La que­stio­ne della pri­va­cy

Master Meeting - - LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING -

Tutti noi con­tri­buia­mo al­la crea­zio­ne dei Big Data. Sia­mo pro­dut­to­ri e frui­to­ri di in­for­ma­zio­ni, mol­to spes­so da­ti per­so­na­li e ri­ser­va­ti. Se de­ci­dia­mo di im­met­te­re sui so­cial in­for­ma­zio­ni per­so­na­li, ad esem­pio at­ti­van­do la geo­lo­ca­liz­za­zio­ne, dob­bia­mo es­se­re co­scien­ti che le stia­mo con­di­vi­den­do con il mon­do. Più in­for­ma­zio­ni im­met­tia­mo nel­la rete più ce­dia­mo un pezzo della no­stra in­te­gri­tà. Le pri­me azien­de ad aver com­pre­so l’im­por­tan­za dell’ac­qui­si­zio­ne del­le in­for­ma­zio­ni del cy­ber­spa­zio so­no ri­con­du­ci­bi­li a im­por­tan­ti te­sta­te gior­na­li­sti­che (per l’ana­li­si di ten­den­ze po­li­ti­che o del sen­ti­ment e della fi­du­cia nei con­fron­ti di de­ter­mi­na­te no­ti­zie). Ma, ahi­mè, an­che la cri­mi­na­li­tà or­ga­niz­za­ta (per non par­la­re del ter­ro­ri­smo) sta sfrut­tan­do le op­por­tu­ni­tà dei Big Data. A que­sto si ag­giun­ge an­co­ra la vio­len­za in­tru­si­va dei mes­sag­gi spam­ming. Ciò che con­ta com­pren­de­re è che il cy­ber spa­zio rap­pre­sen­ta uno stru­men­to ec­ce­zio­na­le, che può es­se­re usa­to a fi­ni di­ver­si e per una mol­te­pli­ci­tà di sco­pi.

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