Ca­ris­si­mo Pre­si­den­te Kim Jong-un,

Oggi - - Appelli La Lettera Del Cantante Al Dittatore - Al Ba­no (e si­cu­ra­men­te il mon­do in­te­ro)

mi chia­mo Al­ba­no Car­ri­si, so­no un ar­ti­sta po­po­la­re ita­lia­no e ho qual­co­sa da dir­le. Le im­ma­gi­ni che ar­ri­va­no dal suo Pae­se la mo­stra­no co­me un lea­der mol­to ama­to dal­la sua gen­te. Non so quan­to que­sto amo­re sia sin­ce­ro, ma so che con il re­sto dell’uma­ni­tà lei qual­che pro­ble­ma ce l’ha, do­po il lan­cio dei missili del suo pro­gram­ma nu­clea­re. L’al­tro gior­no, men­tre ero in Ci­na per un tour, mi so­no ri­tro­va­to a os­ser­va­re una car­ti­na dell’Asia e a con­si­de­ra­re quan­to pic­co­la sia la sua Co­rea del Nord ri­spet­to a tut­to il re­sto del­mon­do. E mi so­no chie­sto se non ca­pi­ti anche a lei di pen­sa­re a que­sto e al­le conseguenze che po­treb­be ave­re sul suo po­po­lo, se le co­se si met­tes­se­ro ma­le. Sap-

pia­mo tut­ti la dif­fe­ren­za tra l’elefante e la for­mi­ca ed è fa­ci­le in­tui­re chi dei due avreb­be la­me­glio, in uno scon­tro. Ve­den­do la gio­ia sua e dei suoi ge­ne­ra­li di fron­te al lan­cio di que­sti­mis­si­li non rie­sco a non pen­sa­re a quan­te ri­sor­se fi­nan­zia­rie s’ina­bis­si­no ogni vol­ta nell’Ocea­no con lo­ro. E mi tor­na­no in men­te tut­te le fa­mi­glie di di­spe­ra­ti, di pro­fu­ghi del Ban­gla­de­sh che scap­pa­no dai mon­so­ni e dal­la po­ver­tà. Se, in­ve­ce che lan­ciar­li in mare as­sie­me ai suoi missili, lei de­sti­nas­se tut­ti quei sol­di a chi sof­fre, so­no cer­to che di­ven­te­reb­be un Im­pe­ra­to­re del Be­ne, e il suo no­me sa­reb­be ri­cor­da­to per sem­pre per un’ere­di­tà po­si­ti­va la­scia­ta all’uma­ni­tà in­te­ra. È si­cu­ro che non le pia­ce­reb­be? Se la sen­te dav­ve­ro di es­se­re ri­cor­da­to, in­ve­ce, co­me l’uo­mo che die­de ini­zio al­la ter­za Guer­raMon­dia­le?

I li­bri di sto­ria so­no pie­ni del­le ge­sta di dit­ta­to­ri co­me Adolf Hi­tler, Be­ni­to Mus­so­li­ni, Sad­dam Hus­sein, Muam­mar Ghed­da­fi. Uo­mi­ni che ave­va­no il mon­do in ma­no e che in­ve­ce han­no de­ci­so di far scop­pia­re il­mon­do nel­le lo­ro ma­ni, an­nien­tan­do l’uma­ni­tà e la spe­ran­za in un mon­do mi­glio­re. Perché - si ri­cor­di - la guer­ra fa ma­le a tut­ti, a chi la vin­ce e a chi la per­de. Non le tor­na­no in men­te que­sti esem­pi men­tre, a ogni mis­si­le lan­cia­to, i suoi ge­ne­ra­li la esal­ta­no con ap­plau­si che più che dall’or­go­glio sem­bra­no det­ta­ti dal­la paura che han­no di lei? Sa, io ho cin­que fi­gli e ho su­da­to tan­to per ti­rar­li su per be­ne. L’idea di que­sta spa­da diDa­mo­cle che lei ha mes­so sul­le te­ste dell’uma­ni­tà non mi fa fa­re so­gni tran­quil­li. E so­no si­cu­ro che non fa dor­mi­re nep­pu­re lei e nes­sun al­tro padre al mon­do. Da abi­tan­te di que­sto Pia­ne­ta, vor­rei che la pa­ro­la “guer­ra” fos­se can­cel­la­ta dal vo­ca­bo­la­rio e dal­la­men­te di ogni es­se­re uma­no, per fa­re spa­zio all’ ar­mo­nia del vi­ve­re in que­sto no­stro Pia­ne­ta, que­sto in­cre­di­bi­le re­ga­lo diDio. Ab­ban­do­ni se può i suoi spa­ven­to­si pro­get­ti di pro­vo­ca­zio­ne del­la­guer­ra e le pos­soas­si­cu­ra­re che per­mee­mol­tial­tri col­le­ghi ar­ti­sti sa­ràun­pia­ce­re ve­ni­re nel suoPae­se a can­ta­re per lei, per ce­le­brar­la co­me pro­mo­to­re di una nuova èra di pa­ce. Nell’at­te­sa, sa­lu­tis­si­mi

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.