Pa­ki­sta­na in­cin­ta di ita­lia­no por­ta­ta in pa­tria ad abor­ti­re

Libero - - Primo Piano -

Han­no det­to no a quell’amo­re oc­ci­den­ta­le nato tra i ban­chi di una scuo­la di Ve­ro­na e l’han­no co­stret­ta a ri­nun­cia­re al suo bam­bi­no. E con una una scu­sa, quel­la del ma­tri­mo­nio del fra­tel­lo nel suo pae­se, il Pa­ki­stan, l’an­no por­ta­ta via da Ve­ro­na. E lì Farah, stu­den­tes­sa di 19 an­ni si è tro­va­ta se­gre­ga­ta dai fa­mi­glia­ri, che l’avreb­be­ro co­stret­ta ad abor­ti­re il bim­bo che ave­va con­ce­pi­to con un com­pa­gno di scuo­la, nel­la cit­tà ve­ne­ta. Dal Pa­ki­stan poi la di­spe­ra­ta ri­chie­sta di aiu­to del­la gio­va­ne: mes­sag­gi via Wha­tsApp al­le com­pa­gne di clas­se, poi il si­len­zio e le in­da­gi­ni del­la po­li­zia. La vi­cen­da, che ha sca­te­na­to sde­gno, fa tor­na­re al­la men­te la fi­ne di Sa­na Chee­ma, uc­ci­sa in Pa­ki­stan dal pa­dre e dal fra­tel­lo per aver ri­fiu­ta­to le noz­ze com­bi­na­te.

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