LO­REN­ZO VIOT­TI

fo­to di Har­ry Carr te­sto di Mattia Car­za­ni­ga fa­shion edi­tor Ahn­na Lee

L'UOMO VOGUE - - IN COVER - by HAR­RY CARR text by MATTIA CAR­ZA­NI­GA fa­shion edi­tor AHN­NA LEE

Met­to pre­giu­di­zio:di­ret­to­re­ca­pel­li­ti­ra­no«Sui­sia­mi ce, gua­da­gnoad un so­cial­la ap­pe­na­su­bi­to hob­by, fre­schi t-shirt, d’or­che­stra».non «Non­da sul mi 27 di sor­ri­de.vi­ve­re­mi ta­vo­lo doc­ciaan­ni, chie­do­no­hai cre­do­no, pro­prio­su­lil Lo­ren­zoLoil e gio­va­ne­se­rio».mio mu­sco­li­sa com’è an­chel’aria pen­sa­no stu­pi­do Viot­ti,In­ve-fran- che che­del lui. co-sviz­ze­ro ac­com­pa­gna­to­del­la sa la Sca­la, sem­pli­fi­ca­zio­nel’or­che­stra­va di in cor­sa. tour– Que­st’esta­te– mi l’Ac­ca­de­mia­dei sia per­mes- pic­co­li,ha que­st’in­ver­no­di, mo­zio­ne,nel Tem­pio.la musica tor­ne­rà «L’Ita­lia clas­si­caa di­ri­ge­reè sem­preè nel i vo­stro­gran- un’epa­tri­mo­nio­gna, in un club, ge­ne­ti­co. elet­tro­ni­ca Ri­cor­do e in hip Sar­de-hop tut­ta la se­ra. Poi, al­le tre del mat­ti­no, par­te il “Nes­sun dor­ma” del­la Tu­ran­dot e tut­ti ini­zia­no a can­ta­re. Vie­ne dal cuo­re, ca­pi­sci?». Riec­co­ci. An­che la di­sco­te­ca a not­te fon­da, di­co io, non è il ti­pi­co sce­na­rio in cui piaz­ze­re­sti un di­ret­to­re d’or­che­stra. «Ho l’età che ho. Va­do ai fe­sti­val a Bar­cel­lo­na, mi pia­ce l’hip hop fran­ce­se vec­chia scuo­la, ti­po Mobb Deep. Mi aiu­ta pu­re in quel­lo che fac­cio. Ai mu­si­ci­sti clas­si­ci di­co sem­pre: se non riu­sci­te a sen­ti­re il funk o il groo­ve, non po­tre­te mai suo­na­re una sin­co­pe. In un con­cer­to di aj­ko­v­skij c’è un mo­vi­men­to che è solo piz­zi­ca­to. Non de­vi con­ta­re, lo de­vi sen­ti­re. Co­me nel jazz. So­no un ex per­cus­sio­ni­sta, il funk e il jazz mi han­no da­to quel rit­mo in­te­rio­re che ora met­to nel­la musica sin­fo­ni­ca. Cer­ti col­le­ghi non di­reb­be­ro mai: mi pia­ce Snoop Dogg». Mi do­man­do se un di­ret­to­re co­sì ha sem-

pre sce­na.ti Hai puòè vi­ta fun­zio­na­re­sem­pre­po­che «Coi fa­ci­le mu­si­ci­stio­re un coi­di o pri­mo­no. tem­po, ve­te­ra­ni­che Non ap­pun­ta­men­to.ti tro­vi­la pre­ten­do­del re­la­zio­ne­da­van- boc­ca- di pia­ce­re­non ami­no per il for­za,tuo la­vo­ro.è uma­no Coi che coe­ta­nei al­cu­ni è più fa­ci­le, si par­la la stes­sa lin­gua. Ma non pos­so di­ven­tar­ci ami­co, so­no sem­pre il ca­po: il con­fi­ne è in­va­li­ca­bi­le». Di­co una pa­ro­la: pau­ra. «Non ho mai avu­to l’an­sia da pal­co­sce­ni­co, sul po­dio mi sen­to a casa. La par­te stres­san­te so­no le pro­ve: l’or­che­stra è qui, e io vo­glio por­tar­la las­sù. È la sfi­da con me stes­so. Ma il mo­men­to dell’esi­bi­zio­ne è di­ver­ti­men­to. Gio­ia pu­ra». Par­la di sen­tir­si a casa, e si ca­pi­sce per­ché. Suo pa­dre Mar­cel­lo, an­che lui di­ret­to­re d’or­che­stra, è mor­to men­tre di­ri­ge­va, Lo­ren­zo era un ra­gaz­zi­no. «Non lo ri­cor­do in quei pan­ni. L’ere­di­tà che mi ha la­scia­to è un’al­tra: es­se­re au­ten­ti­co, sem­pre». Il de­sti­no di Lo­ren­zo e i suoi fra­tel­li era trac­cia­to. «Mi­le­na e Ales­san­dro suo­na­no il cor­no, Ma­ri­na è una can­tan­te d’ope­ra. Ho la­vo­ra­to con lei a di­cem­bre, era la pri­ma vol­ta. Fa­re musica in­sie­me è na­tu­ra­le». È nel san­gue. «La pri­ma vol­ta a tea­tro da bam­bi­no: “Si­mon Boc­ca­ne­gra” di Ver­di. Pao­lo, il cat­ti­vo, muo­re sul pal­co. Poi lo ve­do die­tro le quin­te, vi­vo. La tra­ge­dia del­la mor­te e del­la vi­ta fu­se in­sie­me: uno choc. Per di­ri­ge­re l’ope­ra de­vi ama­re que­sto cor­to­cir­cui­to tra real­tà e fin­zio­ne. L’an­no pros­si­mo fa­rò “La To­sca”, il so­gno di una vi­ta». La sua agenda è fit­tis­si­ma. «Quan­do fai un me­stie­re che ti ap­pas­sio­na co­sì tan­to, è dif­fi­ci­le tro­va­re il giu­sto equi­li­brio tra la­vo­ro e vi­ta pri­va­ta. Man­gi e dor­mi da solo qua­si sem­pre, e alla fine a que­sta so­li­tu­di­ne ti ci abi­tui, di­ven­ti egoi­sta, non rie­sci a ria­dat­tar­ti in un at­ti­mo al rit­mo de­gli al­tri». A sfo­glia­re il suo pro­fi­lo In­sta­gram, c’è an­co­ra spa­zio per una vi­ta da ven­ten­ne. «Non so­no co­sì so­cial, ho pau­ra di per­de­re il con­tat­to con le pic­co­le cose. Ma è straor­di­na­rio ave­re ac­ces­so a tut­to dal te­le­fo­no. Oggi pos­sia­mo mo­stra­re un con­cer­to in strea­ming, con­di­vi­de­re su Fa­ce­book una fo­to del­le pro­ve. Se ser­ve ad av­vi­ci­na­re le nuo­ve ge­ne­ra­zio­ni alla musica, al­lo­ra ci sto. In tan­ti pen­sa­no che stia (se­gue a pag. 184)

IN QUE­STA PA­GI­NA. COM­PLE­TO E CAMICIA, ERMENEGILDO ZEGNA. NEL­LA PA­GI­NA AC­CAN­TO. TO­TAL LOOK ERMENEGILDO ZEGNA COU­TU­RE. IN APER­TU­RA. A SI­NI­STRA. CAPPOTTO BOT­TE­GA VENETA, MA­GLIA FE­DE­RI­CO CURRADI. A DE­STRA. CAMICIA DI SE­TA, FE­DE­RI­CO CURRADI.

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