Dal­la pe­ste al­la pol­mo­ni­te

Libero - - Le Lettere -

Per la Po­sta prio­ri­ta­ria di Fau­sto Carioti - Con­ti­nuo te­star­da­men­te a non ca­pi­re per­ché, a pre­scin­de­re, tut­to l'uni­ver­so gior­na­li­sti­co con­ti­nui a de­mo­niz­za­re e ma­le­di­re l'even­tua­le go­ver­no gial­lo-verde. Non lo com­pren­do per­ché in so­stan­za Le­ga e M5S so­no rap­pre­sen­tan­ti dell'Ita­lia in­te­ra che si è espres­sa al­le ele­zio­ni: il Nord per la Le­ga e il Sud per i gril­li­ni. Non è for­se me­glio di un go­ver­no Pd-M5S a cui aspi­ra­va il ca­po del­lo Stato, che avreb­be ta­glia­to fuo­ri il Nord e il pro­ble­ma set­ten­trio­na­le?

Am­bro­gio Pez­zo­ni - via mail Ca­ro si­gnor Pez­zo­ni, igno­ro le mo­ti­va­zio­ni degli al­tri, ma le spie­go vo­len­tie­ri le mie, con la sin­ce­ra spe­ran­za di es­se­re smen­ti­to dai fat­ti. Glie­lo fac­cio da elet­to­re del cen­tro­de­stra che ve­de in Mat­teo Sal­vi­ni un pos­si­bi­le lea­der del fu­tu­ro e te­me che esca a pez­zi dell'ab­brac­cio mor­ta­le con Lui­gi Di Ma­io. La pre­sen­za del­la Le­ga in rap­por­to su­bor­di­na­to ri­spet­to ai Cin­que Stel­le (lo di­co­no i nu­me­ri, il rap­por­to tra i par­la­men­ta­ri è di 182 a 331) si ri­flet­te­rà ine­vi­ta­bil­men­te sul­la com­po­si­zio­ne del go­ver­no, a par­ti­re dal pre­mier, e sul­la li­nea po­li­ti­ca: ve­di, ad esem­pio, al­le vo­ci red­di­to di cit­ta­di­nan­za e po­li­ti­che as­si­sten­zia­li­sti­che per il la­vo­ro. Il di­scor­so sa­reb­be stato mol­to di­ver­so, an­che per Sal­vi­ni, se nell'ac­cor­do fos­se en­tra­to l'in­te­ro cen­tro­de­stra: ac­cet­ta­re il dik­tat dei gril­li­ni, che han­no pre­te­so di esclu­de­re For­za Ita­lia, è stato un enor­me errore. Ag­giun­go di non ave­re al­cu­na fi­du­cia nell'in­te­ra clas­se di­ri­gen­te del mo­vi­men­to: da Di Ma­io al suo ami­co Vin­cen­zo Spa­da­fo­ra ad Al­fon­so Bo­na­fe­de e tut­ti gli al­tri, non ne ve­do uno con le com­pe­ten­ze ade­gua­te a ge­sti­re un ne­go­zio di or­to­frut­ta, fi­gu­ria­mo­ci gui­da­re il Te­so­ro o la di­plo­ma­zia ita­lia­na o ri­for­ma­re il si­ste­ma sco­la­sti­co. Che ci fa gen­te di va­lo­re co­me Gian­car­lo Gior­get­ti as­sie­me a per­so­nag­gi si­mi­li? Con­cor­do con lei su una co­sa: l'in­te­sa tra Mo­vi­men­to 5 Stel­le e Par­ti­to de­mo­cra­ti­co avreb­be pro­dot­to frut­ti peg­gio­ri, se non al­tro dal pun­to di vi­sta del­le po­li­ti­che sull'im­mi­gra­zio­ne. E se quel go­ver­no fos­se nato non cre­do che ora sta­rem­mo qui a par­lar­ne be­ne. Ma ciò non cam­bia di una vir­go­la il mio giu­di­zio sull'ese­cu­ti­vo a ege­mo­nia pen­ta­stel­la­ta che po­treb­be piom­bar­ci ad­dos­so nei pros­si­mi gior­ni: il fat­to che la pe­ste sia peg­gio del­la pol­mo­ni­te non mi ren­de gra­di­ta la se­con­da. Il ri­schio che da que­sta sto­ria esca­no a pez­zi il Pae­se e Sal­vi­ni, e con lui il cen­tro­de­stra, è al­tis­si­mo. Va­le la pe­na di cor­rer­lo? Buona gior­na­ta.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.