LA PRO­SPET­TI­VA DI PIE­RO (DEL­LA FRAN­CE­SCA)

Mate - - L’editoriale - Di MI­CHE­LE EM­MER

Due mo­stre sul gran­de ar­ti­sta quat­tro­cen­te­sco che fe­ce del­la ma­te­ma­ti­ca la scien­za del “buon di­pin­ge­re” e usò la geo­me­tria per da­re spes­so­re al­le fi­gu­re. Fo­cus su un genio: dal­la fa­ma all’oblio e ora di nuo­vo sul­la brec­cia

Il 1492 è un an­no im­por­tan­te per il fu­tu­ro dell’eu­ro­pa e del mon­do. È l’an­no in cui Cri­sto­fo­ro Colombo “sco­pre” l’ame­ri­ca, apren­do la stra­da ala con­qui­sta del Nuo­vo Con­ti­nen­te. È l’an­no in cui muo­re il gran­de pit­to­re e ma­te­ma­ti­co Pie­ro del­la Fran­ce­sca. Pie­ro è un pit­to­re che di­ven­ta fa­mo­so in vi­ta. E vie­ne poi di­men­ti­ca­to. Per es­se­re ri­sco­per­to nell’ot­to­cen­to e nel No­ve­cen­to, per poi tor­na­re di gran ri­bal­ta ne­gli ul­ti­mi tem­pi.

Ben due mo­stre l’han­no ce­le­bra­to que­st’an­no: quel­la sul­la sua in­fluen­za nei se­co­li suc­ces­si­vi, a For­lì, dal 13 feb­bra­io al 26 giu­gno, e l’al­tra su De Chi­ri­co a Ferrara, al­le­sti­ta pro­prio nel ca­po­luo­go emi­lia­no, dal 14 no­vem­bre 2015 al 28 feb­bra­io 2016. Da più par­ti, poi, si ri­sco­pre an­che la ba­se ma­te­ma­ti­co-geometrica del­la sua ar­te. Ha sen­so con­si­de­rar­lo an­che un ma­te­ma­ti­co? Non ci so­no dub­bi, per­ché scri­ve dei ve­ri te­sti di ma­te­ma­ti­ca, di gran­de in­te­res­se per l’epo­ca. Non era pos­si­bi­le di­stin­gue­re tra il ma­te­ma­ti­co e l’ar­ti­sta.

«Non è esa­ge­ra­to af­fer­ma­re che al­cu­ni tra gli ar­ti­sti del Quat­tro­cen­to fu­ro­no an­che i più dot­ti e com­piu­ti matematici teo­ri­ci», ha scrit-

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