Dai fi­schi all’esaltazione Fo­gni­ni eroe di Ro­ma ora sfi­da Na­dal nei quar­ti

Libero - - Spettacoli - DA­NIE­LE DELL’OR­CO RIPRODUZIONE RISERVATA

Vi­sto che gli ap­pas­sio­na­ti di ten­nis ita­lia­no non so­no abi­tua­ti a vi­ve­re grandi im­pre­se, quan­to­me­no tra i ma­schiet­ti, ne­gli ul­ti­mi an­ni un po’ tut­ti si so­no ag­grap­pa­ti al ge­nio di Fa­bio Fo­gni­ni per go­der­si qual­che pic­co­la gioia. La sre­go­la­tez­za, a mag­gior ra­gio­ne, non gli vie­ne qua­si mai per­do­na­ta. Spe­cie dal pub­bli­co di Ro­ma. Pre­sen­tar­si agli ot­ta­vi degli In­ter­na­zio­na­li d’Ita­lia do­po il suc­ces­so di mer­co­le­dì sul top 10 Thiem, e per di più da fa­vo­ri­to con­tro il te­de­sco Pe­ter Gojowczyk (che co­me da tra­di­zio­ne teu­to­ni­ca si con­fer­ma di bur­ro quan­do ve­de gli ita­lia­ni, che l’ave­va­no già bat­tu­to per 7 vol­te), avreb­be po­tu­to crea­re più di qual­che pa­te­ma nel­la te­sta dell’az­zur­ro, che nel­le die­ci pre­ce­den­ti par­te­ci­pa­zio­ni al Ma­sters 1000 ca­pi­to­li­no (nel 2014 era usci­to tra i fi­schi) non era mai an­da­to ol­tre il ter­zo tur­no. E in­ve­ce il brac­cio, sta­vol­ta, non tre­ma.

Do­po un av­vio a marce bas­se che lo ve­de an­da­re in­die­tro di un break fi­no al 4-2, Fo­gni­ni pren­de le mi­su­re a Gojowczyk, che fa la sua par­ti­ta, po­co ap­pa­ri­scen­te ma tut­ta con col­pi piat­ti, fre­quen­ti variazioni di la­to e un ser­vi­zio esplo­si­vo. Dal­la me­tà del pri­mo set, pe­rò, il ro­ve­scio di Fo­gni­ni ini­zia a far­gli ma­le, e il te­de­sco per­de quat­tro gio­chi in fi­la con­se­gnan­do a Fa­bio la fra­zio­ne: 6-4. Nel­la se­con­da par­ti­ta il co­pio­ne si ri­pe­te, ma sta­vol­ta Fo­gni­ni sal­va pri­ma tre pal­le break e poi fir­ma il suo, di break, nel de­ci­mo gio­co, gra­zie a due spa­ven­to­si trac­cian­ti con­se­cu­ti­vi. Il pas­san­te di drit­to con cui ar­ri­va al mat­ch­point, poi, è l’ul­ti­mo in­chi­no a un pub­bli­co che or­mai lo ama. Fo­gni­ni chiu­de 6-4 an­che il se­con­do set, e por­ta a ca­sa la par­ti­ta. La qua­li­fi­ca­zio­ne per i quar­ti (mi­glior ri­sul­ta­to in car­rie­ra a Ro­ma) po­treb­be es­se­re qua­si un ap­pa­ga­men­to, vi­sti i pre­ce­den­ti. Ma og­gi ad at­ten­der­lo c’è Rafa Na­dal (il mat­ch ver­rà tra­smes­so in chia­ro in di­ret­ta an­che su TV8), e al­lo­ra di mo­ti­va­zio­ni par­ti­co­la­ri per ten­ta­re una nuo­va impresa ne ser­von po­che: «È tor­na­to a ca­sa scon­ten­to più di una vol­ta do­po i mat­ch con me...», di­ce sfron­ta­to per gal­va­niz­za­re la “sua” gen­te.

Se ne ser­vis­se­ro al­tre, co­mun­que, glie­le for­ni­reb­be di si­cu­ro il coa­ch Fran­co Da­vìn, ar­te­fi­ce del­la qua­dra­tu­ra di un ten­ni­sta or­mai tren­ten­ne ma con trop­pi scat­ti da ado­le­scen­te. Da­vìn è un gu­ru, se­ve­ro e si­len­zio­so, sa sem­pre co­me tro­va­re il mo­do di toc­ca­re le cor­de di Fa­bio con le vi­bra­zio­ni giu­ste. Che con­tro Na­dal più che toc­ca­te an­dran­no strim­pel­la­te con vee­men­za. Il ma­ior­chi­no è il mi­glior ten­ni­sta di sem­pre sul rosso, che do­po aver pre­so a pal­la­te al pri­mo tur­no Dzu­m­hur (6-1, 6-0) si sba­raz­za pu­re in sciol­tez­za di Sha­po­va­lov (6-4, 6-1), uno degli astri na­scen­ti del­la Next Gen. Fa­bio ha vin­to so­lo tre dei tre­di­ci pre­ce­den­ti, due dei qua­li sul rosso e l’ul­ti­mo in as­so­lu­to con la stre­pi­to­sa ri­mon­ta in cin­que set agli US Open 2015. Il Pie­tran­ge­li è già pron­to per un re­ma­ke da leg­gen­da. Fo­gni­ni or­mai lo sa. Fa­bio Fo­gni­ni [Lps]

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