«Ma fi­no ai 40 an­ni si può pro­va­re da so­li»

Oggi - - I Gialli . . . Rosa - Da­nie­la Sti­glia­no

Due set­ti­ma­ne per met­te­re i pro­pri ovu­li in “ban­ca”. E mol­ti an­ni per de­ci­de­re quan­do uti­liz­zar­li per far na­sce­re un fi­glio. La tec­ni­ca di con­ser­va­zio­ne de­gli ovo­ci­ti per una fu­tu­ra gra­vi­dan­za si chia­ma vi­tri­fi­ca­zio­ne ed è l’ul­ti­ma evo­lu­zio­ne del­la

crio­pre­ser­va­zio­ne, cioè il con­ge­la­men­to del­le cel­lu­le, con un ab­bas­sa­men­to mol­to ra­pi­do del­la tem­pe­ra­tu­ra che evi­ta la for­ma­zio­ne di cri­stal­li di ghiac­cio. «Que­sto me­to­do con­sen­te agli ovo­ci­ti di non es­se­re dan­neg­gia­ti», spie­ga Pa­squa­le Bi­lot­ta, 64 an­ni, fon­da­to­re e di­ret­to­re scien­ti­fi­co del­la cli­ni­ca Al­maRes di Ro­ma. Pio­nie­re del­la pro­crea­zio­ne as­si­sti­ta con 37 an­ni di espe­rien­za co­me­me­di­co del­la riproduzione, Bi­lot­ta ha fat­to na­sce­re ol­tre 3 mi­la bam­bi­ni e nel 2014 ha con­dot­to la pri­ma fe­con­da­zio­ne ete­ro­lo­ga in Ita­lia. «La don­na che de­ci­de di con­ser­va­re i suoi ovu­li vie­ne sot­to­po­sta a una sti­mo­la­zio­ne or­mo­na­le mo­ni­to­riz­za­ta, che ha una du­ra­ta tra gli 8 e i 10 gior­ni» , rac­con­ta. «Quan­do gli ovo­ci­ti so­no ma­tu­ri, ne ven­go­no pre­le­va­ti cir­ca die­ci e quin­di con­ge­la­ti. Al mo­men­to del­lo scon­ge­la­men­to, ven­go­no fe­con­da­ti e si avran­no in me­dia set­te-ot­to em­brio­ni. Con una per­cen­tua­le di gra­vi­dan­za del 50-55% per em­brio­ne, ben più del 20-25% che ha ogni me­se una cop­pia gio­va­ne, fer­ti­le e sa­na». An­che per­ché il pro­ce­di­men­to può es­se­re

ri­pe­tu­to più vol­te, per au­men­ta­re il “te­so­ret­to” di ovo­ci­ti, che re­sta­no in “ban­ca” fi­no a quan­do la don­na non de­ci­de se e co­me uti­liz­zar­li. « Se tro­va un com­pa­gno pri­ma dei 40 an­ni, l’età in cui si di­ven­ta sub­fer­ti­le, le con­si­glia­mo di pro­va­re per un an­no a ri­ma­ne­re in­cin­ta

na­tu­ral­men­te e so­lo do­po di af­fron­ta­re la fe­con­da­zio­ne as­si­sti­ta. Se ha ol­tre 40 an­ni, si pro­ce­de su­bi­to». E se un com­pa­gno non c’è, ma si vuo­le co­mun­que un fi­glio? «Al­lo­ra», ri­spon­de Pa­squa­le Bi­lot­ta, «de­ve tra­sfe­ri­re gli ovu­li in un Pae­se do­ve è con­sen­ti­ta la pro­crea­zio­ne as­si­sti­ta an­che da sin­gle».

MA­TER­NI­TÀ AS­SI­STI­TA So­pra, il mo­men­to in cui l’ovu­lo vie­ne fe­con­da­to ar­ti­fi­cial­men­te. A de­stra, il pro­fes­sor Pa­squa­le Bi­lot­ta

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