A ca­sa no­stra co­man­da­no gli al­tri

Libero - - Le Lettere -

Egre­gio dottor Mai­nie­ro, pen­sa­vo che in de­mo­cra­zia la mag­gio­ran­za po­tes­se di­re la sua, ma mi sba­glia­vo. L’Ita­lia de­ve ri­spet­ta­re gli im­pe­gni eu­ro­pei in­di­pen­den­te­men­te da qua­le go­ver­no sa­rà con­cre­ta­men­te in esercizio. Co­me di­re: voi po­po­lo ita­lia­no ave­te due di­rit­ti, uno è quel­lo di ascol­ta­re e l’al­tro quel­lo di sta­re zit­ti. Do­ve­te fa­re quel­lo che di­ce l’Eu­ro­pa, quel­lo che pen­sa­te sia giu­sto per voi so­no so­lo qui­squi­lie. Mi chie­do a co­sa ser­va an­da­re a vo­ta­re. Io avrei un’idea, la but­to lì: l’Eu­ro­pa po­treb­be far­ci re­ca­pi­ta­re le no­stre sche­de elet­to­ra­li già vo­ta­te, la­scian­do a noi so­lo l’in­com­ben­za di scru­ti­nar­le, co­sì tut­to sa­reb­be si­ste­ma­to. In que­sto mo­do si po­treb­be ri­sol­ve­re an­che il pro­ble­ma dell’as­sen­tei­smo al­le ur­ne. Car­lo Ce­len­ta­no Sa­ler­no

Be’, ca­ro Ce­len­ta­no, se non è co­sì, po­co ci man­ca. Rias­su­mo: in Ita­lia sia­mo li­be­ris­si­mi di fa­re ciò che l’Eu­ro­pa vuo­le e ciò che l’Eu­ro­pa ri­tie­ne più op­por­tu­no per se stes­sa, e non da og­gi. Pos­sia­mo fa­re la leg­ge di Sta­bi­li­tà, ma, se all’Eu­ro­pa non pia­ce, la leg­ge va mo­di­fi­ca­ta. Pos­sia­mo non au­men­ta­re l’Iva, se lo ri­te­nia­mo op­por­tu­no. In cam­bio, dob­bia­mo ver­sa­re l’obo­lo (e che obo­lo) all’Unio­ne Eu­ro­pea per man­te­ne­re quei pa­ra­me­tri che sem­pre l’Ue, e non noi, vuo­le che si man­ten­ga­no. Pos­sia­mo per­si­no vo­ta­re ed eleg­ge­re i nostri rap­pre­sen­tan­ti, ma se dal­le ur­ne esce un ri­sul­ta­to non in li­nea con le aspet­ta­ti­ve del­la Mer­kel o di Ma­cron (che nep­pu­re so­no l’Eu­ro­pa ma la Ger­ma­nia e la Fran­cia), apri­ti cie­lo. E sa che le di­co? La col­pa non è dell’Eu­ro­pa. Pur­trop­po, è no­stra. Per me­glio di­re: di tut­ti quei go­ver­nan­ti che, per an­ni, han­no fat­to fin­ta di fa­re una po­li­ti­ca ita­lia­na e, di fat­to, han­no so­lo esau­di­to i de­si­de­ri eu­ro­pei. Sa co­me si di­ce, no? Chi si fa pe­co­ra, il lu­po se lo man­gia. An­che se, co­me l’Eu­ro­pa, sta fa­cen­do in­di­ge­stio­ne. P.S. Sche­de pre-vo­ta­te per le no­stre ele­zio­ni? A que­sto pun­to sa­reb­be più sem­pli­ce non vo­ta­re pro­prio. Vo­ta­no te­de­schi e fran­ce­si, e noi ac­cet­tia­mo il lo­ro go­ver­no. Non è giu­sto, ov­via­men­te, ma al­me­no è coe­ren­te con lo stato dei fat­ti.

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