Cavaliere cro­cia­to

Medioevo Dossier - - Spade, Scudi E Corazze -

Il sol­da­to di cui pre­sen­tia­mo la ri­co­stru­zio­ne è un cavaliere cro­cia­to dell’Or­di­ne Ospi­ta­lie­re di San Gio­van­ni. Que­sto Or­di­ne mi­li­ta­re nac­que nel XII se­co­lo in Ter­ra Santa, e pren­de­va il suo no­me da un ospe­da­le per pel­le­gri­ni fon­da­to a Gerusalemme nel 1070. Por­ta un ca­sco del ti­po chia­ma­to cha­pel de fer (nel­la ter­mi­no­lo­gia ita­lia­na «cap­pel­lo d’ar­me»). Questi sol­da­ti po­te­va­no usa­re pe­rò an­che un al­tro ti­po di co­pri­ca­po: il co­sid­det­to «gran­de el­mo», dal­la for­ma ci­lin­dri­ca, in gra­do di as­si­cu­ra­re una pro­te­zio­ne to­ta­le del­la te­sta, e sot­to di es­so una cuf­fia im­bot­ti­ta con rin­for­zo di cri­ne di cavallo. Il cor­po è pro­tet­to da un usber­go, so­pra il qua­le il cavaliere in­dos­sa una so­prav­ve­ste. La zo­na del to­ra­ce ospi­ta il sim­bo­lo dell’or­di­ne a cui il cavaliere ap­par­tie­ne. Da no­ta­re le alet­te, sul­le spal­le: si trat­ta di pia­stre in me­tal­lo, che ve­ni­va­no ap­pli­ca­te sull’usber­go in po­si­zio­ne in­cli­na­ta, allo sco­po di far sci­vo­la­re i col­pi pro­ve­nien­ti dall’al­to per pro­teg­ge­re le cla­vi­co­le. Le ma­ni so­no ri­pa­ra­te dal­le muf­fo­le, il ca­rat­te­ri­sti­co guan­to con la so­la se­pa­ra­zio­ne del pol­li­ce, mentre, a pro­te­zio­ne de­gli ar­ti in­fe­rio­ri, si in­dos­sa­va­no gam­ba­li mu­ni­ti di gi­noc­chie­re. Lo scu­do è ti­pi­co del XIII-XIV se­co­lo, a for­ma trian­go­la­re e con i la­ti con­ves­si; po­te­va es­se­re por­ta­to an­che a tra­col­la, gra­zie a una cin­ghia. Le ar­mi del cavaliere so­no una spa­da e un pugnale, en­tram­bi ap­pe­si al suo dop­pio cin­tu­ro­ne. Inol­tre nel­la de­stra por­ta una «maz­za d’ar­me» dal­la te­sta in fer­ro. Una del­le ul­ti­me bat­ta­glie in cui fu­ro­no im­pie­ga­ti i sol­da­ti dell’Or­di­ne de­gli Ospi­ta­lie­ri fu quel­la di Ca­rou­blier, svol­ta­si il 28 ottobre 1266. Es­si co­sti­tui­va­no l’avan­guar­dia dell’eser­ci­to gui­da­to da re Ugo III di Ci­pro, che ave­va sfer­ra­to un attacco con­tro la cit­tà di Ti­be­ria­de. Mol­ti di lo­ro cad­de­ro in un’im­bo­sca­ta do­po es­ser­si al­lon­ta­na­ti dal­la trup­pa in cer­ca di bot­ti­no, mentre i so­prav­vis­su­ti fu­ro­no uc­ci­si nel lo­ro ac­cam­pa­men­to la not­te se­guen­te, du­ran­te un’in­cur­sio­ne ara­ba.

A de­stra un cavaliere cro­cia­to dell’Or­di­ne Ospi­ta­lie­re di San Gio­van­ni ar­ma­to di tut­to pun­to. In bas­so, da si­ni­stra cuf­fia im­bot­ti­ta, im­bot­ti­tu­ra in cri­ne di cavallo e par­te me­tal­li­ca del «gran­de el­mo», dif­fu­so­si a par­ti­re dal XIII sec. e chiam­to an­che «el­mo pen­to­la­re», «a sec­chio» o «a ba­ri­le».

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