­to, si gio­ca sui ti­to­li di Stato, ieri al cen­tro di vio­len­te oscil­la­zio­ni. La for­bi­ce con i Bund si è al­lar­ga­ta fi­no a 159 pun­ti (cioè un Btp pa­ga l’1,59% in più di un'emis­sio­ne di Ber­li­no) per poi strin­ge­re a 151 pun­ti a fi­ne gior­na­ta.

3) Il da­to più im­pres­sio­nan­te ri­guar­da il con­fron­to con la Spa­gna. Lo spread con il Bo­no spa­gno­lo si è al­lar­ga­to a 71 pun­ti ba­se, mas­si­mo da giu­gno 2017. Per qual­che mo­men­to ha su­pe­ra­to i 75 pun­ti ba­se, mas­si­mo dal 2012.

4) Il ren­di­men­to del de­cen­na­le ita­lia­no si è as­se­sta­to al 2,12% al mas­si­mo dall’ot­to­bre 2012, un li­vel­lo che co­min­cia ad in­go­lo­si­re la spe­cu­la­zio­ne in­ter­na­zio­na­le. «I ren­di­men­ti ita­lia­ni a bre­ve ter­mi­ne po­treb­be­ro an­co­ra au­men­ta­re, ma que­sto po­treb­be rap­pre­sen­ta­re un’op­por­tu­ni­tà d’ac­qui­sto», com­men­ta Paul Brain, di­ret­to­re del­la ge­stio­ne ob­bli­ga­zio­na­ria al­la New­ton IM (grup­po BNY Mel­lon IM). A fre­na­re l’im­pen­na­ta dei tas­si, se­con­do lui, prov­ve­de­rà la Bce che con­ti­nue­rà ad ac­qui­sta­re ob­bli­ga­zio­ni fi­no a di­cem­bre e man­ter­rà i tas­si ne­ga­ti­vi per al­me­no me­tà del 2019. In­som­ma, l’in­vi­to è di scom­met­te­re sull’Ita­lia co­sì co­me è av­ve­nu­to nel 2012, ai tem­pi del pri­mo Btp Ita­lia. E co­me è suc­ces­so ieri, quan­do il Te­so­ro ha au­men­ta­to la ce­do­la (da 0,40 a 0,55% per in­vo­glia­re gli acquisti dei grandi ope­ra­to­ri). Al di là del­le tem­pe­ste po­li­ti­che, del re­sto, l’I- ta­lia può an­co­ra con­ta­re sul­la for­za del ri­spar­mio: i pri­va­ti han­no com­pra­to in que­sti gior­ni più di 4 mi­liar­di di ti­to­li ad ot­to an­ni of­fer­ti dal Te­so­ro. Una gran­de pro­va di fi­du­cia

5) Ma la gran­de stam­pa in­ter­na­zio­na­le guar­da con pre­oc­cu­pa­zio­ne cre­scen­te al Bel Pae­se. «L’Ita­lia ha avu­to 73 go­ver­ni in 60 an­ni - iro­niz­za il Wall Street Jour­nal - E que­sto non du­re­rà pro­ba­bil­men­te di più dei pre­ce­den­ti. Ma la Bor­sa ha avu­to ot­ti­me ra­gio­ni per scen­de­re, una vol­ta let­ti i propositi del­la mag­gio­ran­za». Le Mon­de parla di «sfi­da mor­ta­le» per l’Eu­ro­pa, il Fi­nan­cial Ti­mes ha evo­ca­to l’im­ma­gi­ne dei bar­ba­ri. La ve­ra sfi­da, in­som­ma, de­ve an­co­ra co­min­cia­re.

6) E an­che i sin­go­li Sta­ti non ci van­no pia­no. Da una par­te Ma­cron che ha par­la­to di «for­ze ete­ro­ge­nee e pa­ra­dos­sa­li che po­treb­be­ro al­lear­si su un pro­get­to che non ve­do» e dall’al­tra la Rus­sia che (per boc­ca di una fon­te vicina al Crem­li­no) de­fi­ni­sce un «buon se­gno» il fat­to che il nuo­vo go­ver­no si stia spen­den­do per l’eli­mi­na­zio­ne del­le san­zio­ni, ma al tem­po stes­so è con­sa­pe­vo­le che «non è pos­si­bi­le per nes­su­no stato dell’Ue de­ci­de­re in mo­do uni­la­te­ra­le la fi­ne del­le stes­se».

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