OTHELLO

Mate - - Sala Gioch1 -

L’othello si gio­ca in due (Ne­ro con­tro Bian­co) su un ta­vo­lie­re 8x8 e con 64 pe­di­ne bian­che da un la­to e ne­re dall’al­tro.

Le pri­me trac­ce del gio­co, in epo­ca mo­der­na, ri­sal­go­no al­la fi­ne del XIX se­co­lo quan­do fu in­ven­ta­to in In­ghil­ter­ra, ma fu il giap­po­ne­se Go­ro Ha­se­ga­wa, nel 1971, a ri­sco­prir­lo e a bre­vet­tar­lo con il no­me Othello, dan­do ini­zio al­la sua dif­fu­sio­ne in tut­to il mon­do. Il no­me de­ri­va dall’omo­ni­ma tra­ge­dia di Sha­ke­spea­re, vi­sta la so­mi­glian­za tra il com­por­ta­men­to del­le pe­di­ne nel gio­co e dei per­so­nag­gi nel­la tra­ge­dia: in en­tram­bi i ca­si, con­ti­nui col­pi di sce­na fan­no oscil­la­re i per­so­nag­gi/le pe­di­ne tra Bian­co (Ia­go) e Ne­ro (Othello).

Le 4 pe­di­ne ini­zia­li so­no di­spo­ste co­me nel dia­gram­ma 1. Si muo­ve al­ter­na­ti­va­men­te (ini­zia il Ne­ro) piaz­zan­do una pe­di­na del pro­prio co­lo­re su una ca­sel­la vuo­ta in mo­do da in­trap­po­la­re una o più pe­di­ne avversarie (in oriz­zon­ta­le, ver­ti­ca­le o dia­go­na­le) tra la pe­di­na ap­pe­na gio­ca­ta e un’al­tra pro­pria pe­di­na, già pre­sen­te sull’othel­lie­ra. Tut­te

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