IL FAT­TO­RE DI PLA­NA­TA

Nautica - - Project&design -

Il pi­lo­ta di uno sca­fo pla­nan­te ha a sua di­spo­si­zio­ne una spe­ci­fi­ca gam­ma di ve­lo­ci­tà “in as­set­to”, al di sot­to del­la qua­le la bar­ca per­de la sua pre­ro­ga­ti­va più pe­cu­lia­re. A de­fi­nir­ne l’am­piez­za è il co­sid­det­to fat­to­re di pla­na­ta, che va cal­co­la­to di­vi­den­do la ve­lo­ci­tà mas­si­ma per la ve­lo­ci­tà mi­ni­ma di pla­na­ta. Per­ciò, una bar­ca che rag­giun­ga un mas­si­mo di 36 no­di e sia in gra­do di man­te­ner­si in pla­na­ta a 15, ha un fat­to­re 2,40. Con­si­de­ran­do che i va­lo­ri fi­no a 1,95 so­no bas­si; quel­li da 1,96 a 2,30 so­no nor­ma­li; quel­li da 2,31 a 3,90 so­no ele­va­ti e quel­li ol­tre 3,90 so­no mol­to ele­va­ti, pos­sia­mo af­fer­ma­re che la bar­ca del no­stro esem­pio è ca­rat­te­riz­za­ta da un fat­to­re di pla­na­ta im­por­tan­te. In ter­mi­ni stret­ta­men­te pra­ti­ci, ciò si­gni­fi­ca che lo sca­fo è in gra­do di ga­ran­ti­re il suo as­set­to idea­le en­tro un’am­pia va­rie­tà di con­di­zio­ni e sen­za trop­pe raf­fi­na­tez­ze di set-up. Al con­tra­rio, uno sca­fo ca­rat­te­riz­za­to da un fat­to­re di pla­na­ta bas­so (pa­ra­dos­sal­men­te lo so­no an­che al­cu­ni off­sho­re) può ga­ran­ti­re il suo as­set­to idea­le sol­tan­to in de­ter­mi­na­te con­di­zio­ni e con una pre­ci­sa mes­sa a pun­to.

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