ELEZIONI TEDESCHE: CO­SA CAMBIA PER L’ITALIAEL’EU­RO­PA?

Oggi - - Le Domande Di Oggi -

«L’Unio­ne eu­ro­pea so­ster­rà ciò che ha sen­so», di­ce ades­so laMer­kel.

Ha per­so le ele­zio­niNo, le ha vin­te, ma la­scian­do per stra­da l’8% dei vo­ti ri­spet­to al­le elezioni del 2013. I so­cial­de­mo­cra­ti­ci, suoi ul­ti­mi al­lea­ti, so­no sce­si a po­co più del 20% e vo­glio­no pas­sa­re all’op­po­si­zio­ne.

Chi avreb­be vin­to al­lo­ra? I na­zi­sti, o qua­si na­zi­sti, di un par­ti­to che si chia­ma Al­ter­na­ti­ve für Deu­tschland. Pri­ma non era nean­che pre­sen­te in Par­la­men­to, nel 2013man­cò di un sof­fio la so­glia di sbar­ra­men­to. Ades­so ha pre­so più del 13% e avrà qua­si cen­to par­la­men­ta­ri. Un mi­lio­ne e 280 mi­la te­de­schi, che l’al­tra vol­ta s’era­no aste­nu­ti, so­no tor­na­ti al­le ur­ne per vo­tar­li. Han­no sot­trat­to più di un mi­lio­ne di vo­ti pro­prio al­la Mer­kel, mez­zo mi­lio­ne ai so­cial­de­mo­cra­ti­ci, 430 mi­la ai si­ni­stri del­la Lin­ke, 50 mi­la ai Ver­di. Si di­ce che la col­pa sia pro­prio di An­ge­la, trop­po aper­ta ver­so gli im­mi­gra­ti.

Quin­di? La Mer­kel ha det­to che non in­ten­de ri­nun­cia­re al can­cel­lie­ra­to. Ha so­lo il 33,5% e do­vrà scen­de­re a pat­ti, per dar vita a una mag­gio­ran­za, con i li­be­ra­li e i Ver­di, che tra di lo­ro si ama­no po­co. Sa­rà lun­ga. I li­be­ra­li, tra l’al­tro, so­no as­sai ri­gi­di sul­le que­stio­ni eu­ro­pee. Pre­ten­do­no mol­to ri­go­re nei con­ti e che i migranti, ge­ne­ral­men­te par­lan­do, se ne tor­ni­no a ca­sa. Chiu­su­ra as­so­lu­ta del­la rot­ta me­di­ter­ra­nea, quel­la che ci ri­guar­da. Non do­ve­va es­ser­ci una’al­lean­za con i fran­ce­si? Mah. I due go­ver­ni sem­bre­reb­be­ro al mo­men­to as­sai di­stan­ti. Ma­cron vuo­le che i sol­di eu­ro­pei sia­no usa­ti per co­min­cia­re a met­te­re in co­mu­ne il de­bi­to e in­te­gra­re le va­rie eco­no­mie, ar­mo­niz­za­re i si­ste­mi fi­sca­li, crea­re un­mi­ni­stro eu­ro­peo del te­so­ro. Dal­le ur­ne tedesche è usci­ta piut­to­sto l’idea di ral­len­ta­re l’in­te­gra­zio­ne e da­re la pre­ce­den­za al­la­mes­sa in or­di­ne dei con­ti pub­bli­ci. Che si­gni­fi­ca la fra­se «L’Unio­ne eu­ro­pea so­ster­rà so­lo ciò che ha sen­so?» «Più Eu­ro­pa può an­dar be­ne se si crea più con­cor­ren­za e più la­vo­ro. Se l’in­fluen­za del­laUe cresce. Non si trat­ta di slo­gan, ma di ciò che vi sta die­tro».

DI GIORGIO DELL’ARTI

Gior­na­li­sta ( in que­sta ru­bri­ca ci spie­ga in mo­do sem­pli­ce uno dei fat­ti più com­ples­si del­la set­ti­ma­na)

LEA­DER CON­TRO So­pra, da si­ni­stra: Ali­ce Wei­del, 38, lea­der di Al­ter­na­ti­va per la Ger­ma­nia; An­ge­la Mer­kel, 63.

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