Io e Te

News Cinema - - PREVIEW -

Dopo il pre­mio al­la car­rie­ra dell'an­no scor­so, Ber­nar­do Ber­to­luc­ci ri­tor­na al Fe­sti­val di Can­nes, per pre­sen­ta­re fuo­ri con­cor­so il suo ul­ti­mo film trat­to dall'omo­ni­mo ro­man­zo di Ni­co­lò Am­man­ni­ti, Io e Te. A ot­to an­ni di di­stan­za dal suo ul­ti­mo la­vo­ro, The Drea­mers, i dub­bi di un suo ri­tor­no die­tro la mac­chi­na da pre­sa, co­min­cia­va­no a far­si in­si­sten­ti, so­prat­tut­to per via del­le dif­fi­ci­li con­di­zio­ni di sa­lu­te . Ma dopo un pre­mio al­la car­rie­ra, ge­ne­ral­men­te sin­to­mo di una con­clu­sio­ne del­la stes­sa, ecco ger­mo­glia­re una nuova oc­ca­sio­ne. Por­ta­re sul grande scher­mo uno de­gli ul­ti­mi ro­man­zi di Am­man­ni­ti. Lo scrit­to­re, e co-sce­neg­gia­to­re del film, in Io e Te rac­con­ta il dif­fi­ci­le e in­ten­so rap­por­to tra un fra­tel­lo e una so­rel­la, nel pie­no del­la lo­ro ado­le­scen­za. Lo­ren­zo è un ra­gaz­zo di 14 an­ni, in­tro­ver­so e schi­vo, con pro­ble­mi di so­cia­liz­za­zio­ne a scuo­la. In oc­ca­sio­ne del­la gi­ta sco­la­sti­ca a Vien­na, fa cre­de­re ai pro­pri ge­ni­to­ri di par­te­ci­par­vi, per rin­ta­nar­si nel­la can­ti­na di ca­sa per una set­ti­ma­na. Ma du­ran­te la sua se­gre­ta la­ti­tan­za, in­cro­cia Oli­via, fi­glia del pri­mo ma­tri­mo­nio del pa­dre, di po­co più grande di Lo­ren­zo, che sco­pre il ri­fu­gio del fra­tel­lo. Ini­zie­rà una con­vi­ven­za for­za­ta e dif­fi­ci­le che le­ghe­rà nel pro­fon­do i due. Il ro­man­zo ab­brac­cia cir­ca un de­cen­nio del­la vi­ta dei per­so­nag­gi, rac­con­tan­do fon­da­men­tal­men­te quel lo­ro incontro, quel­la par­ti­co­la­re set­ti­ma­na. Per Ber­to­luc­ci è il ri­tor­no al suo am­bien­te più na­tu­ra­le, il set, se pur su una

di Andrea Pir­rel­lo se­dia a ro­tel­le, ma la ca­ri­ca e l'in­te­res­se ver­so que­sti per­so­nag­gi, sem­bra far di­men­ti­ca­re le dif­fi­col­tà. Una sto­ria in­ti­ma, clau­stro­fo­bi­ca per gli am­bien­ti, che ci ri­por­ta al suo ul­ti­mo ci­ne­ma, quel­lo di The Drea­mers, ma mol­to di più, quel­lo de L'as­se­dio, non fos­se al­tro che per la scel­ta di gi­ra­re tra i vi­co­li di Ro­ma e i mean­dri del­le sue co­stru­zio­ni. Tra il quar­tie­re Pa­rio­li e Pra­ti, am­bien­tan­do poi gli in­ter­ni del ri­fu­gio del pro­ta­go­ni­sta nell'ate­lier dello scul­to­re San­dro Chia, di cui pos­sia­mo ri­cor­da­re le due scul­tu­re de­di­ca­te a Enea e Eu­ro­pa, di fron­te Pa­laz­zo Va­len­ti­ni a Ro­ma. I pro­ta­go­ni­sti as­so­lu­ti di que­sta nuova av­ven­tu­ra a fian­co di Ber­to­luc­ci so­no il gio­va­ne esor­dien­te Ja­co­po Ol­mo An­ti­no­ri, do­ta­to di uno straor­di­na­rio istin­to a det­ta del re­gi­sta, e Tea Fal­co, gio­va­ne at­tri­ce, an­co­ra po­co co­no­sciu­ta, che nell'aspet­to in­car­na in qual­che ma­nie­ra l'uni­ver­so fem­mi­ni­le del re­gi­sta. Ini­zial­men­te il film do­ve­va es­se­re gi­ra­to in 3D, ma il re­gi­sta, mol­to in­te­res­sa­to ad esplo­ra­re le pos­si­bi­li­tà del­la ri­pre­sa ste­reo­sco­pi­ca, dopo qual­che pro­va, da­to il ral­len­ta­men­to che avreb­be com­por­ta­to gi­ra­re con que­sta tec­ni­ca, ha op­ta­to per il clas­si­co 35mm, più adat­to al rac­con­to. Re­sta sol­tan­to at­ten­de­re la pre­sen­ta­zio­ne a Can­nes del film, e l'uscita nel­le sa­le, per po­ter par­la­re più a fon­do di Io e Te. Nel frat­tem­po, re­cu­pe­ra­re L'as­se­dio, po­treb­be es­se­re un buon eser­ci­zio di pre­pa­ra­zio­ne...

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