Ca­ri let­to­ri,

Master Meeting - - NEWS -

Il viag­gio re­sta un’espe­rien­za fon­da­men­ta­le, ir­ri­nun­cia­bi­le, per la co­no­scen­za di se stes­si e del mon­do, per la cre­sci­ta cul­tu­ra­le che in­du­ce. Il ter­ro­ri­smo in­san­gui­na l’Eu­ro­pa. Ma non si smet­te di vo­ler viaggiare, di vo­ler co­no­sce­re. Il con­su­ma­to­re, an­zi il viag­gia­to­re o me­glio, il tu­ri­sta, è sem­pre più al cento dell’at­ten­zio­ne. Tra po­chi me­si cam­bie­ran­no le regole in Eu­ro­pa e l’au­spi­cio for­te è che si sciol­ga­no per tempo tutti i no­di nell’in­te­res­se dei tu­ri­sti e de­gli ope­ra­to­ri. Sia­mo a un pas­sag­gio de­li­ca­to. Man­ca po­co al de­but­to del­le nuo­ve regole eu­ro­pee che re­ce­pi­sco­no l’evo­lu­zio­ne del mer­ca­to e cer­ca­no di da­re ri­spo­ste ai prin­ci­pa­li sog­get­ti. Ma de­ve es­se­re un pas­so avan­ti. An­zi un gran­de pas­so in avan­ti. Non pos­sia­mo far­ne due in­die­tro. Sa­reb­be dav­ve­ro un con­tro­sen­so. Oc­cor­re sta­re at­ten­ti a co­me si im­po­sta la vi­sio­ne del mer­ca­to. Con­cor­ren­za sì, con­fu­sio­ne no. Si vi­gi­li af­fin­ché tut­to il mer­ca­to be­ne­fi­ci, con le nuo­ve nor­me, di una rin­no­va­ta fa­se di fi­du­cia e di cre­sci­ta della do­man­da, con la sal­va­guar­dia dei di­rit­ti di tutti a ogni li­vel­lo. Non de­vo­no es­se­re tol­le­ra­te di­scri­mi­na­zio­ni, zo­ne opa­che e fur­bi­zie di ogni ge­ne­re. An­dreb­be­ro a dan­no del cli­ma di fi­du- cia che è sot­te­so al mer­ca­to stes­so. Cer­to non si può nep­pu­re as­si­ste­re in ma­nie­ra pas­si­va a si­tua­zio­ni con­fu­se spac­cia­te per ma­no­vre pro­gres­si­ste. Tu­te­le trasparenza so­no i car­di­ni di ogni ini­zia­ti­va di re­go­la­men­ta­zio­ne ed an­che di de­re­gu­la­tion. Il Go­ver­no e gli en­ti lo­ca­li si im­pe­gni­no dun­que a far sì che ita­lia­ni e stra­nie­ri pos­sa­no vi­ve­re sen­za pre­oc­cu­pa­zio­ni e con pie­na sal­va­guar­dia le espe­rien­ze di viag­gio. Co­sì co­me i sog­get­ti del mer­ca­to, ope­ra­to­ri ed an­che en­ti lo­ca­li, pos­sa­no svol­ge­re il lo­ro ruo­lo con ef­fi­cien­za e sod­di­sfa­zio­ne per sé e per l’in­te­ra so­cie­tà. Regole pre­ci­se e ben ge­sti­bi­li da tutti, dun­que, per far cre­sce­re il tu­ri­smo ita­lia­no. Regole chia­re sull’ospi­ta­li­tà e sui viag­gi, sul­la pro­gram­ma­zio­ne del ter­ri­to­rio e sul­la pro­mo­zio­ne. Un da­to colpisce. L’on­da lun­ga dell’Expo si con­so­li­da e non si pla­ca. Gli in­ve­sti­men­ti au­men­ta­no. Co­sì i flus­si. Non spre­chia­mo que­sta gran­de oc­ca­sio­ne per il Pae­se. Do­vrem­mo ri­far­ci al mo­del­lo Expo: in­tel­li­gen­za e con­cre­tez­za, obiet­ti­vi chia­ri e a portata di ma­no. Me­no vo­li pin­da­ri­ci, me­no ri­schi, e tan­ti più ri­sul­ta­ti con­di­vi­si il più pos­si­bi­le.

Ma­rio Mancini

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