Tut­ti i big uti­liz­za­no lo smart wor­king con ri­sul­ta­ti in net­to mi­glio­ra­men­to

Libero - - Economia - GIU­LIA CAZZANIGA RIPRODUZIONE RISERVATA

Da una par­te i pio­nie­ri, che sul­lo smart wor­king spin­go­no sen­za ri­ser­ve. Dall’al­tra le azien­de che di una mo­da­li­tà di la­vo­ro all’avan­guar­dia sem­bra­no a pa­ro­le far­ne una ban­die­ra, ma fan­no con­fu­sio­ne con il te­le­la­vo­ro, ne par­la­no in ter­mi­ni di wel­fa­re azien­da­le e an­co­ra stan­no spe­ri­men­tan­do sen­za cer­tez­ze, li­mi­tan­do a po­chi gior­ni al me­se e a pic­co­le per­cen­tua­li di di­pen­den­ti la pos­si­bi­li­tà di la­vo­ra­re lon­ta­ni dal­la po­sta­zio­ne. Il la­vo­ro agi­le fa notizia sul­le grandi azien­de, le pic­co­le sem­bra­no per ora re­sta­re al­la fi­ne­stra.

Chi ci cre­de, pe­rò, in­ve­ste sul se­rio. E, car­te al­la ma­no, di­mo­stra ri­sul­ta­ti po­si­ti­vi del cam­bia­men­to di or­ga­niz­za­zio­ne. Prendi Vo­da­fo­ne Ita­lia, ad esem­pio. È tra i pio­nie­ri del­lo smart wor­king ita­lia­no. Lo ha in­tro­dot­to dal 2014 e van­ta il mag­gior nu­me­ro di di­pen­den­ti coin­vol­ti nel Bel­pae­se: og­gi so­no 3.500 su 7mi­la in to­ta­le. Dà la pos­si­bi­li­tà di non tim­bra­re per un gior­no a set­ti­ma­na. Le mi­su­ra­zio­ni azien­da­li di­mo­stra­no che i di­pen­den­ti ri­spar­mia­no tem­po e sol­di per gli spo­sta­men­ti ca­sa-uf­fi­cio, rie­sco­no a con­ci­lia­re me­glio vi­ta privata e la­vo­ra­ti­va e, so­prat­tut­to, pro­du­co­no di più per­ché più con­cen­tra­ti. C’è poi la ri­du­zio­ne dell’im­pat­to am­bien­ta­le. Dal 2015, in­fat­ti, l’azien­da ha ri­spar­mia­to 2,1 mi­lio­ni di KWh di spe­se ener­ge­ti­che.«È im­por­tan­te che ci sia un cam­bia­men­to cul­tu­ra­le for­te al­la ba­se, fo­ca­liz­za­to su fles­si­bi­li­tà, fi­du­cia e tra­spa­ren­za, va­lo­riz­zan­do i ri­sul­ta­ti e non la pre­sen­za fi­si­ca», di­ce Fe­li­ce Va­len­te, re­spon­sa­bi­le Re­sour­cing, lear­ning e de­ve­lo­p­ment in Vo­da­fo­ne Ita­lia: «I da­ti di uti­liz­zo so­no in­co­rag­gian­ti. Da set­tem­bre 2015 ad og­gi, 3.110 per­so­ne han­no fat­to smart wor­king al­me­no una vol­ta. La me­dia di uti­liz­zo è di 2 vol­te al me­se». Re­cen­te­men­te è stato rad­dop­pia­to il la- vo­ro agi­le per mam­me e papà al ri­tor­no dal con­ge­do pa­ren­ta­le. «È in­te­res­san­te no­ta­re», con­ti­nua Va­len­te, «che non c’è una for­te dif­fe­ren­za tra uo­mi­ni (l’81%) e don­ne (l’88%), e an­che la di­stri­bu­zio­ne tra le ge­ne­ra­zio­ni è omo­ge­nea con un tas­so di ado­zio­ne dell’81% nel­la fa­scia 25-35 an­ni, dell’86% nel­la fa­scia 36-50 an­ni e del 79% tra gli over 50».

Ha ini­zia­to pre­sto an­che Axa: nel 2016 ha coin­vol­to 110 per­so­ne, cir­ca un an­no e mez­zo do­po ha este­so la pos­si­bi­li­tà di la­vo­ra­re con smart wor­king al 95% del­la po­po­la­zio­ne azien­da­le. Spie­ga­no a Li­be­ro dal­la com­pa­gnia di as­si­cu­ra­zio­ni che il tas­so di ade­sio­ne è al 65% e cre­sce nel tem­po, più al­to tra i fun­zio­na­ri (81%) che tra gli im­pie­ga­ti (56%). An­che all’Axa si è pas­sa­ti da un ac­cor­do con i sin­da­ca­ti e si è in­ve­sti­to in tec­no­lo­gie per do­ta­re tut­ti i col­la­bo­ra­to­ri di stru­men­ti ade­gua­ti al la­vo­ro in mo­bi­li­tà. Non so­lo: è stato de­fi­ni­to un pia­no per in­vo­glia­re ma­na­ger e di­pen­den­ti, so­no sta­ti pro­mos­si mo­del­li di com­por­ta­men­to e di lea­der­ship orien­ta­ti ai prin­ci­pi del­lo smart wor­king e per­si­no ri­pro­get­ta­ti gli spa­zi azien­da­li. «La po­li­cy Axa Ita­lia la­scia il con­trol­lo del mo­del­lo al ma­na­ger, che ge­sti­sce l’ac­ces­so e il funzionamento del­lo smart wor­king nel suo team». Fun­zio­na, di­co­no, «an­che per­ché le per­so­ne com­pren­do­no e ap­prez­za­no il va­lo­re». Co­sì, il 76% dei di­pen­den­ti as­si­cu­ra che è au­men­ta­ta la pro­dut­ti­vi­tà, il 68% pu­re la mo­ti­va­zio­ne, l’89% la con­ci­lia­zio­ne vi­ta­la­vo­ro. E per il ceo Pa­trick Co­hen, a be­ne­fi­ciar­ne è an­che l’azien­da in ter­mi­ni di at­trat­ti­vi­tà: «Vo­glia­mo di­stin­guer­ci e fa­re di Axa Ita­lia un po­sto di la­vo­ro dav­ve­ro bel­lo per chi è ani­ma­to dal­la vo­glia di rein­ven­ta­re il set­to­re as­si­cu­ra­ti­vo. Sia­mo con­vin­ti che ave­re col­la­bo­ra­to­ri mo­ti­va­ti sia la chia­ve per ave­re clien­ti più sod­di­sfat­ti». Fe­li­ce Va­len­te (Vo­da­fo­ne) e Pa­trick Co­hen, ceo di Al­lianz Ita­lia [us] smart wor­king

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