LA BIM­BA DEL “MI­RA­CO­LO STAMINALI” Og­gi Ce­le­ste va « a scuo­la e so­gna di fa­re l’ar­chi­tet­to »

NEL 2013 I CARRER SI ERA­NO BATTUTI PER LE INFUSIONI AL­LA LO­RO PIC­CO­LA, MA­LA­TA DI ATROFIA MUSCOLARE SPINALE. «ORA, SPERIAMO IN UN NUO­VO FAR­MA­CO», DI­CO­NO. « E NO­STRA FI­GLIA, CON LA SUA GRIN­TA, CI SORPRENDE TUT­TI I GIOR­NI » È DI­VEN­TA­TA SIM­BO­LO DI SPE­RAN­ZA

Oggi - - Quattro Anni Dopo La Cura Vannoni Torna Sotto Accu - Di Ri­ta Cen­ni - foto di Mi­che­la Taeg­gi Tes­se­ra (Ve­ne­zia), gen­na­io

Sol­le­va e ab­bas­sa più vol­te le so­prac­ci­glia, per di­re sì. Se, in­ve­ce, le ag­grot­ta, striz­za gli oc­chi, e scuo­te il ca­po, ec­co un no; ma non ci so­no so­lo af­fer­ma­zio­ni o ne­ga­zio­ni: Ce­le­ste Carrer par­la, espri­me bisogni, pen­sie­ri, emo­zio­ni, rac­con­ta. La bim­ba è cre­sciu­tis­si­ma dall’ul­ti­ma vol­ta in cui la in­con­tram­mo, i suoi sei an­ni e mez­zo li di­mo­stra tut­ti. E gra­zie ad Arian­na Na­tu­ral, una pre­sen­za so­la­re, in­di­spen­sa­bi­le, che la af­fian­ca da un an­no, og­gi può an­che a co­mu­ni­ca­re.

USA UNA NUO­VA LIN­GUA

«Per noi è un an­ge­lo piom­ba­to dal cie­lo», di­ce Bet­ty, la ma­dre. L’an­ge­lo di no­me Arian­na ha 24 an­ni, lo sguar­do chia­ro, i ca­pel­li lun­ghi, ric­ci. Co­me quel­li della pic­co­la, che li tie­ne le­ga­ti con un fioc­chet­to. Lau­rea­ta in Scien­za del lin­guag­gio, Arian­na è esper­ta della lin­gua dei se­gni. Per Ce­le­ste,

Tes­se­ra (Ve­ne­zia). Giam­pao­lo, 48, e Bet­ty, 47, Carrer con la fi­glia Ce­le­ste, 6. A de­stra, nel 2013, sul­la copertina di do­po aver ot­te­nu­to di pro­se­gui­re le cu­re Sta­mi­na, che la ma­gi­stra­tu­ra ave­va bloc­ca­to. Più a de­stra, Ce­le­ste fa de­gli eser­ci­zi con Arian­na Na­tu­ral, 24, l’esper­ta di lin­guag­gio che la af­fian­ca.

Og­gi, ne ha crea­ta una tut­ta nuo­va, che com­bi­na le espres­sio­ni de­gli oc­chi, i movimenti del­le lab­bra e i pic­co­li suo­ni che la bim­ba rie­sce a emet­te­re. Ha crea­to e co­di­fi­ca­to un les­si­co e un fra­sa­rio. E lo ha in­se­gna­to ai ge­ni­to­ri. Quan­do en­tria­mo in ca­sa, Arian­na e Ce­le­ste stan­no leg­gen­do una sto­ria, in un dia­lo­go fit­to, di do­man­de e ri- spo­ste. «Gra­zie agli sti­mo­li avu­ti dai ge­ni­to­ri e dal­le tan­te persone che la cir­con­da­no, è una bim­ba sve­glis­si­ma, dal­le ca­pa­ci­tà lo­gi­co-co­gni­ti­ve straor­di­na­rie», spie­ga Arian­na. «Con lei, il mio com­pi­to di fa­ci­li­ta­re la co­mu­ni­ca­zio­ne è sta­to un gio­co ap­pas­sio­nan­te». «Pri­ma dell’ar­ri­vo di Arian­na, Ce­le­ste usa­va un pro­gram­ma in­for­ma­ti­co

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